Il 2000, un anno da dimenticare per la Calida

Per Calida l'esercizio 2000 è stato molto negativo sotto il profilo finanziario oltre che per le turbolenze registrate tra consiglio di amministrazione e management. www.calida.ch

Il 2000 è stato un anno molto difficile per il fabbricante svizzero di biancheria Calida. L'esercizio è terminato con una perdita di 10,1 milioni di franchi, su un giro d'affari di 200,2 milioni (in rialzo del 2,5 percento).

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 aprile 2001 - 18:53

La perdita prima dei fattori straordinari ammonta a 3,1 milioni di franchi (nel 1999 era stata di 2,5 milioni). A carico dei conti dello scorso anno sono stati fatti accantonamenti straordinari per 7 milioni di franchi, ha spiegato mercoledì l'impresa che ha sede a Sursee, nel Canton Lucerna.

Nel periodo in rassegna la perdita operativa si è attestata a 7,6 milioni di franchi, contro un risultato negativo di 1,3 milioni nel 1999. Gli accantonamenti sono stati costituiti per affrontare rettifiche di valore di alcune voci del bilancio, legate all'introduzione delle norme contabili IAS, indica la Calida. Inoltre tengono conto della disdetta del contratto di licenza con il designer Joop per fine settembre di quest'anno e dei costi di ristrutturazione di una fabbrica in Portogallo.

L'andamento delle vendite natalizie è stato deludente e la società ha subito le conseguenze dell'oscillazione sfavorevole dei cambi. Il consiglio di amministrazione e la direzione si sono dati per obiettivo il ritorno entro tre anni ad «una situazione solida per quanto riguarda la redditività». In vista di tale obiettivo la Calida ha già preso alcuni provvedimenti nell'ambito della compressione dei costi e del marketing.

L'andamento del fatturato nei primi tre mesi del 2001 registra un aumento del 9 percento, un incremento che conferma le scelte fatte, prosegue la nota.

L'esercizio 2000 è stato caratterizzato da diversi cambiamenti ai vertici dell'impresa. Ad inizio aprile Dietmar Wolf ha sostituito l'amministratore delegato Erich Kellenberger, che è però rimasto nel consiglio di amministratore (Cda). Kellenberger, figlio del fondatore della Calida, nel mese di maggio è diventato l'azionista di maggioranza nell'impresa, con una quota del 51,3 percento, detenuta assieme a due fratelli.

Con l'acquisto del controllo maggioritario da parte della famiglia Kellenberger, Stephan Baer, Karl Reichmuth e la vice presidente Lilli Nabholz sono usciti dal Cda. Nel marzo 2001 Dietmar Wolf ha a sua volta annunciato le dimissioni, in seguito a divergenze sulla gestione dell'impresa. Il suo successore sarà designato nelle prossime settimane, ha indicato Thomas Lustenberger, presidente del Cda.

Marco Vögele, figlio del proprietario della rete di negozi Vögele, detiene l'11,3 percento della azioni nominative Calida, secondo una nota di febbraio. Una sua nomina nel consiglio di amministrazione è immaginabile, ha detto Lustenberger. Un altro azionista importante della Calida è la famiglia Palmers, con una quota del 18,5 percento.

swissinfo e agenzie

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