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Nuovo inizio o status quo?

Il 10 dicembre tutti gli occhi saranno puntati sull'urna

(Keystone)

Le elezioni del Consiglio federale manterranno lo status quo o il sistema di concordanza dovrà fare spazio ad un governo di maggioranza?

Intervistato da swissinfo, il politologo Hans Hirter pronostica un cambiamento, anche se non radicale.

È dalle elezioni d’ottobre che il mondo politico svizzero è in subbuglio. Soprattutto i due partiti «perdenti», liberali (PLR) e popolari democratici (PPD), guardano con apprensione al 10 dicembre, data dell’elezione del Consiglio federale.

Uno stato d’incertezza che tuttavia, secondo Hans Hirter, politologo all’Università di Berna, non ha solo aspetti negativi, anzi, dà nuovo slancio alla discussione sul sistema di governo elvetico.

swissinfo: Il paese si sta polarizzando sempre di più. Il sistema di concordanza è in grado di sopravvivere a questo dato di fatto?

Hans Hirter: Non do molte chance al sistema di concordanza. Se tutto rimanesse come prima significherebbe che la composizione attuale del governo non cambierebbe. Invece io mi aspetto che cambi, che i rapporti di forza tra i partiti di governo in futuro siano diversi.

swissinfo: Si arriverà ad un governo composto in maggioranza da rappresentanti del centrodestra?

H.H.: Già adesso abbiamo un governo di stampo borghese, con solo due Consiglieri federali socialisti e cinque di centrodestra. Io parto dal presupposto che il governo continuerà a spostarsi verso destra, concedendo due seggi all’Unione democratica di centro (UDC), il partito più chiaramente posizionato a destra. Ciò andrà a scapito del PPD che occupa posizioni più centriste.

swissinfo: Allora Christoph Blocher verrà eletto?

H.H.: Credo di sì, anche se è una persona che può risultare scomoda. Ma per motivi strategici credo che sia i liberali che il PPD preferiscano avere in governo un esponente rappresentativo dell’UDC piuttosto che una personalità di ripiego. Se si coinvolge l’UDC in modo maggiore in governo, allora si vuole anche che questo rappresenti un freno, di modo che alle prossime elezioni il partito non possa ottenere gli stessi brillanti risultati di ottobre. E l’UDC può essere frenata solo se il suo leader deve far faccia per davvero alle responsabilità di governo.

swissinfo: Secondo lei una coalizione di governo di centrosinistra non è dunque possibile?

H.H.: È una variante che mi sembra più improbabile. Certo, da un punto di vista aritmetico la possibilità esiste. Ma dal lato programmatico si tratterebbe di un legame contro natura di socialisti (PS) e verdi con i popolari democratici. I parlamentari PPD, specialmente quelli che siedono nel Consiglio degli Stati, sono molto più spesso in linea con l’UDC che col PS.

Se il PPD dovesse propendere per una coalizione di centrosinistra, dovrebbe fare delle concessioni ai socialisti. Se ciò dovesse verificarsi, l’UDC ha già minacciato che abbandonerà il governo. All’opposizione potrebbe attaccare duramente l’alleanza del PPD con la sinistra e approfittarne. Il PPD dovrebbe ad esempio lottare con i socialisti contro gli sgravi fiscali per i proprietari d’immobili, atteggiamento che potrebbe costargli moltissimo, in termini di voti, alle prossime elezioni.

swissinfo: L’UDC lascerà davvero il governo se Blocher non dovesse essere eletto?

H.H.: Per l’UDC questo è un dilemma. C’è l’incognita «Samuel Schmid»: se fosse eletto farebbe ancora parte dell’UDC? Potrebbe essere escluso dalla frazione parlamentare, ma non dal partito.

Ad ogni modo l’UDC potrebbe andare all’opposizione e sostenere di non essere più rappresentata in governo, anche se Schmid dovesse mantenere il suo posto di Consigliere federale. A mio avviso, la minaccia dell’UDC va presa sul serio.

swissinfo: Secondo il suo pronostico personale, che aspetto avrà il Consiglio federale dopo il 10 dicembre?

H.H.: Ci sarà un gioco ad eliminazione tra i due rappresentanti PPD in governo. Il PPD insisterà fino all’ultimo per mantenere i suoi due seggi in governo, ma credo che al più tardi la sera prima delle elezioni ritirerà la candidatura di uno dei due consiglieri federali. Il PPD potrebbe vendere il suo gesto come decisione importante per l’assetto politico del paese e del partito. In questo caso Blocher avrà la sua poltrona in Consiglio federale e a cedergliela saranno Ruth Metzler o Joseph Deiss.

Intervista swissinfo, Jean-Michel Berthoud
(Traduzione dal tedesco: Doris Lucini)

In breve

Per il politologo Hans Hirter, intervistato da swissinfo, è molto probabile che la composizione partitica del Consiglio federale cambierà.

Hirter ritiene che il Partito popolare democratico farà resistenza fino all’ultimo, ma che alla vigilia delle elezioni uno dei suoi due rappresentanti si ritirerà, cedendo il posto a Christoph Blocher, il candidato dell’Unione democratica di centro.

Il politologo bernese non crede sia possibile un’alleanza tra il centro e la sinistra. Il PPD dovrebbe fare troppe concessioni ai socialisti e rischierebbe di perdere un numero considerevole di voti alle prossime elezioni.

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