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Parlamento autorizza controverse pistole ad elettrochoc

In futuro i taser potranno essere utilizzati nel corso dell'espulsione dalla Svizzera di stranieri recalcitranti

(Keystone)

Dopo un lungo tiramolla, entrambe le Camere federali hanno approvato l'uso di pistole ad elettrochoc, i cosiddetti taser. Ma i dubbi sulla pertinenza di queste armi permangono.

Con un'intesa dell'ultimo minuto, il parlamento ha impedito l'affossamento dell'intera legge sull'impiego della coercizione. I taser potranno essere usati nelle operazioni di espulsione dalla Svizzera di stranieri renitenti.

Dopo aver rifiutato per ben tre volte di dare il nullaosta all'introduzione nella legge della possibilità di dotare di armi in grado di neutralizzare una persona con una scarica elettrica gli agenti preposti all'espulsione di stranieri recalcitranti, il Consiglio degli Stati (Camera alta) ha infine ceduto. Con 26 voti contro 13, martedì mattina ha accettato questa disposizione.

Poco dopo, l'altra Camera - il Consiglio nazionale -, che ha sempre voluto questa clausola, l'ha avallata con 115 voti contro 71 e tre astensioni, confermando le sue decisioni precedenti. La legge sull'impiego della coercizione è così pronta per le votazioni finali del parlamento.

Braccio di ferro sbloccato da conferenza di conciliazione

Per sbloccare il dossier è stata necessaria una conferenza di conciliazione fra i due Consigli, al termine della quale la maggioranza - 17 voti a 9 - ha deciso di includere nella normativa quest'arma, dando così ragione al Nazionale. In precedenza il Consiglio degli Stati si era sempre opposto a tale possibilità a causa della pericolosità di queste armi.

Durante la riunione sono state bocciate tutte le proposte di compromesso. La maggioranza della conferenza di conciliazione non ha nemmeno voluto introdurre nella legge condizioni più severe per l'impiego dei taser. La minoranza voleva permetterne il ricorso solamente contro le persone che mettono gravemente in pericolo la propria vita o quella altrui.

Le incognite di un'arma controversa

Prima delle votazioni in entrambe le Camere martedì mattina c'è stato un ultimo scambio di opinioni tra favorevoli e contrari ai taser. La senatrice socialista ginevrina Liliane Maury-Pasquier ha ribadito la sua opposizione a un'arma di cui non si conoscono le conseguenze a lungo termine e che nel mondo avrebbe già causato centinaia di morti.

A detta della socialista, l'inserimento dei taser nella legge annulla ciò che c'è di buono nella normativa, come il divieto per gli agenti di immobilizzare persone recalcitranti con pratiche in grado di causare il soffocamento e la morte di persone, come già accaduto in Svizzera.

Secondo la Maury-Pasquier, il pricipio di precauzione esige che si rinunci ai taser finché non si saprà di più sulla loro pericolosità. La senatrice ha chiesto invano alla Camera alta di rinviare la legge al governo, con l'invito di ripresentarla al più presto senza i taser.

Salvare il salvabile

In nome della commissione degli Stati, il popolare democratico urano Hansheiri Inderkum ha detto che un no adesso sarebbe sproporzionato perché farebbe cadere l'intera legge, di cui abbiamo bisogno. Essa istituisce basi legali chiare e univoche per i cantoni chiamati ad espellere stranieri a nome della Confederazione.

In tutte e due le Camere, la ministra di giustizia e polizia Eveline Widmer-Schlumpf ha ricordato che otto cantoni e due città già dotano i loro agenti di taser: finora il loro uso non ha dato adito a problemi.

I cantoni, ha aggiunto la ministra replicando alla proposta di rinvio, si attendono da noi chiare regole circa l'uso della forza per l'espulsione di stranieri recalcitranti. "L'impiego del taser - ha precisato - è un'alternativa valida all'uso delle armi da fuoco nei confronti di individui che possono mettere in pericolo se stessi e la vita altrui".

Eveline Widmer-Schlumpf ha sottolineato che simili armi non verranno impiegate per l'espulsione via aerea degli stranieri. Ha poi promesso di consultare le commissione di entrambi i rami del parlamento nell'elaborazione dell'ordinanza, che fisserà paletti per l'impiego del taser. Al voto, le proposte di rinvio chieste sia agli Stati che al Nazionale sono state respinte.

Secondo la normativa, in futuro sarà possibile ammanettare o immobilizzare con i mezzi necessari le persone da espellere. Le disposizioni autorizzano anche l'uso di cani per tenere a bada le persone in vista della loro espulsione dal territorio elvetico. Per evitare incidenti o drammi come in passato, la legge proibisce l'uso di caschi integrali o bavagli che possono rendere difficile la respirazione. Ciò vale anche per certe tecniche d'immobilizzazione fisica.

swissinfo e agenzie

Taser

Taser è l'acronimo di "Thomas A. Swift's Electric Rifle". Jack Cover, originario dell'Arizona, ha creato l'arma nel 1969 e le ha dato il nome di Thomas Swift, l'eroe di un fumetto popolare dell'epoca.

L'arma produce una scarica ad alto voltaggio (circa 50'000 volt) per circa cinque secondi, che immobilizza la persona colpita. Può essere usata a una distanza fino a 10 metri.

Gli esperti sostengono che una scarica di mezzo secondo basti a provocare un dolore intenso e la contrazione dei muscoli. Una scarica da due o tre secondi provoca confusione e la caduta dell'individuo. Se azionata per più di tre secondi la pistola disorienta completamente la vittima e la fa accasciare a terra per circa un quarto d'ora.

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