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Il Libano ha bisogno della solidarietà internazionale

La ricostruzione del Libano è impossibile senza la solidarietà internazionale Keystone

A Stoccolma giovedì si apre la conferenza dei paesi donatori per l'aiuto umanitario e la ricostruzione del Libano, alla quale partecipa anche la Svizzera.

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 agosto 2006 - 21:39

Il governo svedese ha invitato alla riunione 60 Stati e organizzazioni internazionali. Venerdì i partecipanti discuteranno della situazione nei Territori palestinesi.

Un mese di guerra ha provocato un disastro umanitario ed economico in Libano. A causa dei bombardamenti israeliani, nel sud e nell'est del paese l'80% circa delle infrastrutture sono danneggiate.

Secondo Jakob Kellenberger, presidente del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR), circa mezzo milione di persone dipendono dall'aiuto umanitario d'urgenza, tra cui molti profughi che ritornano nelle loro case distrutte dalle bombe.

Governo svizzero attendista

A fine luglio, su richiesta della ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey, il Consiglio federale (il governo svizzero) ha stanziato 5 milioni di franchi a favore del CICR. Altri 2,4 milioni sono stati sbloccati per finanziare l'evacuazione dal Libano dei cittadini elvetici.

La ministra degli esteri ha pure chiesto un credito supplementare di 15 milioni di franchi per l'aiuto urgente. Nella sua seduta del 23 agosto, il Consiglio federale ha però deciso di aspettare i risultati della conferenza di Stoccolma e ha promesso che il contributo svizzero sarà "mirato e legato alle esigenze" del paese.

Danni enormi

La guerra in Libano ha avuto effetti devastanti. Circa 1'000 libanesi hanno perso la vita durante l'offensiva israeliana e un milione di persone hanno dovuto lasciare le loro case. Anche dopo la cessazione delle ostilità, la guerra ha continuato a mietere delle vittime, in particolare a causa delle bombe a frammentazione israeliane, non esplose al momento del lancio.

Ad inizio agosto, il Consiglio per lo sviluppo e la ricostruzione (CDR) libanese aveva stimato in 2,5 miliardi di dollari i danni causati fino ad allora dalla guerra; 1,4 solo per le case distrutte dai bombardamenti.

Secondo il CDR, le distruzioni provocate alle infrastrutture ammontano a 785 milioni di dollari. I razzi e le bombe degli aerei con la stella di Davide hanno preso di mira strade, ponti, impianti elettrici e di telecomunicazione, canalizzazioni, l'aeroporto di Beirut e depositi petroliferi. Il bombardamento di uno di questi depositi ha del resto causato una marea nera nel Mediterraneo.

I turisti sono scomparsi

Dopo la fine dell'ultima guerra civile, nel 1991, l'economia libanese ha avuto bisogno di 15 anni per rialzare la testa. Negli ultimi anni, il turismo ha dato un apporto decisivo. L'anno record è stato il 2004, con l'arrivo di 1,3 milioni di turisti, in particolare dai ricchi Stati del Golfo. Oggi i turisti sono scomparsi.

Gli investitori arabi hanno contribuito a finanziare il boom edilizio e lo sviluppo del settore turistico. Adesso ritirano i loro soldi e li investono i paesi stabili.

Il primo ministro libanese Siniora ha parlato dei "più gravi danni economici nella recente storia del Libano".

Peggio della guerra civile

Secondo le stime del CDR, i danni sono di gran lunga maggiori di quelli causati dalla guerra civile. Tra il 1975 e il 1991 si sono affrontati diversi gruppi, ma le operazioni militari sono rimaste limitate. Gli attacchi israeliani si sono invece concentrati proprio sulle infrastrutture libanesi.

Con un debito pubblico di 35 miliardi di dollari, il paese dei cedri si trova sull'orlo del baratro economico, sostiene il CDR.

"È estremamente importante mostrarsi oggi solidali con il Libano", ha dichiarato il ministro degli esteri svedese Jan Eliasson alla vigilia del vertice di Stoccolma. Grazie alla conferenza dei paesi donatori, la Svezia spera di raccogliere 500 milioni di dollari.

swissinfo, Jean-Michel Berthoud
(traduzione di Daniele Mariani)

In breve

La Svizzera è attiva in Libano in diversi settori.

Il 18 luglio scorso, la ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey ha espresso l'appoggio della Confederazione al premier libanese Siniora.

Sulla base di una precisa valutazione dei bisogni, la Confederazione ha inviato un aiuto urgente alle popolazioni colpite dal conflitto.

Diversi esperti della Direzione dello sviluppo e della cooperazione, l'agenzia svizzera preposta all'aiuto umanitario, sono stati inviati in Libano, a Cipro e in Siria.

La Svizzera aiuta pure la popolazione civile palestinese nei Territori occupati.

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Fatti e cifre

Il 31 agosto a Stoccolma si riunisce la conferenza dei donatori per la ricostruzione del Libano.
Sempre a Stoccolma, il 1° settembre si tiene la conferenza sulla situazione umanitaria nei Territori palestinesi.
La Svizzera è presente con una delegazione del Dipartimento federale degli affari esteri.

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