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La tempesta delle pensioni

(eurointerim.it)

Rivista dal governo la decisione sul tasso d'interesse minimo per fare fruttare il capitale delle pensioni.

Si tratta di una parziale correzione a favore dei pensionati, dopo il polverone politico estivo.

Lavoratori, imprenditori, parlamentari: tutti contro; per una volta concordi su di uno spinoso tema di politica sociale.

La prima levata di scudi viene dell'Unione sindacale svizzera (USS). In polemica con l'agire dell'esecutivo federale, l'organizzazione mantello dei sindacati elvetici si è ritirata dalla consultazione indetta dal Consiglio federale.

Le polemiche sono quindi dietro l'angolo anche dopo questa parziale retromarcia. La correzione verso l'alto di un quarto di punto percentuale, non rappresenta una soluzione soddisfacente per molti dei partner sociali.

Decisione contrastata

Corretto al 3,25 percento, dopo l'iniziale proposta della ministra Ruth Metzler, il nuovo tasso di riferimento - parlamento permettendo - sarà effettivo dal primo gennaio.

La bufera politica si è scatenata lo scorso 3 luglio, quando la stessa ministra di giustizia e polizia Metzler aveva reso pubblico il progetto di passare dal 4 al 3 percento il tasso d'interesse minimo sugli averi del secondo pilastro.

La decisione era stata presa in seguito alle turbolenze del mercato borsistico. La mossa era stata giudicata da più parti per lo meno prematura. Ruth Metzler era addirittura stata accusata di cedere alle pressioni degli assicuratori (vedi articolo in "Altri sviluppi")

Scelta di politica sociale innovativa o risultato della consuetudinaria politica compromissoria del Consiglio federale? Le opinioni sulla decisione governativa divergono.

Piramide rovesciata

Il progetto governativo è il frutto della consapevolezza del Consiglio federale che i conti vanno fatti sulla base di diverse variabili. Bisogna anche tenere conto dell'andamento della situazione finanziaria, oltre che dei cambiamenti nel mondo del lavoro e dell'invecchiamento della popolazione.

Il finanziamento del secondo pilastro deve fare i conti oggi anche con le montagne russe della borsa.

La globalizzazione dei mercati finanziari è andata di pari passo con l'ingrossare dei portafogli azionari delle società di assicurazione attive nella previdenza professionale.

La volatilità del mercato e la lentezza nel disinvestimento azionario ha liquefatto nel biennio 2000-2001 i 15 miliardi di riserve accumulati dagli assicuratori fino al 1999.

Previdenza "made in Switzerland"

Il sistema pensionistico della Svizzera si sviluppa su un concetto di tre pilastri, due dei quali obbligatori per la quasi totalità dei lavoratori. Facoltativo il terzo pilastro, che corrisponde al risparmio individuale.

La LPP assicura un reddito al momento del pensionamento pari al 60 percento di quello conseguito prima di terminare l'attività lavorativa.

L'ammontare della pensione è determinato dall'insieme del primo e del secondo pilastro.

Sergio Regazzoni, swissinfo

Fatti e cifre

LPP obbligatoria dal 1985
4%, tasso d'interesse attuale sul capitale
3,25% la proposta del Consiglio federale
15 miliardi di riserve persi dalle assicurazioni

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In breve

Compito delicato per il governo svizzero, confrontato con una mini-riforma delle pensioni che ha portato ad una levata di scudi.

Al centro del dibattito il progetto governativo di abbassare il tasso minimo sugli averi in capitale del secondo pilastro.

Invece della riduzione, gli assicurati invocano la flessibilizzazione del tasso di riferimento.

Trasversali le critiche su uno dei temi fondamentali della politica sociale della Confederazione.

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