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I partiti borghesi aprono l'anno elettorale

Christiane Langenberger, la prima donna alla testa del PLR

(Keystone)

PLR, PPD e UDC hanno lanciato la campagna per le elezioni di ottobre. Christiane Langenberger scelta per guidare i radicali.

I popolari democratici vogliono puntare sulla politica economica per riconquistare la fiducia popolare, mentre i centristi mantengono un piede nell'opposizione.

Riuniti in assemblea, i rappresentanti del Partito liberale radicale (PLR), del Partito popolare democratico (PPD) e dell'Unione democratica di centro (UDC) hanno cominciato ad affilare le armi in vista delle elezioni federali del 19 ottobre.

Nei prossimi mesi, la battaglia politica dovrebbe essere particolarmente infuocata proprio tra questi tre partiti, che si posizionano tra il centro e la destra dello scacchiere politico svizzero e che compongono l'alleanza di governo, assieme ai socialisti.

Radicali e popolari democratici sono alla ricerca di nuovi orientamenti per arginare l'offensiva dell'UDC: nelle elezioni del 1999, il partito trainato da Christoph Blocher è riuscito a scavalcare i due diretti rivali che, da allora, non hanno ancora trovato un rimedio per superare la loro crisi.

PRD: ricette affidate alla Langenberger

A Lucerna, i delegati del PRL hanno deciso di puntare su Christiane Langenberger per guidare il partito verso l'importante appuntamento elettorale. Eletta con 181 voti su 346, la consigliere agli Stati vodese ha superato la zurighese Trix Heberlein, che ha dovuto accontentarsi di 165 preferenze.

Christiane Langenberger avrà il difficile compito di rilanciare le quotazioni di un partito che, dopo aver dominato la scena politica per oltre un secolo, si ritrova in una fase discendente. Gli stretti legami tra interessi politici ed economici hanno pesato negativamente negli ultimi tempi sull'immagine del PLR, provocando tra l'altro anche le dimissioni dell'ex-presidente Gerold Bührer.

"Continueremo a curare i contatti con il mondo economico", ha dichiarato Christiane Langenberger subito dopo la sua elezione. "Non dobbiamo aver paura di questi legami, poiché l'economia è costituita da tutti noi che lavoriamo in questo paese".

Scegliendo la parlamentare vodese, i radicali hanno comunque modificato parzialmente la loro linea: mentre Bührer era considerato un puro esponente degli ambienti economici, Christiane Langenberger manifesta tendenze più progressiste e, a differenza del suo predecessore, non ha più alcun mandato in consigli di amministrazione di imprese economiche.

PPD: favorire il rilancio economico

Da parte loro, i popolari democratici sembrano voler mettere l'accento proprio sulla politica economica per riconquistare i consensi persi negli ultimi anni. Un tentativo di sfruttare anche l'effetto Joseph Deiss: dal primo gennaio, il PPD ha ripreso le redini del dipartimento federale dell'economia, che non aveva più avuto in mano da una ventina d'anni.

Nel corso dell'assemblea dei delegati, tenuta a Regensdorf (ZH), il consigliere federale ha dichiarato di voler riportare la Svizzera sulla via della crescita economica, troppo "trascurata nell'ultimo decennio".

Per raggiungere questo obbiettivo, i popolari democratici vogliono sostenere un'economia di mercato sociale. Deiss ha pure sottolineato che l'economia necessita di maggiore spirito etico per riconquistare la fiducia della popolazione.

UDC e responsabilità di governo

I rappresentanti dell'UDC, riuniti a Hochdorf (LU), erano chiamati ad adottare il nuovo programma elettorale che rivendica, tra l'altro, un secondo seggio in Consiglio federale. Grande discussione ha sollevato un preambolo che mantiene aperta la possibilità per il partito di assumere un doppio ruolo di forza di governo e di opposizione.

La maggioranza dei delegati ha bocciato la proposta - sostenuta dalle sezioni di Berna, Grigioni e Sciaffusa - in favore di una più chiara definizione delle responsabilità di governo.

Il consigliere federale Samuel Schmid ha affermato che anche l'UDC ha bisogno di alleati per trovare soluzioni favorevoli all'elettorato. Secondo il capo della difesa svizzera, l'UDC deve rimanere il partito della classe media.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

1959: PSS 26% dei voti, PLR e PPD 23%, UDC 11%.
1999: UDC e PSS 22,5% dei voti, PLR 19,9% e PPD 15,9%.
19 ottobre 2003: prossime elezioni federali.

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