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Per la rivolta dei Tir prevale il buon senso

La protesta si svolgerà mercoledì alla dogana commerciale italo-svizzera di Brogeda

(Keystone Archive)

Annullato il corteo dei Tir a Como. I manifestanti hanno accolto l'appello delle autorità a non utilizzare i veicoli per non aggravare la critica situazione ambientale.

Sul desiderio di gridare le proprie ragioni ha avuto la meglio il senso di responsabilità. Gli autotrasportatori italiani sabato mattina avrebbero dovuto dar vita a una manifestazione per le strade di Como fino ad arrivare a Ponte Chiasso, al confine col Ticino, proprio per sottolineare i problemi creati dalla politica elvetica dei trasporti.

Le forze dell'ordine - una cinquantina di agenti - erano già pronte a scortare il corteo, ma i camionisti giunti al Centro Lario Tir, una settantina in tutto, hanno deciso all'unanimità di non lasciare cadere nel vuoto l'invito, lanciato da Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, a spegnere i motori.

Inquinamento preoccupante

I livelli delle polveri fini difatti non hanno mai raggiunto valori così alti. E anche in Ticino è scattato l'allarme smog. Domenica i mezzi pubblici (treni, autobus e battelli della Società Navigazione laghi di Lugano) erano gratuiti in tutto il Sottoceneri. Se non pioverà al più presto, il prossimo week-end si viaggerà ancora gratuitamente e domenica, 27 gennaio potrebbe scattare pure il blocco delle auto nel Luganese e nel Mendrisiotto perfino sull'A2.

La carica dei bisonti della strada dunque non c'è stata. Gli autotrasportatori hanno trasformato la manifestazione in un'assemblea, in cui sono state ribadite le motivazioni all'origine della protesta, che avrà luogo mercoledì, 23 gennaio alla dogana commerciale di Brogeda. «Si tratta di un problema che tocca tutta l'economia italiana - ribadisce Paolo Uggé, segretario generale di Conftrasporto -. Non è quindi solo un'iniziativa a supporto di richieste di categoria. E lo dimostra il sostegno giunto da Confagricoltura, Confcommercio, Confartigianato e Cna. Il sistema Paese rischia di andare in crisi se le merci non riescono a oltrepassare le Alpi».

Disagi per il transito internazionale

Alla dogana commerciale di Brogeda sono previsti disagi, che avranno ripercussioni sulla rete viaria ticinese. A partire dalle 5 tutti i camion che giungeranno da nord alla frontiera italo-svizzera saranno coinvolti in un'azione di sensibilizzazione. «Sarà anche la giornata della sicurezza stradale - precisa Giorgio Colato, segretario provinciale della Federazione autotrasportatori italiani -.

Distribuiremo difatti opuscoli su questo argomento. Inoltre spegneremo il motore per non inquinare». Non si esclude che si arrivi pure al blocco del traffico con possibili code in autostrada sul territorio ticinese in direzione sud. Non sono giunti segnali di distensione da parte del governo italiano, al quale i rappresentanti degli autotrasportatori chiedono di rinegoziare gli accordi sul traffico con la Svizzera. «Ci aspettavamo maggiore attenzione da parte del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi - continua Uggé -, anche perché ha assunto la responsabilità del ministero degli Esteri. Alla luce della situazione, mercoledì faremo più fatica a contenere coloro che vogliono proseguire nella protesta fino al giorno successivo».

Elisabetta Pisa

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