I dissidenti di Baselworld si ritrovano a La Chaux-de-Fonds

Installata da oltre 200 anni tra le montagne neocastellane, Bergeon è leader mondiale degli strumenti orologieri destinati al servizio dopo vendita. Bergeon

Delusi da Baselworld, dei subappaltatori del settore orologiero hanno deciso di organizzare una contromanifestazione a La Chaux-de-Fonds, nel cuore pulsante dell’industria orologiera svizzera. Gli organizzatori del primo “Technical Watchmaker Show” intendono dare vita a un appuntamento duraturo.

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 marzo 2018 - 16:30

La grande fiera annuale dell’orologeria si è appena aperta a Basilea tra mille sfarzi. Allo stesso tempo, un evento molto più discreto si tiene a La Chaux-de-Fonds, città operaia decisamente meno opulenta della consorella aristocratica sulle rive del Reno, ma ciononostante considerata la capitale della produzione orologiera “swiss made”.

Dal 21 al 27 marzo si svolge nel canton Neuchâtel la prima edizione del Technical Watchmaker Show, un salone itinerante la cui ambizione dichiarata è «di far risplendere il savoir-faire orologiero e microtecnico che contribuisce alla buona reputazione della regione tra i professionisti di tutto il mondo».

L’iniziativa è nata su impulso di Bergeon e Horotec, due società di La Chaux-de-Fonds specializzate nella fabbricazione e nella distribuzione di strumenti tecnici destinati ai professionisti dell’orologeria. «Produciamo quasi tutto quello che serve per fabbricare o riparare un orologio. Siamo in un certo senso i ferramenta del settore», riassume Eric Zuccatti, CEO di Horotec.

Messi da parte

Per decenni, in questo periodo dell’anno, i subappaltatori orologieri dell’Arco giurassiano, come appunto Bergeon e Horotec, hanno partecipato alla tradizionale Fiera campionaria di Basilea (Mustermesse), di cui erano dei pilastri irrinunciabili.

I tempi sono però cambiati e oggi non si sentono più benvenuti sulle sponde del Reno. «Il numero di espositori tecnici si è ridotto all’osso in questi ultimi anni e non è stato fatto nulla per trattenerli. Baselworld ci ha messi da parte, preferendo puntare tutto sulle marche orologiere che vendono prodotti finiti», dice rammaricato Eric Zuccatti.

Prezzi troppo alti, cambiamenti incessanti delle postazioni e mancanza di riconoscimento da parte degli organizzatori: l’edizione 2017 è stata quella di troppo secondo Eric Zuccatti e i suoi colleghi subappaltatori, che hanno così deciso di dare vita a un loro salone. Lo scopo: attirare la clientela internazionale che viene in Svizzera alla fine di marzo.

Iscritta dal 2008 nel Patrimonio mondiale UNESCO per il suo urbanismo interamente dedicato alla produzione orologiera, La Chaux-de-Fonds (canton Neuchâtel) è una sorta di “Graceland” per tutti i professionisti del settore, ritiene Eric Zuccatti, CEO di Horotec e cofondatore del Technical Watchmaker Show. Keystone


Nuovo concetto

Gli organizzatori di Baselworld affermano dal canto loro che l’anno scorso hanno tentato a più riprese di elaborare un nuovo concetto per il settore tecnico, con importanti ribassi proposti agli espositori.

Si sarebbero tuttavia scontrati con il disinteresse delle aziende contattate. «Se il numero di subappaltatori non partecipa più a Baselworld è perché i visitatori del salone non corrispondono più al loro pubblico target», afferma Loraine Stantzos, responsabile del marketing e della comunicazione della manifestazione basilese.

Eric Zuccatti, da parte sua, vede la cosa in maniera diversa. «Queste proposte non erano serie. Gli organizzatori di Baselworld ci hanno fatto perdere molte settimane. Visibilmente, la loro intenzione era di metterci i bastoni tra le ruote», sostiene.

Creare un evento duraturo

Con poco tempo a disposizione, gli organizzatori del Technical Watchmaker Show non sono riusciti ad attirare tutti gli espositori desiderati e hanno dovuto rivedere al ribasso le loro ambizioni. Soltanto una quindicina di imprese si sono annunciate partenti per questa prima edizione.

Il salone si presenta sotto forma di porte aperte in ognuna delle ditte partecipanti. «Prevediamo una presenza di alcune centinaia di visitatori. Per questo abbiamo predisposto dei bus navetta gratuiti tra Basilea e La Chaux-de-Fonds», spiega Johnny Veillard, vicedirettore di Bergeon.

Per creare un evento duraturo nella località neocastellana ci vorranno però almeno 50 espositori, stimano gli organizzatori. Per la prossima edizione, che si terrà nel 2019, è previsto di mettere a disposizione degli espositori che non sono di La Chaux-de-Fonds una sala comune.

La formula itinerante attuale sarà comunque in parte riproposta. Offre infatti diversi vantaggi agli occhi di Johnny Veillard: «Il visitatore è immerso nel cuore delle nostre attività. Ha la possibilità di vedere all’opera le nostre macchine e i nostri lavoratori, ciò che costituisce un eccezionale biglietto da visita. Inoltre, esponendo all’interno della loro struttura, le aziende possono continuare a produrre normalmente, dato che non devono inviare una parte del loro personale in un salone esterno».

Tempi duri per Baselworld

Non sono soltanto i subappaltatori ad abbandonare il Salone mondiale dell’orologeria di Basilea. Quest’anno, il numero di espositori presenti al grande appuntamento annuale si è praticamente dimezzato (700 contro 1'300 nel 2017). La fiera, assai onerosa per gli espositori, non è più così pertinente nell’era digitale, sostengono alcuni analisti.

Da parte loro, gli organizzatori preferiscono vedere il bicchiere mezzo pieno e sottolineano che il 70% delle marche orologiere è presente a Basilea, così come i leader del settore della gioielleria e delle pietre preziose. «In questo senso, il salone non ha perso nulla della sua rappresentatività. Baselworld unisce il meglio del settore nella sua diversità. Non forzatamente tutti, ma i migliori e i più importanti di ogni ambito», sottolinea Loraine Stantzos, responsabile marketing e comunicazione del salone basilese.

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