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La Svizzera non molla gli Usa

Joseph Deiss (a sin.) e Robert Portman, delegato al commercio Usa, annunciano la creazione del forum comune Svizzera-Usa

(Keystone)

Svizzera e Stati Uniti hanno annunciato sabato a Davos la creazione di un forum comune di cooperazione economica.

Secondo il ministro dell'economia Joseph Deiss, i due paesi potranno così definire i settori d'interesse comune in vista di eventuali futuri accordi.

swissinfo: In cosa consiste l'intesa raggiunta a Davos?

Joseph Deiss: Con Robert Portman, il delegato al commercio Usa, abbiamo fatto il punto della situazione.

Abbiamo dovuto constatare che le condizioni poste dagli americani per concludere un accordo di libero scambio come lo volevano loro, ossia senza eccezioni, nemmeno per l'agricoltura, non potevano essere soddisfatte.

Da un lato, gli americani erano disposti a negoziare solo sulla base di un accordo globale. Dall'altro, la posizione della Svizzera era chiara: troviamo dei settori nei quali è possibile collaborare, e lavoriamo su quelli.

Mercoledì finalmente abbiamo deciso di proseguire il dialogo. Ed è quanto abbiamo fatto questa settimana. Fino a giungere alla dichiarazione odierna della creazione di un forum di cooperazione economica sullo scambio di merci, i servizi e gli investimenti.

swissinfo: Concretamente, come funzionerà questo forum?

J.D.: Il forum riunirà dei rappresentanti delle due amministrazioni che dovranno definire i settori d'interesse comune sui quali negoziare. L'obiettivo è di giungere a delle intese e, quando possibile, a degli accordi bilaterali.

swissinfo: A chi è venuta l'idea del forum?

J.D.: Ad entrambi...

Questo forum corrisponde grosso modo a ciò che noi intendevamo per accordo di libero scambio con gli Stati Uniti. Solo che loro non possono chiamarlo così. Quindi abbiamo adottato una terminologia che può andare bene anche all'amministrazione americana.

swissinfo: Gli Stati Uniti sono sembrati piuttosto attivi su questo dossier qui a Davos. Come lo interpreta?

J.D.: È vero. Mercoledì è stato il giorno della verità. Per me era importante sapere se loro erano veramente interessati a stringere dei legami con noi.

Oggi possiamo dire che lo sono. In primis per delle ragioni meramente economiche. Ciò significa comunque che la Svizzera è un partner di valore per gli Stati Uniti.

Bisogna poi sottolineare che il mio collega ed io in poco tempo abbiamo costruito una relazione professionale basata sulla fiducia e sull'amicizia.

Rob Portman è di lontane origini svizzere. Forse è per questo che vede la Svizzera così di buon occhio.

swissinfo: Quali sono ora le possibilità di giungere ad un accordo di libero scambio con gli Stati Uniti?

J.D.: Lasciateci lavorare! È difficile fare delle previsioni. Per ora siamo contenti di aver fatto un passo avanti.

Intervista swissinfo: Pierre-François Besson
(Traduzione: Michel de Marchi)

Fatti e cifre

Nel 2004, le esportazioni di beni e servizi svizzeri verso gli Stati Uniti hanno totalizzato 14,2 miliardi di franchi.
Il mercato USA assorbe il 10% delle esportazioni elvetiche ed è il secondo sbocco commerciale dopo la Germania (20,6%).
Sempre nel 2004, le importazioni dagli Stati Uniti in Svizzera hanno raggiunto il valore di 5,7 miliardi di dollari.

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In breve

La proposta di un accordo di libero scambio tra Svizzera e Usa era stata lanciata l'estate scorsa.

Una settimana fa il Consiglio federale aveva però deciso di non affidare a Deiss un mandato di negoziazione. Molti avevano interpretato tale passo come la fine delle trattative.

Dall'inizio del WEF Deiss e Portman hanno intensificato gli incontri per trovare una soluzione soddisfacente, fino all'annuncio odierno della creazione di un Forum di cooperazione economica.

Ad approfittare di un accordo di libero scambio tra Svizzera e USA sarebbero soprattutto le industrie elvetiche dell'orologeria, della farmaceutica, della chimica e dei servizi.

A perderci sarebbero invece gli agricoltori elvetici. Gli Stati Uniti potrebbero importare sul mercato elvetico, cereali, mais e carne bovina, prodotti a costi molto inferiori rispetto a quelli svizzeri.

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