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La Svizzera sotto pressione

Tra le proposte in discussione a Siviglia, anche la creazione di un corpo di polizia europeo a protezione delle frontiere comunitarie

(Keystone)

L'UE si riunisce per lottare contro l'immigrazione clandestina. E se ne scaturisse una politica comune più restrittiva? Svizzera, isola d'immigrazione in un'Europa barricata?

Ogni anno circa mezzo milione di persone entrano illegalmente nell'UE. I richiedenti d'asilo sono quasi altrettanti. Nell'Unione il loro numero tende però a diminuire. Negli ultimi 10 anni, le richieste si sono infatti ridotte da 675'000 a 384'000 all'anno.

Il trend è inverso in Svizzera, dove la proporzione di richiedenti d'asilo per abitante è tra le più alte d'Europa. E continua a crescere. Nel 2001 si sono registrate 20'633 domande, contro le 17'611 dell'anno precedente. In più, si stima che in Svizzera vivano circa 300'000 illegali.

Giro di vite europeo

In Europa, il vento soffia a destra. Negli ultimi anni le batoste elettorali per i rappresentanti della socialdemocrazia non sono mancate. La maggior parte dei quindici sono ora governati dai partiti conservatori di centro-destra e dalle loro coalizioni.

Ciò si ripercuote anche nella politica d'immigrazione. La lotta contro i clandestini sembra essere divenuta una delle priorità del momento. In Italia si sta discutendo un progetto di legge che prevede l'obbligo per tutti gli immigrati extracomunitari di fornire le loro impronte digitali. Il ricongiungimento famigliare o le concessioni di allocazioni agli immigrati sono un po' ovunque oggetto di restrizioni.

L'Europa, una fortezza?

E ora l'UE cerca di organizzarsi. Il vertice di Siviglia (21 e 22 giugno) è infatti dedicato proprio alla ricerca di un accordo comunitario sulla lotta contro l'immigrazione illegale.

Tra le proposte in discussione, quella della creazione di una polizia europea a protezione delle frontiere esterne all'unione (e dunque anche attorno alla Svizzera?), attiva anche in porti ed aeroporti. Oppure l'introduzione di sanzioni contro i paesi origine dei flussi migratori, nel caso in cui non si dimostrassero cooperativi nella lotta contro il traffico di clandestini o rifiutassero di riprendere dei loro cittadini espulsi dagli Stati europei.

Se da Siviglia dovesse scaturire un accordo, quali sarebbero le conseguenze per la Svizzera? Benché i negoziati siano già programmati per la seconda tornata di bilaterali, al momento la Svizzera è pure esclusa dagli accordi di Schengen (cooperazione giudiziaria e tra le polizie) e di Dublino (immigrazione e asilo). È possibile far fronte da soli ai problemi dell'immigrazione?

E ancora, per non divenire una specie di Eldorado d'immigrazione, la Confederazione potrebbe trovarsi costretta ad adeguare la propria legislazione attuando un giro di vite simile a quello europeo?

Coinvolti, in ogni caso

Qualsiasi sarà il risultato del vertice spagnolo, gli effetti sulla Svizzera non mancheranno. "Non appena uno Stato - o in questo caso una comunità di Stati - modifica il proprio approccio all'immigrazione, i paesi a lui vicino ne sono toccati. Il numero dei migranti infatti non cala", dice Brigitta Hauser, portavoce dell'Ufficio federale dei rifugiati.

Secondo l'UDC, gli stranieri tendono a recarsi nei paesi che hanno le leggi più lassiste. Di fronte alla politica europea, "nuove misure si rendono dunque necessarie: ad esempio si dovrebbe potenziare il corpo di guardie di frontiera", dice a swissinfo il portavoce Yves Bichsel.

PRD e PPD sono invece per una maggiore collaborazione con l'UE, aderendo ad esempio ai trattati di Schengen e Dublino. Entrambi i partiti ritengono che, in considerazione delle politiche europee, sia comunque necessario diminuire l'attrattività della Svizzera per gli stranieri.

Anche il PS ritiene che la Svizzera rischia di trovarsi confrontata ad un maggior numero di immigranti. "Abbiamo dunque un grande interesse a collaborare con l'Europa. Ma va pur detto che nemmeno l'Europa risolverà il problema dell'immigrazione semplicemente attuando politiche più restrittive", conclude Jean-Philippe Jeanneret, portavoce del PS.

swissinfo


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