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La Quinta Svizzera e la piazza finanziaria

Circa 350 svizzeri dell'estero sono attesi al Congresso di Crans-Montana

(Keystone)

L’importanza e il futuro della piazza finanziaria sono al centro del Congresso degli svizzeri dell’estero, in programma dal 29 al 31 agosto a Crans-Montana.

Un appuntamento seguito con particolare interesse anche dai partiti politici, in vista delle elezioni federali di ottobre.

“I nostri connazionali all’estero sono sovente confrontati al tema della piazza finanziaria” rileva Rudolf Wyder, direttore del Segretariato degli svizzeri dell’estero, spiegando la scelta del piatto forte dell’81esima edizione del Congresso.

Conosciuta in tutto il mondo, la piazza finanziaria elvetica riflette spesso, a torto o a ragione, l’immagine di tutta la Svizzera. Buona o cattiva, a seconda dei punti di vista.

Le banche svizzere, in particolare, godono di grande fama per le loro qualità di discrezione, efficienza e affidabilità. Il loro nome è stato però anche associato a vari casi di riciclaggio di denaro sporco, evasione fiscale, fuga di capitali.

“In Italia, ad esempio, i media martellano regolarmente sulle banche svizzere, non appena vi è anche soltanto il sospetto che qualcuno vi abbia nascosto dei soldi” afferma Roberto Engeler, presidente del Collegamento degli svizzeri in Italia.

Ventaglio di opinioni

Gli svizzeri residenti all’estero sono quindi regolarmente costretti a rispondere a domande o attacchi che riguardano la piazza finanziaria.

Scegliendo questo tema per l’incontro di Crans-Montana, il Consiglio degli svizzeri dell’estero - il "parlamentino" della Quinta Svizzera - ha così voluto offrire la possibilità di informarsi sulle diverse facce di uno dei settori trainanti dell’economia elvetica.

“Vogliamo proporre un ventaglio di opinioni diverse: non solo coloro che difendono la piazza finanziaria, ma anche coloro che la criticano” spiega Roberto Engeler.

Ad esprimersi, in occasione della riunione plenaria di sabato, sono stati così invitati illustri rappresentanti del mondo economico e finanziario, come il presidente della Banca nazionale, Jean-Pierre Roth, o il vice presidente della Commissione federale delle banche, Jean-Baptiste Zufferey.

Ma prenderanno pure la parola alcune voci critiche, tra cui quella del consigliere nazionale socialista Remo Gysin, e potranno far conoscere la loro opinione anche dei giovani svizzeri residenti all’estero.

Dossier al centro dei negoziati bilaterali

Il futuro della piazza finanziaria si trova chiaramente al centro dei dibattiti anche in Svizzera, in relazione tra l’altro al complesso dossier europeo.

La questione della tassazione dei risparmi e del segreto bancario figurano infatti tra i punti più importanti del secondo pacchetto di accordi bilaterali, sui quali Berna e i Quindici stanno negoziando da oltre un anno.

Trattative seguite con grande attenzione anche dagli svizzeri dell’estero, benché siano meno direttamente coinvolti rispetto al primo pacchetto di accordi conclusi con l'Unione europea, che riguardavano tra l’altro la libera circolazione delle persone.

“La Quinta Svizzera sostiene attivamente qualsiasi apertura verso l’Unione europea: nel corso di una votazione tenuta alcuni anni fa, tra il 90 e il 95% dei membri del Consiglio hanno votato in favore di una maggiore integrazione” ricorda Roberto Engeler.

Interesse dei partiti

Al congresso di Crans-Montana sono presenti anche diversi partiti svizzeri che, soprattutto in vista delle elezioni federali di ottobre, considerano con sempre maggiore interesse il serbatoio di voti della Quinta Svizzera.

Oltre 80'000 dei 600'000 connazionali residenti all’estero si sono finora iscritti nei registri comunali o cantonali: un corpo elettorale che supera numericamente quello di diversi cantoni.

Come già successo negli ultimi anni, il voto della Quinta svizzera può rappresentare un vero e proprio ago della bilancia nell’ambito degli scrutini federali.

Ma gli svizzeri dell’estero non vogliono ridursi al ruolo di base elettorale: per il grande appuntamento politico di ottobre si sono già iscritti anche 16 candidati residenti all’estero.

Un 27esimo cantone?

Le loro prospettive di successo rimangono alquanto limitate, dal momento che non hanno grandi possibilità di farsi conoscere in Svizzera. Oltretutto, non possono godere di un sostegno concentrato da parte dei connazionali all’estero: i voti della Quinta Svizzera si disperdono nei 26 cantoni.

A Crans-Montana – dove sono rappresentati i 4 partiti di governo e i liberali – si parlerà sicuramente anche della proposta di creare un 27esimo circondario per gli svizzeri dell’estero.

Un progetto che viene però respinto dalla maggior parte dei rappresentanti della Quinta svizzera.

“È un’idea politicamente irrealizzabile: è necessaria una votazione federale e bisognerebbe togliere ai cantoni alcuni dei loro seggi. Inoltre, sarebbe soltanto un cantone virtuale senza territorio”, ritiene ad esempio il direttore del Segretariato degli svizzeri dell’estero, Rudolf Wyder.

swissinfo, Armando Mombelli

Fatti e cifre

600'000 svizzeri vivono all'estero.
Nel 1992 la Quinta Svizzera ha ottenuto il diritto di voto per corrispondenza a livello federale.
83'000 connazionali all'estero si sono iscritti nei registri elettorali.

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In breve

Il Congresso degli svizzeri dell'estero di tiene dal 29 al 31 agosto a Crans-Montana, in Vallese.

Sono attese circa 500 persone, tra cui almeno 350 membri della Quinta svizzera.

Il Consiglio federale è rappresentato dal presidente della Confederazione, Pascal Couchepin.

Il tema principale dell'81esima edizione è la piazza finanziaria elvetica.

Il Consiglio degli svizzeri dell'estero, che si riunisce il 29 agosto, si sofferma in particolare sulle elezioni federali di ottobre, la situazione degli svizzeri in Argentina e la revisione della Legge federale sulla radio e la televisione.

Un capitolo, quest'ultimo, che concerne anche il futuro di swissinfo/SRI.

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