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In forse l'accordo sul contratto mantello per l'edilizia

Potrebbero assumere posizioni diverse, di fronte ai sindacati, le piccole e le grandi imprese

(Keystone Archive)

Il presidente degli impresari costruttori si dice pessimista sull'esito dei negoziati con i sindacati e mette in risalto le divergenze in seno al padronato.

Alla vigilia di un nuovo round negoziale per formulare un nuovo contratto nazionale mantello nel settore dell'edilizia, da parte padronale regna il pessimismo.

«Ho poche speranze che si arriverà ad un accordo», afferma Heinz Pletscher, presidente della Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC), in un'intervista pubblicata sul settimanale «SonntagsZeitung». Secondo Pletscher, bisogna cominciare a considerare la possibilità che l'attuale contratto non sia rinnovato prima della sua scadenza, alla fine di marzo.

Per trovare un'intesa c'è comunque ancora tempo, aggiunge Pletscher. Il prossimo incontro fra rappresentanti della SSIC, del SEI e del sindacato Syna è previsto mercoledì.

Divergenze fra piccole e grandi imprese

Fra gli impresari - ha inoltre spiegato Pletscher - vi è un fossato fra le grandi imprese, che sono costrette a rispettare i termini di consegna perché altrimenti devono pagare penali, e quelle piccole, che sono disposte a sopportare anche scioperi.

Potrebbe quindi addirittura succedere che i grandi gruppi lascino l'associazione, ha detto Pletscher. Gli impresari non vogliono farsi dettare le condizioni, anche se ammettono di essere in difficoltà: «Non avrebbe senso se ci presentassimo come grandi e forti nella situazione attuale. Non sarebbe vero».

swissinfo e agenzie

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