I contadini tornano a manifestare nella Svizzera tedesca

Trattori davanti al centro di distribuzione Coop a Brünnen presso Berna: le manifestazioni si sono svolte pacificamente e senza bloccare la distribuzione Keystone

Un migliaio di contadini ha preso parte lunedì a manifestazioni di protesta contro la politica dei prezzi dei grandi distributori. All'azione non ha partecipato l'Unione dei contadini, che attende i risultati di un colloquio con la Coop a fine mese.

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 gennaio 2001 - 16:32

L'azione di protesta di contadini della Svizzera tedesca ha preso avvio nelle prime ore del mattino, davanti ai centri di distribuzione della Coop a Berna-Brünnen, Wallisellen (Zurigo) e Gossau (San Gallo) e presso l'azienda fornitrice di uova Lüchinger & Schmid di Kloten.

La protesta si è conclusa pacificamente verso mezzogiorno, senza che la distribuzione di generi alimentari sia stata interrotta. La Coop aveva avuto notizia della manifestazione e i prodotti sono stati distribuiti in anticipo. Svolgimento pacifico della manifestazione anche a Kloten, dove i responsabili della Lüchinger & Schmid hanno cercato il dialogo con i contadini e hanno distribuito panini e caffè.

I contadini intendevano esprimere il loro dissenso verso la politica dei prezzi dei grandi distributori ed in particolare contro la presunta intenzione della Coop di diminuire del 20 per cento i prezzi pagati ai produttori. La misura - che la Coop ha smentito, affermando che si trattava di una semplice previsione - aveva suscitato le ire degli agricoltori già lo scorso dicembre. In quell'occasione circa 200 contadini avevano bloccato con i trattori i centri di distribuzione Coop a Friburgo e Givisiez.

"Lottiamo per la nostra sopravvivenza", ha affermato lunedì a Gossau Hans Stalder, presidente nel Nuovo coordinamento dei contadini svizzeri, uno dei gruppi che hanno organizzato la nuova azione di protesta. Azione che, secondo la Coop, sarebbe inutile, dal momento che per il 27 gennaio è previsto un incontro tra rappresentanti dei contadini e della catena di grandi magazzini per discutere la questione.

"Il dialogo non verrà di sicuro reso più facile da simili manifestazioni", ha affermato il portavoce della Coop Felix Wehrle. E anche l'Unione svizzera dei contadini (USC) si era distanziata domenica da eventuali blocchi e da azioni illegali.

Ma visto l'andamento pacifico delle manifestazioni di lunedì, ha tenuto a precisare a swissinfo il portavoce dell'USC Urs Schneider, "non abbiamo nulla in contrario". "Gli obiettivi e le strategie dell'USC corrispondono a quelle dei contadini" si aggiunge in un comunicato dell'Unione.

L'attenzione della maggiore organizzazione degli agricoltori in Svizzera è ora posta sull'incontro con i rappresentanti della Coop previsto per il 27 gennaio. Due saranno i temi in discussione, dice Urs Schneider: l'evoluzione dei prezzi da un lato e dall'altro la partecipazione dei grandi distributori alle organizzazioni di settore.

Sul fronte dei prezzi, se nel 1988 i contadini su ogni franco speso dai consumatori ricevevano 37 centesimi, oggi ne ricevono solo 24. E ciò nonostante il prezzo di vendita sia aumentato in media del 4 per cento. "Un'evoluzione che non può continuare in questo modo", sottolinea Schneider.

D'altro canto l'USC vuole spingere la Coop a prendere parte alle organizzazioni di settore, organizzazioni che raggruppano i rappresentanti dei vari stadi della produzione e commercializzazione dei prodotti agricoli. Nell'ambito di queste organizzazioni ci dovranno essere "negoziati serrati sui prezzi e si discuterà anche di azioni pubblicitarie comuni", dice ancora il portavoce dell'USC.

Il fatto che la Coop - a differenza della concorrente Migros - non partecipi ancora alle organizzazioni settoriali è uno dei motivi, ammette Schneider, per cui la Coop si è ritrovata nel mirino delle proteste contadine. Inoltre vi sarebbe una certa contraddizione tra l'insistenza pubblicitaria della Coop sui prodotti di qualità e la sua politica di compressione dei prezzi.

Secondo Schneider, l'alta qualità dei prodotti agricoli svizzeri giustifica i prezzi più alti rispetto alla concorrenza straniera e questo messaggio deve essere trasmesso anche ai consumatori che, sempre stando al portavoce dell'USC, sarebbero ben disposti a pagare di più per prodotti alimentari migliori.

Intanto si è appreso che anche la Commissione della concorrenza (Comco) sta indagando sulla politica dei prezzi seguita dai grossi distributori. L'autorità di vigilanza aveva già avviato in dicembre un'indagine preliminare sui prezzi della carne in seguito all'intervento dell'associazione degli allevatori di maiali Suisseporcs.

La Comco intende accertare se tra i grossi distributori come Migros e Coop sussitano intese illecite, ha indicato lunedì all'ats Patrick Ducrey, portavoce della Comco. In passato la Comco aveva già espresso il sospetto che i grossi distributori non trasferiscano ai consumatori le riduzioni dei costi dei prodotti agricoli o che lo facciano solo in parte.

Andrea Tognina

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