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IEX 2002 nel segno della sicurezza

Gli organizzatori della iEX attendono 40'000 visitatori

(Keystone Archive)

L'esposizione iEX dedicata a internet apre mercoledì a Zurigo. Tra i nuovi sviluppi dell'informatica, particolare attenzione è dedicata alla sicurezza.

Giunta alla sua sesta edizione, la iEX è diventata una delle maggiori esposizioni europee dedicate ai professionisti di internet. In un'area di 14'000 metri quadrati, 430 espositori presentano le ultime novità in tema di software, web-publishing, networks, ecc.

Sebbene il numero di espositori sia diminuito rispetto all'anno scorso - e questo nonostante l'integrazione nella iEX dell'altra esposizione zurighese TeleNetCom - a Zurigo sono presenti le maggiori ditte d'informatica, dalla IBM alla Microsoft alla Hewlett-Packard, accanto a piccole aziende fortemente innovative.

e-business e sicurezza

Il tema della iEX 2002 - che secondo gli organizzatori dovrebbe attirare oltre 40'000 visitatori - saranno le questioni legate al commercio elettronico. Un settore quest'ultimo che fino a pochi anni fa era al centro dell'attenzione degli analisti e dei media e che ora deve fare i conti con un diffuso scetticismo.

In effetti, come notano anche gli organizzatori della iEX, la fase pionieristica della rivoluzione internet è passata e ora si tratta di consolidare uno strumento economico che deve trovare un suo spazio accanto ad altri. La crescita del medium internet si stia avvicinando alla saturazione. Lo dimostrano le cifre riferite alla Svizzera: l'83% delle aziende svizzere è ormai allacciato alla rete e il 28% della popolazione naviga ogni giorno.

Un problema centrale che la tecnologia dell'informazione dovrà affrontare nei prossimi anni, se vorrà profilarsi come uno strumento affidabile, sarà quello della sicurezza e in particolare dei virus informatici.

Allarme virus

L'industria informatica è confrontata da 15 anni con il problema dei virus informatici, ma negli ultimi due anni la minaccia è diventata sempre più consistente. I nuovi virus sono sempre più numerosi e sofisticati.

"I virus tradizionali erano trasmessi involontariamente dagli utenti con i dischetti o attraverso i messaggi di posta elettronica", osserva Mikko Hyppönen, della compagnia finlandese F-Secure Corporation, "oggi i nuovi worms (vermi) localizzano gli indirizzi e-mail nei PC e si diffondono da soli ad altri computer, ripetendo l'operazione."

L'effetto può essere deleterio: sono noti casi di aziende in difficoltà costrette al fallimento da un attacco virale. Secondo Hyppönen, i manager dovranno far propria la consapevolezza della necessità di sistemi anti-virus che si aggiornano automaticamente online.

Anche i cellulari a rischio

programmatori di virus se ne stanno con le mani in mano. Tanto più che programmare un virus e diffonderlo nella rete è letteralmente un gioco da ragazzi: il virus "Anna Kournikova", circolato di recente, era opera di un adolescente olandese senza conoscenze di programmazione, che aveva fatto ricorso a un'applicazione per la realizzazione di virus scaricata da internet.

L'ultima novità in fatto di virus informatici riguarda i telefoni cellulari. Da quando i telefonini possono essere riprogrammati attraverso i messaggi SMS, per aggiungere suoni, grafici, ecc., sono diventati anche più vulnerabili.

È vero che i virus dei cellulari non sono ancora minacciosi quanto i loro cugini destinati ai PC, soprattutto perché non sono ancora in grado di riprodursi da soli, ma possono comunque bloccare gli apparecchi e costringere gli utenti a cambiare la carta SIM.

Fra i sintomi più frequenti di un'infezione via SMS, vi è la comparsa di elementi grafici sul display del cellulare, elementi che non possono essere cancellati neppure togliendo la corrente. All'utente non rimane altro da fare che cambiare la carta SIM.

Altri virus sfruttano invece piccoli errori di programmazione dell'apparecchio: è noto un virus che blocca i Nokia 7110. Il problema può in questo caso essere risolto semplicemente spegnendo e riaccendendo il cellulare.

È certo però che più i cellulari diventeranno terminali complessi per la comunicazione mobile, più saranno vulnerabili e quindi soggetti agli attacchi dei virus.

swissinfo


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