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La Svizzera ideale per le aziende del Nord Italia

Campagna di promozione economica del Seco non solo a Milano, ma in tutto il Nord Italia

La Svizzera è attrattiva per le aziende del Nord Italia? La risposta secondo il SECO, il segretariato di stato per l'economia è sì.

Il SECO, definito il braccio economico del governo, si sta dando da fare per promuovere il nostro paese all'estero. In questi giorni sono in corso una serie di incontri con imprenditori del Nord Italia.

La Svizzera è un sito economico ideale per le aziende del Nord Italia. E' questo il messaggio lanciato martedì sera a Milano, e che verrà ripetuto a Brescia e a Padova. I relatori hanno varcato la frontiera per presentare i vantaggi che il nostro paese offre a chi vuole trasferire la propria attività. Oltre al SECO, sono 13 i cantoni coinvolti in questa offensiva promozionale che non a caso inizia pochi giorni dopo l'entrata in vigore degli accordi bilaterali con l'UE. Le opportunità offerte dai bilaterali sono infatti ancora in gran parte sconosciute ad imprenditori e lavoratori italiani.

Fisco e altri incentivi

I relatori hanno insistito su una serie di elementi attrattivi che vanno da infrastrutture efficienti e complete, ad una fiscalità vantaggiosa per le nuove aziende, da una politica di sostegno negli investimenti e nello start-up, alla stabilità socio-politica; dall'alta produttività, fino alla qualità dei servizi. Per quanto concerne i bilaterali si è insistito su 3 dei 7 settori interessati: quello della ricerca, quello degli ostacoli tecnici al commercio e quello, ovviamente, della libera circolazione delle persone.

Tutti elementi, è stato ricordato, che porteranno alla soppressione di ostacoli commerciali e di complicate procedure burocratiche e quindi ad una maggiore integrazione economica tra Svizzera e UE. Il tutto dovrebbe portare in Svizzera ad una crescita economica valutata attorno al 2%. Cifre che non hanno lasciato indifferenti la settantina di imprenditori lombardi presenti.

Alcuni casi esemplari

Ma il momento più seguito della serata è stato sicuramente il racconto di due industriali milanesi che hanno trasferito la loro attività o parte dell'attività in Svizzera. La prima testimonianza è stata quella di un imprenditore che ha dovuto ricominciare da zero e lo ha fatto in Ticino. La seconda quella di un proprietario di azienda che ha deciso di espandersi verso il nord e ha scelto come testa di ponte il canton Berna. Entrambi si sono soffermati sulle agevolazioni finanziarie e fiscali ricevute, sulla facilità nelle relazioni con le istituzioni e soprattutto sulla diversa organizzazione del mondo del lavoro.

"In Svizzera - hanno raccontato - si respira un'aria di collaborazione a tutti i livelli, le regole sono chiare e i rapporti con i lavoratori ben definiti". Sono elementi essenziali per imprenditori che provengono da un paese, l'Italia, dove l'incertezza nei rapporti di lavoro, complici gli scioperi e le normative confuse, regna sovrana. Uno di loro, dati alla mano, ha anche smentito l'idea che i costi della manodopera siano molto più elevati che in Italia. Al contrario i contributi versati dal datore di lavoro sono molto inferiori e ciò permette di aumentare la retribuzione dei dipendenti, adeguandola al costo della vita.

Insomma molti vantaggi e pochi svantaggi. Uno slogan ideale per chi vuole vendere qualcosa.

Veronica Alippi


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