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La Svizzera si «preoccupa» per la faccenda Paul Wolfowitz

Doris Leuthard e Hans-Rudolf Merz di fronte ai media a Washington

(Keystone)

Doris Leuthard e Hans-Rudolf Merz, ministri dell'economia e delle finanze, rappresentano la Svizzera alle assemblee della Banca mondiale e del Fondo monetario internazionale a Washington.

Domenica, la Banca mondiale potrebbe decidere le sorti del suo presidente Paul Wolfowitz, dopo lo scandalo relativo alla sua compagna. Doris Leuthard chiede una «soluzione rapida».

Le assemblee di primavera del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale (BM) si sono svolte a Washington sotto un «cielo blu costellato di ombre inquietanti», hanno indicato Doris Leuthard e Hans-Rudolf Merz.

Sabato, la ministra elvetica dell'economia ha partecipato a «discussioni intense con gli altri Stati europei in previsione della riunione» dei ministri dell'Economia e dello Sviluppo dei 185 paesi membri della BM.

Leuthard si è detta «rammaricata» per il fatto che lo scandalo della promozione della compagna di Paul Wolfowitz al Dipartimento di Stato «eclissi gli altri temi delle riunioni» che le due istituzioni internazionali tengono nella capitale statunitense.

Decisione ai responsabili

Wolfowitz si è scusato per aver commesso «un errore» implicandosi nella promozione della sua partner. Alla Casa Bianca, il presidente George W. Bush gli ha espresso il suo sostegno, stimando che il suo ex ministro «svolge un lavoro notevole alla Banca mondiale».

Venerdì, il consiglio di amministrazione dell'istituto - che rappresenta gli Stati membri - ha tuttavia concluso che Wolfowitz ha effettivamente ordinato la promozione della sua compagna, senza aver ottenuto l'accordo preliminare dall'ufficio di etica della Banca.

Ciononostante, i rappresentanti permanenti degli Stati membri non si sono pronunciati sulla sorte di Wolfowitz, lasciando la decisione nelle mani dei responsabili politici della BM, ovvero i ministri dell'Economia e dello Sviluppo che si riuniscono domenica.

«Questo dossier deve figurare nell'ordine del giorno della riunione», ha affermato Doris Leuthard a swissinfo.

«Questa vicenda non deve ripercuotersi sulla credibilità della Banca mondiale», ha sottolineato la ministra elvetica, la quale ha discusso della questione anche con la sua omologa tedesca, Heidemarie Wieczorek, attuale presidente del G8.

In molti vogliono la partenza di Wolfowitz

In attesa di una decisione su Wolfowitz, le voci che chiedono le sue dimissioni o il suo licenziamento si moltiplicano. Dopo l'associazione del personale dell'istituzione e il quotidiano «Financial Times», il candidato alle presidenziali statunitensi del 2008, John Edwards, è stato il primo uomo politico a chiedere le dimissioni del suo compatriota.

Anche numerose organizzazioni non governative (ONG) hanno preteso la partenza di Wolfowitz, tacciato di ipocrisia. «Da una parte si erige ad apostolo della lotta contro la corruzione nei paesi del Sud e dall'altra si fa cogliere con le mani nel sacco. L'unica soluzione accettabile sono le sue immediate dimissioni», ha dichiarato il Comitato per l'annullamento del debito nel Terzo mondo.

Eurodad, che riunisce diverse ONG, ha dal canto suo stimato che «i paesi europei devono chiedere le dimissioni di Wolfowitz».

Per una soluzione rapida

Doris Leuthard trova «particolarmente preoccupante» la posizione del personale della BM. La consigliera federale avverte che «non si deve reagire precipitosamente, considerati il bilancio positivo di Wolfowitz fino ad oggi e le importanti implicazioni politiche».

Leuthard - pronunciandosi a favore di una «soluzione rapida» della vicenda - si chiede poi «se Wolfowitz possa conservare la sua credibilità quando invece il suo personale s'interroga sulla sua condotta».

Come rilevato dalla ministra, il regolamento della BM non prevede alcuna procedura di destituzione. Leuthard suggerisce però che tale regolamento può essere modificato: «Quando non sono previste procedure speciali, ci sono due possibilità: o si decide che la destituzione è impossibile oppure se ne creano le condizioni».

Interrogata da swissinfo sul lasso di tempo necessario per decidere delle sorti di Wolfowitz (il cui mandato dovrebbe terminare nel 2010), Leuthard risponde: «Non possiamo parlare di due o tre anni, ma di al massimo un anno».

swissinfo, Marie-Christine Bonzom, Washington
(traduzione: Luigi Jorio)

Lo scandalo Wolfowitz

La vicenda risale al 2005, ma è stata rivelata solamente ad inizio aprile. Tre mesi dopo il suo arrivo alla testa della Banca mondiale (BM), Paul Wolfowitz ottiene un posto al Dipartimento di Stato per la sua compagna, Shaha Riza.

Questa britannica di origini libiche lavorava alla BM da otto anni. Per evitare un conflitto d'interessi lascia però l'istituzione per il Ministero americano degli affari esteri. Il problema sta nel fatto che questo trasferimento è accompagnato da una promozione e da un aumento di salario di oltre 50mila dollari all'anno.

Un'ONG americana stima che Shaha Riza, che non è sottoposta ad imposte in quanto legata alla Banca, guadagni più di 193mila dollari. Sono 7'000 dollari in più rispetto al salario della responsabile del Dipartimento di Stato, Condoleeza Rice.

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Nuvole all'FMI

Il ritratto molto positivo dell'economia tracciato questa settimana dal Fondo monetario internazionale (FMI) è «un'eccellente notizia per la Svizzera». Hans-Rudolf Merz, ministro delle finanze, e il presidente della Banca nazionale svizzera Jean-Pierre Roth hanno tuttavia espresso sabato un «sentimento mitigato».

Il motivo: «Tutti gli intermediari dei mercati finanziari mostrano un appetito crescente per il rischio», ha indicato Roth. Una constatazione poco rassicurante per un'economia elvetica la cui salute dipende molto dal settore finanziario (15% del prodotto interno lordo). Una crisi potrebbe provocare un rallentamento in Svizzera e persino destabilizzare il franco elvetico.

Merz ha espresso dubbi su un altro tema all'ordine del giorno dell'FMI: la riforma del diritto di voto dei paesi membri (per la quale la Svizzera è favorevole). Essa ha scavato «un profondo fossato» tra sostenitori e oppositori.

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