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I giovani svizzeri hanno voglia di fare qualcosa di utile

(Keystone)

Per la giornata mondiale della gioventù, le associazioni giovanili svizzere intendono “mettere la Svizzera sottosopra” per attirare l’attenzione e fare qualcosa di buono.

I giovani svizzeri sono attivi anche presso la sede delle Nazioni unite a New York. Dove dispongono di una loro “vera” rappresentante.

La giornata internazionale della gioventù del 12 agosto è stata introdotta dall’Assemblea generale dell’ONU nel 1999.

Con questa ricorrenza, le Nazioni unite vogliono sottolineare l’importanza del coinvolgimento dei giovani nelle decisioni politiche.

Nel corso della recente riunione dei delegati del Consiglio svizzero per le attività della gioventù (CSAJ), quattro ragazze ed un ragazzo sono stati designati quali rappresentanti ufficiali nella delegazione svizzera che parteciperà all’assemblea generale dell’ONU.

Una o uno di loro si recherà a New York, gli altri faranno il loro lavoro in Svizzera.

Nell’ONU grazie ai giovani

“La concessione di una rappresentanza giovanile all’ONU è un ringraziamento del Consiglio federale per l’attivo ruolo giocato dalle nostre organizzazioni in occasione della votazione sull’adesione alle Nazioni unite del marzo 2002”, dice a swissinfo Lucie Waser, presidente del CSAJ.

Il CSAJ aveva sostenuto l’adesione con feste e appuntamenti informativi. Secondo la ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey, questo lavoro è stato decisivo nel favorire il sì popolare poi scaturito dalle urne.

Ed allora, dal 2003, la stessa consigliera federale si è preoccupata che nella delegazione elvetica fosse inserito un rappresentante del CSAJ, incaricato di occuparsi delle questioni giovanili.

Accanto alla Svizzera, anche Finlandia, Olanda, Norvegia, Svezia ed Australia dispongono di esperti di questo tipo.

Più che un semplice alibi

La prima rappresentante dei giovani svizzeri, denominata ufficialmente “Youth Rep”, è stata Karolina Frischkopf. “Sono rimasta molto sorpresa di quanto fossi rispettata all’interno della delegazione”, rileva la studentessa ginevrina.

“Non era come in altri paesi, dove ho avuto l’impressione che gli Youth Reps fossero semplicemente un alibi”, aggiunge.

“Da noi, ogni posizione è stata concordata all’interno della delegazione. Quale esperta delle questioni giovanili sono sempre stata accettata ed il mio voto è stato preso sul serio”.

Difendere la posizione svizzera

Per la Frischkopf, ciò ha però anche significato difendere la posizione ufficiale della Svizzera davanti al Plenum. “Ho potuto portare solo quegli argomenti che erano condivisi dalla delegazione”.

Nelle due settimane che ha trascorso a New York, la studentessa ha preso parte ai negoziati su una risoluzione che comprendeva dei piani d’azione riguardanti i giovani.

“La proposta è giunta dalla Svizzera ed è stata sostenuta dall’Unione europea”. La risoluzione, secondo Karolina Frischkopf, ribadisce l’importanza dell’applicazione reale di politiche giovanili nazionali da parte dei singoli Stati.

Inoltre, chiede che le organizzazioni dei giovani siano implicate in tutte le discussioni su temi politici che li riguardano.

Far qualcosa di buono per 72 ore

La Frischkopf ed il CSAJ sono responsabili anche del progetto “Azione 72 ore – e la Svizzera è sottosopra”. L’azione, concepita in Germania, inizierà il 15 settembre 2005.

Per l’occasione, più di 10'000 giovani (Lucie Waser considera giovani le persone d’età compresa tra i 12 ed i 35 anni) concretizzeranno dei progetti locali e sociali nell’arco di 72 ore.

In Germania, sono ad esempio stati offerti dei corsi sull’utilizzo dei cellulari per gli anziani. Oppure una vecchia piscina è stata riconvertita in un campo da beachvolley.

Niente mezzi, niente soldi

Il 15 settembre 2005, i gruppi che parteciperanno all’azione riceveranno una busta che conterrà la descrizione del compito da realizzare nel tempo stabilito. Nessuno, inizialmente, disporrà di denaro o altri mezzi.

Attraverso i media tradizionali o internet, ci sarà poi la possibilità di organizzarsi per ottenere attrezzi o aiuti. “In Germania, nelle 72 ore, sono addirittura riusciti a trasportare tre cabine telefoniche dal nord al sud del paese”, ricorda Julien Jaeckle, segretario generale del CSAJ.

“Vogliamo contribuire a migliorare un po’ questo mondo e, naturalmente, farci un po’ di pubblicità: anche noi, come tutte le organizzazioni, soffriamo di un calo dei membri”, conclude Jaeckle.

swissinfo, Urs Maurer
(traduzione, swissinfo, Marzio Pescia)

Fatti e cifre

Il CSAJ è stato fondato nel 1931.
Tra i suoi membri figurano più di 80 organizzazioni.
Rappresenta circa 500'000 giovani.
Il suo principale campo d’attività riguarda la politica giovanile.

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In breve

La giornata internazionale della gioventù esiste dal 1999.
Dal 2003, nella delegazione svizzera all’ONU è inserita una rappresentante dei giovani, eletta dal CSAJ.

La prima rappresentante dei giovani svizzeri è stata la studentessa ginevrina Karolina Frischkopf.

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