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Ministri sotto scorta

Samuel Schmid saluta dei soldati svizzeri davanti all'ambasciata degli Stati Uniti a Ginevra

(Keystone)

Le minacce contro i consiglieri federali sono aumentate negli ultimi tempi. Lo ha affermato il ministro della difesa Samuel Schmid alla Televisione della Svizzera tedesca.

Alla vigilia di Natale, Schmid ha visitato i soldati svizzeri incaricati di sorvegliare le rappresentanze diplomatiche a Ginevra.

Le sempre più frequenti minacce sono una cosa deplorevole, che non corrisponde alla cultura politica elvetica, ha dichiarato la sera della vigilia di Natale il consigliere federale Schmid.

Tutti i membri del governo - a seconda dei temi di cui si stanno occupando e della tensione politica - devono occasionalmente farsi proteggere dalla polizia, ha spiegato il ministro della difesa.

Sono segnali che devono essere presi sul serio e che ci obbligano a «non gettare ulteriore benzina sul fuoco», ha detto il consigliere federale dell'Unione democratica di centro (UDC), ormai orfano del proprio gruppo parlamentare.

«Dobbiamo invece curare i veri valori della cultura politica svizzera», che ci hanno finora permesso di difendere posizioni politiche diverse, senza per questo subire minacce, ha concluso Schmid.

Minacce contro Eveline Widmer-Schlumpf

Il tema delle minacce ai membri del governo sono tornati d'attualità in particolare dopo l'elezione in Consiglio federale di Eveline Widmer-Schlumpf. Tre giorni dopo l'estromissione dal governo del leader dell'ala dura dell'UDC Christoph Blocher, la donna ha ricevuto una minaccia di morte.

Su una cartolina inviata a suo padre, l'ex consigliere federale Leon Schlumpf, si leggeva: «Non ha spina dorsale, la elimineremo». Ma si tratta solo della punta dell'iceberg. La nuova ministra della giustizia ha ricevuto anche altri messaggi minacciosi, come ha confermato il marito Christoph Widmer al giornale domenicale «SonntagsBlick».

La polizia cantonale dei Grigioni, cantone in cui è ancora domiciliata Eveline Widmer-Schlumpf, prende le minacce molto sul serio. La nuova consigliera federale è sorvegliata dalla polizia 24 ore su 24, ha dichiarato il comandante della polizia grigionese Markus Reinhardt.

Visita ai soldati svizzeri a Ginevra

Il ministro della difesa Samuel Schmid ha effettuato la vigilia di Natale anche una visita a sorpresa ai soldati svizzeri incaricati di sorvegliare le rappresentanze diplomatiche a Ginevra. Nel corso della sua visita di due ore, Schmid ha anche visitato due postazioni davanti alle rappresentanze americana e israeliana.

Il ministro si è detto preoccupato per le condizioni di alloggio dei militari. La Confederazione e il Cantone di Ginevra hanno avviato discussioni per migliorare la situazione, ha dichiarato il suo portavoce Dominique Bugnon.

Nella città sul Lemano sono circa 260 i militari che - durante i corsi di ripetizione - sono impiegati in difesa delle sedi diplomatiche. L'esercito intende però affidare questo compito a professionisti. Il numero dei soldati dovrebbe perciò diminuire, mentre quello dei poliziotti dovrebbe aumentare.

swissinfo e agenzie

Una tradizione che sparisce

Per la Svizzera il fatto che dei rappresentanti politici debbano muoversi con la scorta rappresenta una novità. A Berna succedeva e succede ancora spesso di incontrare un ministro nel bus, al ristorante o per strada.

Questa prossimità tra eletti ed elettori è tipica della tradizione politica svizzera, a cui il ministro della difesa Schmid ha fatto riferimento. I tempi stanno però cambiando anche in Svizzera.

Le frequenti minacce costringono anche i consiglieri federali elvetici a muoversi sotto scorta. Dalla sparatoria nel parlamento di Zugo del 2001, che causò 15 morti, anche l'accesso alla sede del Parlamento federale è sottoposta a stretta sorveglianza.

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