L'Italia ribatte sull'alta velocità: "Completeremo la linea"

La nuova trasversale alpina ha bisogno di un raccordo anche oltre il confine di Chiasso Keystone

I progetti di raccordo della linea ferroviaria veloce oltre il confine svizzero sono definiti. Difficoltà rimangono su tempi, finanziamenti e coordinazione.

Questo contenuto è stato pubblicato il 19 dicembre 2001 - 13:46

L'Italia non ha nessun dubbio: con un'operazione da circa tremila miliardi di lire, nel 2010-13 sarà completato il potenziamento della linea che corre da Milano fino al confine. Le Ferrovie dello Stato ribadiscono il proprio impegno, dopo che Max Friedli, direttore dell'Ufficio federale dei trasporti, dalle colonne di un quotidiano ticinese aveva messo in dubbio i progetti italiani e quindi la possibilità di raccordare Alptransit all'Italia.

A sorpresa si è difatti appreso che le modalità di intervento in territorio italiano potrebbero rimettere in discussione la volontà da parte di Berna di realizzare il tratto di ferrovia a sud di Lugano.

Italia e Svizzera stanno cercando di procedere su binari paralleli, per completare le grandi opere ferroviarie che permetteranno di abbattere i tempi di percorrenza tra le capitali europee e di trasferire parte del traffico pesante dalla strada alla rotaia.

Per motivi finanziari Berna procederà a tappe. Non prima del 2010-2020 partirà la seconda fase, che consentirà di allungare i binari fino alla frontiera italo-svizzera. Ma ecco la notizia secondo cui la Confederazione non ha intenzione di portare a termine la linea, se dall'Italia non giungeranno garanzie.

In realtà l'intesa tra i due Paesi sembrava raggiunta ed è stata ribadita anche recentemente in un incontro a Berna tra Moritz Leuenberger e Pietro Lunardi, i ministri dei trasporti elvetico e italiano. Ma adesso la Confederazione ha da ridire sulle scelte italiane, che potrebbero non essere compatibili con le esigenze elvetiche.

L'orientamento delle Ferrovie italiane è praticamente stato definito. Secondo la mappa che si sta ridisegnando, un sistema a rete collegherà la Lombardia al Ticino su più fronti. Verranno potenziate le linee attuali, con la separazione dei percorsi riservati alle merci da quelli destinati al traffico passeggeri.

In base allo scenario ipotizzato, i treni viaggiatori, che da 68 saliranno progressivamente a 130 nel 2020, percorreranno la linea storica Chiasso-Milano, dopo gli opportuni interventi: la quadruplicazione della parte mancante, tra Bivio Rosales e Monza, e l'adeguamento tecnologico della linea, perché i convogli possano viaggiare a circa 200 chilometri all'ora.

Sulla direttrice via Varese, nel 2006-2007 entrerà in funzione la linea Lugano-Arcisate-Stabio-Malpensa. Tempo di percorrenza: 50 minuti. Si tratta di costruire ex novo sei chilometri di binario, tra Arcisate e Stabio, con un costo di circa 200 miliardi di lire.

I treni merci, il cui numero crescerà da 150 a 370, verranno gestiti in modo da non intasare il nodo di Milano. I convogli, con destinazione finale diversa dal capoluogo lombardo, seguiranno altre vie con un sistema di gronde a est ed ovest della città. In pratica le merci dirette a sud e a est passeranno da Chiasso, Como, Seregno, Carnate e Verdello, un tracciato da potenziare con un intervento da 2.500-3.000 miliardi di lire.

I traffici provenienti dal Gottardo, via Bellinzona-Luino, e diretti a Genova, transiteranno da Novara, lungo la gronda ovest per la quale sono già stati stanziati 280 miliardi di lire.

Elisabetta Pisa

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