Multato in Giappone il Credit Suisse per aver intralciato un'inchiesta

Credit Suisse deve pagare una multa di oltre mezzo milione di franchi Keystone Archive

Un tribunale di Tokyo ha condannato una filiale del Credit Suisse a una multa di 40 milioni di yen - 550'000 franchi - per aver violato i regolamenti bancari giapponesi e intralciato le indagini su tali irregolarità. Il gruppo deplora le irregolarità, commesse da alcuni dipendenti della filiale giapponese.

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 marzo 2001 - 13:53

Il tribunale distrettuale della capitale ha multato la Credit Suisse Financial Products (CSFP), una filiale della grande banca elvetica specializzata nei prodotti derivati, per aver intralciato un'inchiesta delle autorità bancarie nipponiche. L'Agenzia di sorveglianza finanziaria aveva aperto un'indagine nel 1999, perché sospettava la CFSP di aver effettuato transazioni di dubbia legalità su prodotti derivati con clienti giapponesi, apparentemente allo scopo di dissimulare delle perdite.

Secondo gli inquirenti, i dipendenti della filiale non fornivano tutti i documenti disponibili e tentavano di nasconderne altri o di dare informazioni non veritiere. Il reato è stato «premeditato e sistematico» e la responsabilità giudiziaria della banca è«rilevante», ha dichiarato il giudice Masazu Ogura, rendendo nota la sentenza.

In seguito all'apertura dell'inchiesta, la prima del genere contro un istituto di credito estero, nel novembre 1999 le autorità di controllo avevano ritirato la licenza bancaria alla CSFP. Nel maggio 1999, il CS aveva ammesso di aver effettivamente rilevato, in una un'inchiesta interna, che una parte del personale della banca aveva tentato di mettere i bastoni fra le ruote degli inquirenti.

In un comunicato diramato a Tokyo, il Credit Suisse «deplora» le irregolarità avvenute, ma dice di trovare ingiustificato che «il gruppo debba essere riconosciuto colpevole sulla base dei soli atti aberranti commessi da una manciata di ex dipendenti».

swissinfo e agenzie

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