La Posta non ragioni solo in termini economici

Un postino davanti a Palazzo federale Keystone

Il servizio postale non può dipendere unicamente da considerazioni di ordine economico: l'annunciata ristrutturazione del "Gigante giallo" dovrà tener conto dei bisogni di lavoratori, artigiani e piccole e medie imprese.

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 luglio 2001 - 15:26

Lo hanno ribadito giovedì sindacati e organizzazioni dei consumatori a sostegno di un'iniziativa popolare volta a impedire lo smantellamento degli uffici postali nelle regioni periferiche.

"Vogliamo una Posta per tutti", ha detto giovedì a Berna Hans Ueli Ruchti, rappresentante del Sindacato della Comunicazione. La Posta deve garantire un servizio di base in tutto il territorio e quindi la necessaria infrastruttura va mantenuta. Il "Gigante giallo», ha aggiunto, si trova però in una situazione contraddittoria: deve lavorare in attivo e nel contempo assumersi compiti economici per la collettività che non sono redditizi.

Secondo Simonetta Sommaruga, presidente della Fondazione per la protezione dei consumatori, si è assistito di recente a una riduzione delle prestazioni: "la razionalizzazione della Posta si è fatta sulle spalle dei cittadini e la popolazione è ora chiamata a modificare le regole del gioco".

Le disposizioni di legge attuali non permettono infatti alla Posta di assicurarsi le necessarie risorse e l'iniziativa promossa dai sindacati chiede appunto che la
Confederazione si faccia garante del mantenimento del servizio pubblico. Berna in altri termini sarebbe chiamata a finanziare i servizi deficitari.

Il testo dell'iniziativa sindacale chiede poi esplicitamente che nelle decisioni riguardanti la ristrutturazione degli uffici postali vengano coinvolti anche i comuni, perché "nel servizio pubblico la democrazia è un fattore essenziale", ha detto Ruchti. La raccolta delle firme è prevista per il prossimo agosto, ma l'obiettivo immediato è di esercitare pressioni sui futuri dibattiti parlamentari.

swissinfo e agenzie

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