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Milano: Ecopass anche per le auto svizzere

Traffico in centro a Milano: l'Ecopass per lottare contro lo smog

(swissinfo.ch)

Il Comune di Milano chiamerà alla cassa anche gli svizzeri, dopo aver ultimato le tabelle che equiparano i diversi sistemi di classificazione delle auto inquinanti.

L'introduzione del pedaggio per accedere al centro, aveva creato confusione riguardo l'applicazione della misura ai conducenti elvetici, che secondo il Touring Club svizzero non devono pagare.

Milano è la prima città italiana ad aver introdotto in via sperimentale un pedaggio di circolazione per contrastare l'inquinamento atmosferico che soffoca la metropoli lombarda. Il principio è semplicissimo: più inquini, più paghi.

Rispetto alla formula introdotta a Londra nel 2003, che si applica indistintamente a tutti i veicoli, il pedaggio della città meneghina tocca soltanto i mezzi più inquinanti, con tariffe che variano a dipendenza dalla classe ecologica dell'auto.

Pagheranno anche gli svizzeri

"E con gli svizzeri, come la mettiamo?" La domanda, come ci risulta leggendo le cronache dei giornali italiani, è stata spontanea e ricorrente nelle innumerevoli riunioni tecniche per decidere i numerosi dettagli che accompagnano l'applicazione dell'Ecopass, un pedaggio antismog deciso dal Comune di Milano, entrato in vigore il 2 gennaio ma che ha fatto la sua grande prova lo scorso 7 gennaio, con la ripresa della frenetica attività dopo aver lasciato alle spalle panettoni e pandori.

Dopo giorni di grande confusione, si è finalmente chiarita anche la questione delle auto con targhe elvetiche. «Gli svizzeri hanno una classificazione equiparabile a quella Euro - ha confermato giovedì al Corriere della Sera Edoardo Croci, assessore alla mobilità del Comune di Milano - e presto sarà pubblicata una tabella di equiparazione tra i due modelli e quindi anche le auto svizzere saranno sottoposte a Ecopass».

"È stato possibile chiarire la situazione- conferma a swissinfo un portavoce dell'Assessorato alla mobilità - grazie alla collaborazione con la Sezione circolazione del canton Ticino che ci ha fornito delle informazioni utili per colmare la lacune normativa".

La sezione ticinese della circolazione ha infatti illustrato alle autorità milanesi il tipo di classificazione in vigore in Svizzera. Sulla licenza di circolazione è regolarmente indicato il codice di emissioni dell'auto (B01, B02, B03 o B04). E nella maggioranza dei casi, il codice B04 corrisponde alla classificazione comunitaria Euro 04.

L'interpretazione del Touring Club

La vicenda è stata seguita con attenzione anche dal Consolato svizzero a Milano. «Siamo naturalmente a disposizione dei cittadini elvetici – dice a swissinfo il console aggiunto Marzio Tartini – per assicurare un'informazione puntuale e capillare. Non si è mai trattato di disquisire sul principio del pagamento dell'Ecopass - aggiunge Tartini - ma sull'applicazione pratica di tale imposta ai veicoli immatricolati in Svizzera".

Di parere opposto il Touring Club. In una nota diramata alcuni giorni fa, Renato Gazzola - segretario generale del Touring Club Svizzero, sezione Ticino - scrive che "la tassa ecologica introdotta dal capoluogo lombardo a partire dal 2 gennaio 2008, non deve essere versata dalle auto elvetiche che si recano a Milano".

Una lettura, la sua, basata sul regolamento dell'Ecopass (esenzioni e sanzioni) secondo cui gli automobilisti svizzeri non sono tenuti al pagamento in quanto non hanno l'indicazione della categoria d'appartenenza EURO (0,1,2,3,4) sulla licenza di circolazione

Il punto nove riguardante le esenzioni dal pagamento dell'Ecopass – sottolinea Gazzola - parla chiaro, non devono pagare "i veicoli con targa rilasciata da paesi esteri in cui non è in vigore il sistema di classificazione della Categoria Euro, poiché non è possibile definire la Classe Ecopass, come risulta dall'ordinanza valida dal 2 gennaio 2008 al 1 gennaio 2009".

Un'idea che piace alla Confederazione

Il dibattito sul pedaggio è attuale anche in Svizzera. Poco più di un mese fa, il Consiglio federale si è dichiarato favorevole alla sperimentazione decidendo l'introduzione di pedaggi stradali nelle città e agglomerati ("road pricing"). Il Dipartimento federale dei trasporti sta ora elaborando il progetto di legge che dovrà tuttavia ancora essere approvato dal Parlamento.

Esperienze svolte all'estero dimostrano che, attraverso il road pricing, la situazione può essere migliorata notevolmente. I risultati migliori, in base ai dati del Governo, si ottengono gestendo il traffico in modo mirato, applicando tariffe differenziate in funzione del tempo e del luogo.

Le città di Basilea e Zurigo hanno subito manifestato interesse per gli esperimenti di road pricing, mentre Losanna ha mostrato maggiore cautela. Va comunque considerato che misure come quelle adottate a Milano o a Londra si adattano a grandi metropoli. Impensabile, dunque, un analogo sistema per Lugano.

In Ticino le politiche in materia di contenimento del traffico sono andate in altre direzioni, con l'introduzione effettiva degli ecoincentivi legati alla tassa di circolazione delle auto. "Abbiamo deciso di premiare chi fa un gesto a favore dell'ambiente optando per un veicolo meno inquinante – ha recentemente ricordato il consigliere di Stato ticinese Marco Borradori – convinti che oggi vi è una migliore consapevolezza nella popolazione".

swissinfo, Françoise Gehring

Come funziona

Le auto più dannose per l'ambiente che tra le 7,30 e le 19,30 dei giorni feriali vorranno entrare dentro la Cerchia dei Bastioni (il centro cittadino di Milano), attraverso uno dei 43 varchi di ingresso dotati di telecamere, dovranno pagare un pedaggio giornaliero dai 2 ai 10 euro.

Le auto più moderne (benzina euro 3 e 4 e diesel euro 4 con filtro antiparticolato), quelle ecologiche, i ciclomotori e i motocicli saranno invece esentati.

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la prova del fuoco

Nessun ingorgo a Milano lunedì scorso alla ripresa delle attività: l'Ecopass ha superato la prova del fuoco. Secondo i dati forniti dal Comune di Milano il traffico in città si è ridotto del 31% rispetto alla norma e nella zona dell'Ecopass la riduzione è stata tra il 54 e il 55%.

Segnali di un effetto dissuasione che, se confermato, permetterebbe di superare abbondantemente gli obiettivi di Palazzo Marino per il primo anno di Ecopass: - 10% di traffico, - 30% di polveri sottili. Secondo il Comune il Pm10 dipende infatti per il 90% dai veicoli più inquinanti.

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