La Svizzera difende al WTO formaggi ed orologi

La protezione delle indicazioni geografiche per i formaggi, chiesta dalla Svizzera all'OMC, non riguarda però l'Emmental, prodotto molto più nei paesi dell'Unione europea che nella Confederazione Keystone

La Svizzera ha presentato giovedì all'Organizzaione mondiale del commercio (WTO) un'iniziativa mirante ad estendere la protezione delle indicazioni geografiche. In particolare Berna chiede una protezione per formaggi ed orologi swiss made.

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 settembre 2000 - 17:39

Gli accordi del GATT del 1994 prevedono una protezione delle indicazioni geografiche, quali la denominazione di origine controllata (DOC), limitata però ai vini e ai superalcolici.

L'iniziativa della Svizzera, che auspica una protezione per i formaggi e gli orologi, per ora è appoggiata da un gruppo di paesi comprendente la Bulgaria, la Repubblica ceca, l'India, l'Islanda, il Liechtenstein, la Slovenia, lo Sri Lanka e la Turchia. L'iniziativa è stata presentata nell'ambito di una riunione del Consiglio della proprietà intellettuale. L'India è interessata a difendere il riso basmati, la Bulgaria i fermenti per gli yogurt.

L'agricoltura svizzera deve ristrutturarsi, ha rilevato Didier Chambovey, rappresentante permanente presso la WTO. Dovrà orientarsi verso i prodotti specializzati per potersi affermare in un'epoca di apertura dei mercati, secondo l'esperto.

Il formaggio è uno dei principali prodotti agricoli esportati dalla Svizzera. Il Gruyère, ad esempio, potrebbe beneficiare della protezione richiesta. Attualmente la Svizzera produce 25 mila tonnellate di Gruyère, la Francia 1.500. La situazione sembra invece senza speranza per l'Emmental: 45 mila tonnellate prodotte in Svizzera, contro le 350 mila nei paesi dell'Unione europea (UE). Quest'ultima non ha ancora aderito all'iniziativa elvetica. I membri sono divisi. Francia e Italia sono molto favorevoli, altri come la Danimarca sono più tiepidi.

Gli Stati Uniti, l'Australia e la Nuova Zelanda sono invece contrari. Tali paesi, indica la delegazione svizzera, hanno meno interesse alla difesa delle tradizioni culinarie e dei prodotti del territorio. Per questo affermano che, per intavolare negoziati, occorre il mandato di una conferenza ministeriale. I pareri su questo punto sono però divergenti, visto che l'articolo 24 comma 1 degli accordi sulla proprietà intellettuale (TRIPS) si presta ad interpretazioni differenti.

A breve scadenza, non si prevedono, comunque, decisioni. Si tratta di «un negoziato complesso, di ampio respiro», secondo la delegazione svizzera.

Per quanto riguarda gli orologi, Berna intende principalmente difendere il marchio «swiss made». Il fatto che oggigiorno questo label di qualità venga apposto un po' in tutto il mondo, ossia che le punzonature degli orologi swiss made avviene in Asia, ad esempio, trae in inganno i consumatori sulla qualità dei prodotti. E' anche questa una delle ragioni che spingono la Svizzera a chiedere la protezione della indicazione geografica agli orologi swiss made.

swissinfo e agenzie

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