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La Svizzera acquisterà del materiale bellico da Israele

La Svizzera vuole rendere più moderni i suoi Super Puma (foto: Swissint)

La decisione del ministero della difesa di acquistare da Israele dei pezzi di ricambio per gli elicotteri Super Puma è stata criticata da un gruppo pacifista e dai Verdi.

Il Gruppo per una Svizzera senza esercito e il partito ecologista chiedono da tempo di porre fine alla collaborazione militare con Israele e gli altri Stati mediorientali.

La Svizzera è intenzionata ad acquisire materiale militare da Israele. La transazione, il cui ammontare dovrebbe situarsi tra i quattro e i dieci milioni di franchi a dipendenza del numero finale di pezzi che saranno ordinati, riguarderà alcuni elementi di ricambio per la manutenzione degli elicotteri Super Puma.

La notizia, pubblicata dal settimanale svizzero tedesco «SonntagsZeitung», è stata confermata da Martin Bühler, portavoce del Dipartimento federale della difesa (DDPS).

Il valore della merce che la Confederazione intende acquistare dallo Stato israeliano rappresenta lo 0,26-0,66% dell'intero programma d'armamento, ha precisato Bühler.

Verdi e pacifisti condannano

Domenica, il Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSSE) ha condannato la decisione del DDPS.

«La pace in Libano poggia ancora su basi troppo poco solide. Il rischio di conflitto rimane importante. Siamo quindi assolutamente contrari allo scambio di materiale militare con gli Stati del medioriente», ha dichiarato a swissinfo il segretario dell'organizzazione pacifista, Reto Moosmann.

Anche il deputato dei Verdi Josef Lang si dice «molto scontento» per la decisione del ministero della difesa. A swissinfo, Lang ha affermato di avere l'intenzione intervenire durante la prossima Commissione della politica di sicurezza del parlamento che si riunirà entro la fine del mese. Solleverà una serie di obiezioni riguardo il programma d'armamento della Confederazione, in particolare per quanto concerne la decisione di proseguire l'acquisto di armi da Israele.

Commissione

Le commissioni del Parlamento, composte dai membri di una stessa Camera, procedono all'esame degli affari relativi ai loro campi di competenza e ...

Polemiche da anni

Il commercio di materiale bellico con lo Stato ebraico ha provocato forti polemiche in Svizzera. Nel 2004 Josef Lang aveva presentato un postulato (non ancora trattato) nel quale chiede la sospensione del commercio di materiale militare con i paesi del Medio Oriente, firmato da 91 consiglieri nazionali di tutti gli schieramenti politici.

Nei mesi scorsi la sinistra, i Verdi e il GSSE si erano già opposti invano all'acquisto, per 395 milioni di franchi, del sistema integrato di esplorazione ed emissione radio IFASS, in parte prodotto dalla società israeliana Aircrafts Industries Eltas Systems Ltd (IAI).

Motivo delle discussioni erano state in particolare l'offensiva dell'esercito israeliano Tsahal nei Territori palestinesi e la guerra in Libano contro gli Hezbollah. Il Consiglio federale aveva però respinto l'appello della sinistra di bloccare la cooperazione militare con Tel Aviv.

Restrizioni nel 2002

Non era invece stato così nel 2002, quando la Confederazione sancì una limitazione della collaborazione militare con Israele in seguito all'occupazione di alcune località palestinesi da parte di Tsahal.

Gli scambi erano ripresi nella primavera del 2005, dopo una visita in Medio Oriente di Samuel Schmid.

swissinfo e agenzie

Cooperazione militare

Il sistema integrato di esplorazione ed emissione radio IFASS è in parte prodotto dalla società israeliana IAI Eltas Systems Ltd (IAI).

Il costo totale del progetto IFASS ammonta a 395 milioni. Una fetta importante, pari a 134 milioni di franchi, andrà ad aziende elvetiche.

Dal canto loro, l'IAI è tenuta a far ottenere ad aziende svizzere contratti di compensazione per un valore di 247 milioni di franchi.

La collaborazione militare tra Svizzera e Israele non si limita al sistema IFASS. Le aziende svizzere Ruag (di cui è proprietaria la Confederazione) e Oerlikon Contraves hanno sviluppato insieme a IAI il drone Ranger, un piccolo aereo radiocomandato che può essere usato per compiti di sorveglianza.

Vi sono inoltre incontri regolari tra ufficiali dei due paesi, in relazione a progetti comuni, relativi soprattutto all'armamento.

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