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Il 'cheap and chic': la nuova tendenza alberghiera

Il Cube di Savognin: ai piedi delle piste un'architettura contemporanea e un concetto di tendenza

Prezzi vantaggiosi, design e prestazioni specifiche. La nicchia del 'cheap and chic' sta progressivamente ritagliandosi uno spazio nel settore alberghiero svizzero.

Di che soddisfare i turisti alla ricerca di qualità e diversità, si rallegra Svizzera Turismo.

"Cosa fa la nostra forza? Il tutto in uno. Oltre alle animazioni che lo accompagnano", indica Simone Edlinger, responsabile del ricevimento presso il "Cube" di Savognin. Nei Grigioni, questo albergo sta riscuotendo un enorme successo tra i giovani più dinamici. Per un buon prezzo, offre un design "di tendenza" e tecnologie in abbondanza.

Per un comfort equivalente ad un albergo a tre stelle, i clienti hanno diritto a concerti dal vivo, ad un bar aperto 24 ore su 24, ad iniziazioni sportive o ancora ad offerte vantaggiose sci+camera.

A Basilea, l'easyHotel è improntato sulla semplicità giocosa. Propone un letto per camera – senza null'altro – ed una rete di prenotazioni via internet. Si tratta di un sistema di franchising della compagnia aerea a basso costo easyjet, che oggi è attiva in 18 diversi ambiti, dal noleggio di automobili alla pizza a domicilio, fino alla cosmetica maschile o alla possibilità di scaricare musica da internet.

Un nuovo modello

Al Cube, così come all'easyHotel, si tenta di ridurre le spese ed il prezzo dando al contempo un profilo particolare allo stabilimento. Entrambi sono l'esempio emblematico di un nuovo modello alberghiero che si sta instaurando in Svizzera da due anni a questa parte.

Gli specialisti li chiamano hotel 'cheap and chic'. Un concetto un po' vago basato sull'idea che il prezzo non fa il lusso. Al contrario.

"Il lusso si definisce in questi casi con una certa qualità, una certa originalità e attraverso la comunità che frequenta gli stabilimenti in questione", spiega Robert Jenefsky, professore di strategia alberghiera presso la Scuola alberghiera di Losanna.

Turismo di qualità

Svizzera Turismo ripone molte speranze su questa "nicchia emergente", che attualmente annovera da dieci a quindici strutture, situate soprattutto nella Svizzera tedesca.

L'interesse in una simile offerta per il turismo elvetico è evidente. Per quanto riguarda gli alberghi di categoria inferiore alle quattro stelle vi sono infatti ancora delle lacune da colmare.

"La Svizzera non attira un turismo di massa ma di qualità", ricorda Véronique Kanel, portavoce di Svizzera Turismo. "Ciò che cercano i viaggiatori che si recano nel nostro paese sono degli ambienti e una diversità che riflettono l'identità elvetica. Occorre quindi mantenere e diversificare questi ambienti turistici e alberghieri".

Al settore alberghiero di qualità media e bassa, costretto ad evolvere e talvolta a riorganizzarsi per potere proseguire la propria attività, la nicchia 'cheap and chic' permette di ridurre i costi al massimo senza sacrificare la qualità.

Svizzera Turismo

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Esperienza particolare

Questo settore, sovente gestito a livello familiare, ha due diverse possibilità di evolvere. Può farlo cooperando con dei partner per ampliare le sue capacità e realizzare un'economia di scala. Oppure può distinguersi offrendo "esperienze e atmosfere particolari", spiega Véronique Kanel.

Il 'cheap and chic' è una possibilità che si offre non solo agli stabilimenti nuovi. Anche gli hotel tradizionali possono essere riconvertiti in tal senso, sostiene Robert Jenefsky. Da un lato ciò permette di ridurre i costi fissi, dall'altro di dotarsi di una propria particolare identità.

"Basta guardare gli ex ostelli della gioventù, battezzati oggi 'Backpackers hotels'. Sono l'esempio perfetto del 'cheap and chic'. In questo caso un concetto un po' vecchiotto è stato modernizzato".

Naturalmente tutto ciò ha un costo e ottenere i fondi necessari da investire non è certo una bazzecola, deplora Véronique Kanel. Tuttavia, solide basi di mercato dimostrano che il 'cheap and chic' sembra avere davanti a sé una strada in discesa.

Rimanere attrattivi

Per questo tipo di hotel anche Simone Edlinger prevede un roseo avvenire. "Gli alberghi con meno di quattro stelle devono offrire un concetto specifico. Sarà questo il loro futuro!".

Véronique Kanel condivide in parte l'opinione di Edlinger ma mette in guardia: "Questo mercato di nicchia rimarrà attrattivo solo fintanto che gli albergatori rispetteranno criteri di qualità elevati", sostiene.

"Le catene alberghiere creano sempre più marchi. Ciascuno corrisponde a un mercato ben preciso", constata Robert Jenefsky. "Il 'cheap and chic' rientra in questa logica".

Il professore di Losanna lancia un'idea: l'hotel M-Budget, dal nome del marchio di prodotti a basso costo della Migros, il gigante del commercio al dettaglio: "M-Budget è chiaramente un marchio profilato nel settore del "cheap and chic". Come per H&M o Zara, si può immaginare di ampliare l'offerta o un'affiliazione con il settore alberghiero. D'altronde questa strategia è già adottata nel settore del lusso. Un esempio? Gli alberghi Bulgari o Armani".

swissinfo, Pierre-François Besson
(traduzione: swissinfo, Anna Passera)

In breve

Nel 2005, il settore alberghiero ha realizzato una cifra d'affari di 22 miliardi di franchi. Nel ramo lavorano oltre 200mila persone.

Nello stesso anno, in Svizzera si sono registrati 32,9 milioni di pernottamenti e 13,8 milioni di arrivi.

I clienti sono giunti prevalentemente da: Svizzera, Germania, Gran Bretagna, Stati Uniti, Francia e Italia (almeno un milione di pernottamenti per paese).

Tra i mercati non europei più importanti figurano, assieme agli Stati Uniti, il Giappone, i paesi del Golfo e l'India.

Le quattro principali regioni turistiche della Svizzera sono i Grigioni, il Vallese, l'area di Zurigo e l'Oberland bernese.

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Fatti e cifre

Nel 2005, la Svizzera contava 5836 hotel, di cui 85 a cinque stelle.
431 a quattro stelle.
1003 a tre stelle.
317 a due stelle.
68 a una stella.
3648 senza indicazione e 265 fuori categoria.
Solamente un quarto di questi alberghi offre più di 50 posti letto.

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