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Il flagello delle mine antiuomo

I soldati sono in minoranza tra molte vittime di mine antiuomo (Foto: Cameo)

(swissinfo.ch)

Le mine antipersone sono un'arma feroce e meschina: fra tutte le armi la più ingiusta e devastante.

Dal 1999 è in vigore la Convenzione di Ottawa, ma il problema è lungi dall'esser risolto.

Secondo una stima delle Nazioni Unite, la terra è contaminata da circa 100 milioni di mine antiuomo, disseminate in 62 paesi. Ogni anno se ne aggiungono circa 500'000.

Anche anni dopo la cessazione di un conflitto, le mine inesplose continuano a seminare la morte e causare gravi ferite, in prevalenza tra la popolazione civile. Inoltre impediscono il ripopolamento e la ripresa delle attività economiche: i contadini delle regioni colpite, stremate anche dal punto di vista economico, non possono più tornare sui campi. Aree vastissime si trasformano in terra di nessuno, mentre migliaia di persone vagano per il mondo senza dimora.

Annualmente le mine antiuomo continuano a essere prodotte a milioni. Tecnologicamente esse diventano sempre più sofisticate. Ciononostante il loro costo è mille volte inferiore rispetto al prezzo della disattivazione.

I paesi più colpiti sono: Cambogia, Afghanistan, Angola, Mozambico, ex-Jugoslavia, Sudan, Somalia, El Salvador, Kurdistan, Kuwait. Di recente sono stati minati vasti territori anche nel Kashmir, in Cecenia, in Birmania, nel Nepal, e in Somalia.

Secondo una stima della Croce Rossa Internazionale, per sminare completamente l'Afghansitan, ai ritmi attuali ci vorrebbero 4300 anni.

La Convenzione di Ottawa

Di fronte a questa situazione, sono state lanciate numerose campagne di sensibilizzazione in tutto il mondo da parte di organizzazioni e persone private, culminate nella firma della Convenzione di Ottawa sul divieto delle mine antiuomo nel 1997. Oggi gli stati firmatari sono 131. Tra gli assenti figurano però paesi importanti come gli USA, la Cina, la Russia e Israele.

Entrata in vigore il 1° marzo 1999, la Convenzione vieta l'uso, lo stoccaggio, la produzione e il commercio delle mine antiuomo. Gli stati firmatari s'impegnano a distruggere le mine immagazzinate entro quattro anni dopo avere firmato la Convenzione. L'obiettivo del trattato è lo sminamento umanitario entro dieci anni.

Finora sono stati raggiunti risultati lusinghieri ma il problema è lungi dall'essere risolto: sono 27 milioni le mine distrutte finora, ma negli arsenali ve ne sono ancora 230 milioni.

Il numero delle persone uccise o ferite è diminuito sensibilmente, soprattutto dove la Convenzione è stata adottata con rigore (Bosnia, Cambogia e Croazia) e dove, oltre a vietare l'impiego di mine, sono state condotte opere di sminamento e di informazione.

Ancora migliaia di morti e feriti ogni anno

Ogni anno, tuttavia, le mine antiuomo feriscono o uccidono ancora tra 15'000 e 20'000 persone. Molti eserciti non sembrano ancora intenzionati a rinunciare alla brutalità di queste armi. Le organizzazioni attive in questo settore, come si deduce, hanno ancora molta strada davanti a sé. E necessitano dell'appoggio di tutti i popoli, di tutti i governi ma anche dell'opinione pubblica, dell'economia e dei privati.

Al problema delle mine antiuomo, si aggiunge il proliferare di ordigni simili e altrettanto feroci. Ad esempio, le moderne bombe "cluster", lanciate a dispersione dagli aerei, che coprono il territorio di micidiali mine antiuomo. Queste armi sono però oggetto di un altro negoziato internazionale, che mira ad includerle nel trattato sulle armi convenzionali.

Tutte le parti umanitarie in causa sono infatti concordi nel limitare la Convenzione di Ottawa alle mine antiuomo "classiche" (quelle cioè posate a mano), non volendone pregiudicare il riconoscimento universale, in un futuro, si spera, non troppo lontano.

swissinfo, Rolando Stocker

In breve

Secondo il rapporto 2002 della ICBL (Premio Nobel per la Pace nel 1997), il numero dei produttori di mine antiuomo nel mondo è diminuito da 55 a 14.

La ICBL calcola che ci siano 230 milioni di mine anituomo negli arsenali di 94 paesi: i più grandi sarebbero quelli di Cina (110 milioni), Russia (60-70 milioni), Stati Uniti (11,2 milioni), Ucraina (6,4 milioni), Pakistan (6 milioni), India (4-5 milioni) e Bielorussia (4,5 milioni).

33 stati firmatari di Ottawa hanno distrutto completamente le loro riserve e 22 le stanno distruggendo. Mentre 17 stati firmatari in possesso di mine anituomo devono ancora iniziare la distruzione. Per molti paesi la data di scadenza è il 2003.

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