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Maggiore concorrenza tra gli ospedali

Più un ospedale è privatizzato, come la clinica di Genolier (Vaud), più è autonomo

(Keystone)

Gli ospedali pubblici della Svizzera necessitano di maggiore autonomia per far fronte alle richieste dei pazienti e alle esigenze delle casse malati, sostiene il think tank Avenir Suisse.

Nella sua analisi delle strutture di gestione degli ospedali del paese, presentata venerdì, il gruppo di studio ha rilevato grosse differenze cantonali.

«Gli ospedali di Svitto, Argovia, Berna e Neuchâtel sono, nell'ordine, le infrastrutture sanitarie che mediamente beneficiano dell'autonomia più ampia», ha dichiarato Urs Meister, capo progetto presso Avenir Suisse.

La libertà imprenditoriale è al contrario più limitata nei cantoni di Ginevra, Friburgo, Lucerna e Basilea Campagna (il Ticino si situa a metà classifica).

In generale, gli ospedali organizzati secondo un regime di diritto privato risultano più autonomi - e più efficienti - dei centri che sono invece gestiti dalle autorità.

È la conclusione alla quale è giunto il gruppo di studio liberale con sede a Zurigo, dopo aver analizzato il modello aziendale (forma giuridica, proprietà, appartenenza ad un gruppo), la struttura della direzione e del finanziamento, i rapporti di lavoro (contratti, premi, bonus) e l'aspetto immobiliare di 125 ospedali svizzeri.

«La politica ospedaliera si piega sovente di fronte alla politica regionale e del lavoro», scrive Avenir Suisse. Una situazione che «non è compatibile con un buon rapporto costo-efficacità e con un'alta qualità dei trattamenti».

Modello romando

Il legame tra la forma giuridica applicata alla gestione dell'ospedale e il grado di autonomia nel suo insieme non si verifica tuttavia in ogni caso. «Lo dimostra l'esempio di numerosi ospedali romandi», constata Urs Meister.

In seguito alle riorganizzazioni degli ultimi anni, la maggior parte delle case di cura nella Svizzera francese hanno ottenuto lo statuto d'istituzione indipendente. La loro autonomia non appare tuttavia per questo meno buona rispetto agli ospedali della Svizzera tedesca, rimodellatisi soprattutto in società anonime.

Oltre al grado di autonomia, sostiene Avenir Suisse, si dovrebbe insistere sulla concorrenzialità. «Sia l'assenza di concorrenza intracantonale che la limitatezza delle possibilità di sfruttare le economie di scala (soprattutto nei piccoli cantoni) - scrive nel suo studio - sottolineano la necessità d'istaurare un mercato ospedaliero intercantonale, che apra la porta alla concorrenza e ai consolidamenti funzionali al di là delle frontiere cantonali».

Maggiore concorrenza

Il confronto mostra che nonostante le riforme, il margine di manovra degli istituti di cura è certamente progredito, ma rimane «molto limitato», secondo Boris Zürcher, capo economista di Avenir Suisse.

Il passaggio, a partire dal 2011, ad un finanziamento basato sulle prestazioni indennizzate sottoforma di forfait, accompagnato da una libera scelta dell'ospedale da parte del paziente, esige più autonomia.

Invitato a commentare il «bilancio modello» del suo cantone, il responsabile argoviese della sanità, Ernst Hasler, ha avvertito che un mercato completamente liberalizzato comporterebbe un aumento dei costi: per attirare i pazienti, gli ospedali potrebbero infatti dotarsi di istallazioni superflue e costose.

I cantoni, ha rammentato, sono ad ogni modo legati dalla Costituzione alla gestione degli ospedali.

swissinfo e agenzie

Avenir Suisse

La fondazione Avenir Suisse è un laboratorio d'idee indipendente dell'economia svizzera. I suoi fondatori la considerano una «fondazione operativa» che si ispira al modello di think tank anglosassone.

È stato creato nel 1999 da 14 imprese, tra cui ABB, Credit Suisse Group, Nestlé, Novartis, Roche, Sulzer, Swiss Re, UBS e Zurich Financial Services.

Il Consiglio di fondazione è composto da rappresentanti delle società fondatrici. Il direttore della fondazione è il sociologo Thomas Held, 62 anni, che si è auto qualificato un «ex sessantottino».

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