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La Posta taglia 2500 posti di lavoro

3500 per la Posta, 8500 per i sindacati: quanti perderanno il posto di lavoro?

(Keystone)

I centri di smistamento della corrispondenza saranno ridotti a tre. Si risparmieranno così 200 milioni l'anno. I lavoratori colpiti dal provvedimento sono almeno 3500.

Soddisfatta la Confederazione, furiosi i sindacati.

La Posta vuole concentrare il trattamento delle lettere in tre grandi centri sull'Altopiano. Fra il 2006 e il 2008 - data in cui la ristrutturazione del gigante giallo dovrebbe essere stata portata a termine - saranno tagliati 2500 posti di lavoro a tempo pieno.

Il numero delle persone colpite da questo provvedimento si aggira intorno alle 3500 unità. In tal modo la Posta prevede di risparmiare 200 milioni di franchi all'anno.

La decisione definitiva è attesa per la primavera del 2003, ma l'annuncio ha già suscitato numerose reazioni.

Le ragioni della Posta

Per migliorare la redditività ed evitare che qualche grosso cliente scelga in futuro di rivolgersi alla concorrenza, la Posta vuole concentrare il processo di smistamento delle lettere in tre punti, situati nelle regioni di Friburgo Ovest, Langenthal/Aarau e Zurigo.

Secondo la Posta, gli attuali 18 centri di smistamento - situati nei nuclei cittadini in vicinanza delle stazioni ferroviarie - sono poco interessanti perché difficilmente accessibili ai trasporti su strada.

Le regioni periferiche, già confrontate con la chiusura di uffici postali, si vedranno quindi private di altri posti di lavoro: i nuovi centri saranno ubicati sulle principali vie di accesso su strada e rotaia dell'Altopiano, una regione in cui secondo la Posta s'imbuca l'86% della corrispondenza e si recapitano il 77% delle lettere.

La Posta inoltre vuole dotarsi di una tecnologia di punta: nell'ambito del progetto «Reengineering Mailprocessing» (REMA) nei prossimi 4-7 anni il parco macchinari verrà «completamente rinnovato».

Reazione favorevole del Dipartimento federale delle comunicazioni

Quella presentata oggi è una decisione preliminare del consiglio d'amministrazione: la Posta intende ora discutere questa variante con cantoni, comuni e partner sociali.

In un comunicato il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni ha preso atto in modo favorevole del progetto, sottolineando che la riorganizzazione segue gli obiettivi strategici fissati da Consiglio federale e che i tempi previsti sono sufficientemente lunghi da permettere l'adozione di «misure di accompagnamento efficaci per il personale e le regioni interessate».

Indignazione del Sindacato della comunicazione

Gli ambienti sindacali hanno reagito veementemente alle dichiarazioni della Posta. Il progetto di quest'ultima, ricco di lacune e non sufficientemente studiato, sarebbe il frutto di "tecnocrati con una vista da talpa."

A pagare il prezzo di questa decisione saranno ancora una volta gli impiegati e le regioni periferiche. Secondo le stime del sindacato, il progetto Rema colpirà 8500 persone, ben 5000 in più di quelle previste dalla Posta.

È infatti necessario tener conto del fatto che non tutti gli impiegati a cui sarà offerto un posto di lavoro nei nuovi centri di smistamento avranno la possibilità di trasferirsi. Soprattutto per le donne impiegate a tempo parziale e con impegni familiari, la soluzione offerta dalla Posta non è che un'illusione.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

Attualmente in Svizzera ci sono 18 centri di smistamento della corrispondenza
La Posta vuole ridurre questo numero a tre
Secondo le previsioni della Posta, la ristrutturazione colpirà 3500 persone
Per il sindacato della Comunicazione gli impiegati colpiti saranno 8500

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