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Finanziamenti, un problema ancora aperto

Anche se l’annuncio dell’alleanza con Oneworld ha fatto tirare un sospiro di sollievo al mondo politico, resta il problema del finanziamento della compagnia aerea elvetica.

Tutti i principali partiti politici sono però dell’idea che la Confederazione non dovrebbe più intervenire con degli aiuti in denaro.

«A mio avviso è fondamentale che si sia finalmente fatta chiarezza», dichiara Philipp Stählin (PPD), «in questo modo le banche hanno a disposizione delle informazioni in base alle quali prendere le loro decisioni. Non credo che la Confederazione metterà a disposizione altri soldi. Ha già fatto molto, e ora Swiss deve volare da sola».

Anche per Ueli Maurer (UDC) è esclusa una nuova partecipazione della Confederazione. «La Swiss avrà bisogno di ancora più soldi per coprire le sue spese. Se la soluzione dell’alleanza con Oneworld si rivelerà buona, allora le banche concederanno dei crediti».

L’esperta d’aviazione dei socialisti, Susanne Leutenegger – Oberholzer, fa però notare che anche la Confederazione dovrà impegnarsi. «Sarà necessario fare qualcosa nel campo delle infrastrutture. Le tasse di Skyguide ad esempio sono troppo alte. La Confederazione inoltre dovrà prendere sul serio il suo ruolo d’azionista e garantire che manterrà intatto il pacchetto azionario. Ciò è necessario per creare un clima di fiducia. Ma che vengano dati altri soldi è fuori discussione».

Christiane Langenberger (PLR) riconosce che i 50 milioni di franchi che la British Airways verserà alla Swiss sono pochi per risolvere tutti i problemi della compagnia aerea. «Ma ora che c’è un partner le banche possono guardare al tutto con più fiducia».

swissinfo

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