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Giudizi contrastanti sulla repressione poliziesca della manifestazione anti-globalizzazione

Per impedirne l'accesso a Davos, la polizia ha fermato un treno con 500 manifestanti a Landquart Keystone

La polizia grigionese ha espresso soddisfazione per essere riuscita ad impedire che a Davos giungesse il grosso dei manifestanti anti-globalizzazione, per protestare contro il Forum. Dure critiche sono invece giunte dal forum sociale di Porto Alegre.

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 gennaio 2001 - 12:46

In una conferenza stampa nella serata di sabato, il comandante della polizia, Markus Reinhard, ha dichiarato: «Siamo riusciti ad assicurare il buon funzionamento del Forum; abbiamo tenuto sotto controllo una manifestazione non autorizzata, senza registrare né danni né feriti», aggiungendo che l'impiego degli idranti si è reso necessario vista la determinazione dei manifestanti.

Da parte sua, David Böhmer, del coordinamento anti-WTO (Organizzazione mondiale del commercio), alla stazione di Davos non ha nascosto la propria gioia: «E' stato un successo, 300 persone hanno potuto esprimere la loro protesta», ha detto, aggiungendo però che «è scandaloso che a qualche migliaio dei nostri sia stato impedito di venir fin qui».

Anche il ministro degli esteri della Germania, Joschka Fischer, dall'interno del Forum di Davos ha espresso simpatia per l'impegno degli oppositori alla globalizzazione. «In una società aperta - ha detto - il potere deve essere condiviso anche con coloro che si trovano all'esterno della struttura».

Reazioni sono giunte anche da Porto Alegre (Brasile): i partecipanti al Forum sociale hanno denunciato il fenomeno di «latino-americanizzazione» della Svizzera. «Mancava soltanto Pinochet», ha detto lo scrittore e teologo brasiliano Frei Betto.
Dal canto suo, il consigliere nazionale socialista vodese Pierre-
Yves Maillard, presente a Porto Alegre con una decina di suoi colleghi parlamentari, ha detto di vergognarsi dell'immagine offerta dalla Svizzera.

swissinfo e agenzie

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