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Il raddoppio del Gottardo divide la popolazione

Le code al Gottardo sono al centro del dibattito sul controprogetto all'iniziativa Avanti

(Keystone)

I cittadini sono divisi sul controprogetto all’iniziativa Avanti. Secondo un sondaggio commissionato dalla SSR, sia i favorevoli che i contrari hanno il sostegno di circa il 40% della popolazione.

Determinante per la scelta di campo è la posizione rispetto all’ipotesi di un secondo tunnel autostradale del Gottardo.

L’8 febbraio prossimo le cittadine e i cittadini svizzeri saranno chiamati alle urne per esprimersi su un progetto di ampliamento della rete dei trasporti. L’obiettivo è di eliminare le strettoie nella rete autostradale e nei trasporti stradali e ferroviari degli agglomerati urbani.

Se si votasse ora, il risultato sarebbe molto incerto. Secondo il sondaggio, realizzato dall’istituto di ricerca GfS per conto dell’ente radiotelevisivo nazionale SRG SSR idée suisse, il 41% dei votanti sosterrebbe il controprogetto, il 40 lo respingerebbe. Ancora alto il numero di indecisi: 19%.

Decisiva la posizione sul raddoppio del Gottardo

La proposta in votazione, che secondo le stime del Dipartimento federale dei trasporti costerebbe 30 miliardi suddivisi sull’arco di 20 anni, è nata come controprogetto all’iniziativa Avanti – “per autostrade sicure ed efficienti”.

L’iniziativa, che chiedeva tra l’altro l’ampliamento della tratta autostradale Erstfeld-Airolo (e quindi indirettamente la realizzazione di un secondo tunnel del Gottardo), è stata nel frattempo ritirata.

Il controprogetto tiene del resto aperta l’opzione di un raddoppio del Gottardo, proponendo una deroga all’articolo costituzionale sulla protezione delle Alpi (articolo che non permette l’ampliamento delle strade di transito attraverso l’arco alpino).

E proprio la posizione rispetto al raddoppio del Gottardo sembra essere determinante: chi è favorevole al secondo tunnel è favorevole anche al controprogetto, chi è contrario all’ampliamento della tratta del Gottardo intende invece respingere il controprogetto.

Proposta che scalda gli animi

Il sondaggio ha individuato un ampio consenso sulla necessità di evitare gli intasamenti sulla rete dei trasporti. Per il resto le divisioni all’interno dell’elettorato sono tuttavia molto marcate.

Il controprogetto è sostenuto chiaramente dalle economie domestiche che possiedono più di un’automobile (52% per il controprogetto, 31% contro). La situazione è speculare tra quanti non possiedono un’automobile: il 52% propende per il no, il 30% per il sì.

Il sondaggio ha messo in luce anche altre differenze. Fra chi gode di un alto grado di formazione il sostegno al controprogetto è inferiore a quello misurato fra chi è meno scolarizzato. La proposta raccoglie sostegni piuttosto fra gli elettori borghesi, mentre i contrari si trovano nello schieramento rosso-verde.

Nessun influsso sembra invece avere il luogo di residenza. Gli abitanti degli agglomerati urbani non sostengono il controprogetto più di quanto facciano i votanti che risiedono altrove.

Campagna di voto appena agli inizi

L’inchiesta è stata realizzata fra l’8 e il 16 dicembre. Le persone intervistate, tutte aventi diritto di voto, sono 1276, domiciliate nella Svizzera tedesca, francese e italiana.

La campagna di voto è tuttavia appena agli inizi. Determinanti per la formazione di un’opinione saranno le prime settimane del nuovo anno. I ricercatori mettono perciò in guardia dal dare troppa importanza a questo sondaggio.

swissinfo, Eva Herrmann (traduzione: Andrea Tognina)

In breve

Il controprogetto all’iniziativa Avanti impone al governo di presentare al parlamento un programma dei lavori di completamento e ampliamento della rete stradale nazionale e delle misure in favore degli agglomerati urbani entro un anno dall’approvazione.

A differenza del testo dell’iniziativa, il controprogetto rinuncia a menzionare esplicitamente quali tratte stradali dovranno essere ampliate prioritariamente. È però ribadita la deroga all’articolo sulla protezione delle Alpi. La porta per il raddoppio del Gottardo rimane dunque aperta.

Il controprogetto vuole inoltre fissare nella Costituzione il divieto di transito per gli autocarri durante la notte e la domenica.

Per finanziare i lavori, il parlamento propone la creazione di un fondo infrastrutturale, finanziato inizialmente con la metà dei fondi speciali per le strade (vale a dire circa 1,6 miliardi).

In seguito il fondo sarà alimentato da una parte delle imposte sui carburanti (per circa un miliardo e mezzo di franchi l’anno). Il controprogetto prevede inoltre che il fondo non possa indebitarsi.

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