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Piante ed animali minacciati dal commercio

La proibizione del commercio di avorio ha evitato l'estinzione dell'elefante africano

(Keystone Archive)

I rappresentanti di 166 paesi si incontrano sabato a Bangkok per decidere se allungare la lista della Convenzione internazionale delle specie protette (CITES).

La delegazione svizzera avverte però che fino a quando il commercio delle specie minacciate rimarrà proficuo, i progressi in materia di conservazione sono improbabili.

Gli stati firmatari della Convenzione delle Nazioni Unite sul commercio internazionale delle specie selvatiche minacciate di estinzione (CITES), si incontrano ogni 2-3 anni per votare l’aggiunta di nuove specie alla lista degli animali e delle piante protette.

Una cinquantina sono le nuove proposte che verranno discusse durante il prossimo meeting, in programma dal 2 al 14 ottobre a Bangkok.

Attualmente, la CITES proibisce il commercio mondiale di 600 specie animali e di 300 tipi di piante, oltre a limitare fortemente il traffico di 4'000 altri animali e 28'000 specie vegetali.

“L’obiettivo è di regolamentare il commercio legale e di assicurare un utilizzo sostenibile delle risorse naturali”, afferma a swissinfo Thomas Althaus, direttore della sezione Conservazione delle specie dell'Ufficio federale di veterinaria.

Althaus, anche responsabile della delegazione svizzera in Thailandia, aggiunge che la Convenzione stipula dei “criteri scientifici obiettivi” per determinare se una specie debba essere o no aggiunta alla lista.

“Al momento del voto, alcuni paesi prendono delle decisioni politiche, sebbene non ci siano tentativi di influenza reciproca tra gli stati membri”.

Proibizione dell’avorio

La Convenzione, di cui la Svizzera è depositaria, è entrata in vigore nel 1975. Il testo include la proibizione del commercio di avorio, contribuendo così alla salvaguardia dell’elefante africano, minacciato in passato di estinzione.

Althaus fa però notare che l’ultimo round di discussioni, tenutosi nel 2002 in Cile, non ha dissuaso coloro che sono attivi nel traffico di prodotti derivati dalle specie selvatiche.

“Prendiamo ad esempio il caso del corno di rinoceronte, al centro di un importante business in oriente, soprattutto nella medicina tradizionale cinese. Fino a quando il prezzo rimarrà elevato, sarà difficile controllarne il traffico”, avverte il collaboratore dell’Ufficio federale di veterinaria.

La Svizzera, vigile in Europa

L’obiettivo della delegazione svizzera a Bangkok è di promuovere un dialogo costruttivo con i paesi interessati.

“La Svizzera è un piccolo paese e da sola può fare ben poco. Dobbiamo così collaborare con altri paesi per spingere verso un’utilizzazione di prodotti sostitutivi, al posto di quelli provenienti da animali minacciati”, spiega Althaus.

Il portavoce della sezione svizzera del Wwf, Richard Lehner, indica che il nostro paese ha “un importante ruolo da svolgere” in seno alla CITES.

“La Svizzera può avere una voce in capitolo per quel che riguarda il commercio di animali e piante attraverso l’Europa”, precisa Lehner.

Più proficuo della droga

John Sellar, incaricato del controllo dell’applicazione della CITES, crede che una delle priorità sia di incoraggiare la comunità internazionale ad aderire non solo al testo, ma anche allo “spirito”della Convenzione.

“I crimini che coinvolgono le specie selvatiche non sono trattati con la necessaria priorità dalla maggior parte dei funzionari delle dogane”, spiega Sellar.

“A dipendenza dei prodotti o delle parti che si contrabbandano, il profitto può essere superiore a quello del traffico di droga”.

Esperti in aiuto dei doganieri

Le autorità elvetiche si dicono presenti sul fronte della lotta contro il commercio delle specie minacciate della lista CITES. Un team di esperti è per esempio impiegato al fianco dei doganieri.

“Quando i convogli arrivano alle nostre frontiere, dobbiamo essere in grado di identificare il loro contenuto e di verificare se rispettano il testo della Convenzione”, spiega Thomas Althaus.

“Se i funzionari in divisa sospettano la presenza di specie protette, gli esperti sono pronti ad intervenire”, aggiunge Althaus.

Ogni anno, circa 200 chili di merce illegale – in gran parte avorio – sono scoperti nei bagagli dei viaggiatori all’aeroporto di Zurigo/Kloten.

swissinfo, Ramsey Zarifeh
(traduzione: Luigi Jorio)

Fatti e cifre

La 13esima conferenza degli stati firmatari della Convenzione CITES ha luogo dal 2 al 14 ottobre a Bangkok.
Oltre 30'000 le specie animali e vegetali incluse nella lista CITES.

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In breve

La Svizzera è il paese depositario della Convenzione sul commercio internazionale delle specie selvatiche minacciate di estinzione (CITES).

Alla Convenzione, entrata in vigore nel 1975, aderiscono 166 paesi.

La proibizione del traffico di avorio del 1989, prevista dal trattato, ha permesso di lottare contro l’estinzione dell’elefante africano.

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