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Marc Furrer vuole risolvere la crisi dell'UIT

Lo svizzero Marc Furrer vorrebbe rimettere in sesto l'Unione internazionale delle telecomunicazioni

(Keystone)

L'Unione internazionale delle telecomunicazioni (UIT) designerà questo fine settimana un nuovo segretario generale. Intervista al candidato svizzero Marc Furrer.

Il presidente della Commissione federale delle comunicazioni auspica profonde riforme dell'UIT, organismo basato a Ginevra, e la realizzazione degli obbiettivi del Vertice mondiale della società dell'informazione.

La 17esima Conferenza dei paesi membri dell'Unione internazionale delle telecomunicazioni (UIT) si è aperta lunedì a Antalya, in Turchia. A partire da giovedì le delegazioni daranno inizio ai lavori per la nomina del nuovo segretario generale, in sostituzione del giapponese Yoshio Utsumi, che lascia l'incarico dopo 8 anni di attività.

Tra i 6 candidati figura anche lo svizzero Marc Furrer, presidente della Commissione federale delle comunicazioni e tra i principali promotori del Vertice mondiale della società dell'informazione, tenuto nel 2003 a Ginevra e nel 2005 a Tunisi, sotto l'egida dell'UIT.

swissinfo: Di quali sostegni gode la sua candidatura?

Marc Furrer: A differenza dei candidati dell'Unione europea e del Brasile, ho lo svantaggio di rappresentare un paese che non appartiene ad un blocco. Per contro il mio nome è conosciuto, soprattutto in seno all'UIT, in seguito alle attività che ho svolto per organizzare il Vertice mondiale della società dell'informazione.

La decisione di sostenere un candidato o l'altro dipende principalmente dai ministeri degli affari esteri dei paesi membri, che seguono propri criteri, soprattutto politici.

Da parte mia, ho ricevuto un grande sostegno da parte del Dipartimento federale degli affari esteri e della sua rete di ambasciate.

swissinfo: Se fosse eletto, quali sarebbero le sue prorità?

Marc Furrer: Innanzitutto devo dire che l'UIT si vede confrontata a grandi problemi, tra cui un ammanco di 40 milioni di franchi nel suo budget. Spero d'altronde che la conferenza in corso ad Antalya permetterà di trovare delle soluzioni per riequilibrare i conti dell'organizzazione.

L'UIT dovrà inoltre ridurre le proprie spese, lavorare in modo più efficiente, selezionando maggiormente i propri mandati. Per questo motivo dovrebbe avere alla sua testa un buon amministratore.

Personalmente dispongo di una certa esperienza in quest'ambito, accumulata nell'ambito delle mie attività di direttore dell'Ufficio federale delle comunicazioni. Questo ufficio è stato infatti chiamato negli ultimi anni ad assumere un numero crescente di incarichi con un budget sempre più piccolo.

Un altro problema riguarda il clima di lavoro all'interno dell'UIT, tutt'altro che ideale. Solo dei collaboratori motivati possono compiere una missione che non è sicuramente facile.

L'UIT è attualmente troppo tecnocratica. La sua direzione deve essere più sensibile ai problemi della società. Era questo d'altronde uno degli obbiettivi del Vertice mondiale dell'informazione. Ma, per essere sinceri, questi obbiettivi non sono stati sufficientemente portati avanti.

È peccato, soprattutto tenendo conto dei temi trattati nell'ambito di questo vertice, come la questione dei contenuti dell'informazione, l'impiego delle tecnologie dell'informazione per lo sviluppo e la salute, l'e-government e i problemi della sicurezza. Per concretizzare questi obbiettivi l'UIT dovrebbe collaborare maggiormente con le altre organizzazioni internazionali.

In caso di elezione, vorrei consacrarmi innanzitutto a questi compiti, allo scopo di permettere all'UIT di svolgere il ruolo che le spetta. Oggi questo organismo è marginalizzato e confinato a questioni tecniche.

Sono inoltre favorevole ad un rafforzamento delle relazioni con il settore privato: le telecomunicazioni non possono svilupparsi senza il contributo delle imprese. Ritengo altrettanto importante promuovere l'accesso dei paesi meno ricchi alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, strumenti essenziali per lo sviluppo di qualsiasi società.

swissinfo, Frédéric Burnand, Ginevra
(traduzione Armando Mombelli)

In breve

La 17esima Conferenza dei paesi membri dell'Unione internazionale delle telecomunicazioni (UIT) si è aperta il 6 novembre a Antalya, in Turchia.

Organizzata ogni quattro anni, la conferenza riunisce circa 2000 delegati di 150 paesi.

Al centro dei lavori figurano quest'anno i progetti di riforma dell'UIT, il budget e il funzionamento di questo organismo, nonché la nomina di un nuovo segretario generale.

La sede dell'UIT è a Ginevra, in cui svolge anche l'esposizione World Telecom (organizzata dall'UIT). Quest'anno la grande fiera delle telecomunicazioni ha luogo ad Hong Kong. Nel 2009 dovrebbe tenersi nuovamente a Ginevra.

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Biografia

Dal 1988 al 1992 Marc Furrer ha svolto le funzioni di consigliere di Adolf Ogi, allora responsabile del Dipartimento federale delle comunicazioni.

Dal 1992 al 2005 il solettese ha diretto l'Ufficio federale delle comunicazioni.

Nel 2005 è stato nominato presidente della Commissione federale delle comunicazioni.

Furrer ha assunto inoltre l'incarico di segretario di Stato per i lavori di preparazione del Vertice mondiale della società dell'informazione, tenuto nel 2003 a Ginevra. Nel 2005 ha diretto la delegazione svizzera alla seconda fase del vertice, svoltasi a Tunisi.

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