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Placate le onde di critiche alla gestione della DSC

Micheline Calmy-Rey ha placato l'ondata di critiche sollevata da Walter Fust

(Keystone)

La polemica tra la Commissione di gestione del Consiglio degli Stati e i responsabili della Direzione per lo sviluppo e la cooperazione (DSC) si è pacificamente risolta.

In un colloquio con i membri della commissione, la presidente della Confederazione ha indicato che Walter Fust, direttore della DSC, «avrebbe fatto meglio a tacere».

La vicenda risale al mese di dicembre, quando la Commissione di gestione del Consiglio degli Stati aveva pubblicato un rapporto in cui si sosteneva che la DSC non fosse diretta al meglio dal suo responsabile. Piccato, Walter Fust aveva rimproverato i suoi critici di aver utilizzato apposta dati errati.

In quella occasione - ha dichiarato martedì la ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey di fronte alla commissione - l'ambasciatore Walter Fust «avrebbe fatto meglio a tacere».

Tuttavia, la consigliera federale ha sostenuto che certe critiche espresse pubblicamente da Fust non sono forse prive di fondamento. Secondo la presidente della Confederazione, tali dichiarazioni vanno inserite in un contesto più generale.

«Abbiamo chiaramente esposto i nostri punti di vista», ha precisato il presidente della commissione, Hansruedi Stadler.

Commissione in malafede

Lo scorso 11 dicembre, la commissione aveva denunciato l'esistenza di lacune nella conduzione strategica della DSC, come pure l'assenza di una strategia chiara e la mancanza di trasparenza. Nel suo rapporto, aveva incluso due mozioni e sei raccomandazioni con lo scopo di accrescere appunto la trasparenza delle attività della DSC, di rafforzare il ruolo del Consiglio federale e di rifocalizzare tematicamente e geograficamente gli aiuti elvetici.

Secca la risposta di Fust: «Gli autori del rapporto hanno utilizzato in malafede cifre sbagliate. Di conseguenza sono state tratte conclusioni errate».

Anche Micheline Calmy-Rey a metà dicembre aveva rinviato al mittente le critiche alla gestione della DSC, definendole soggettive e di natura politica. «Non mi si può accusare di lasciar da parte le questioni legate alla gestione. Le riorganizzazioni effettuate nel dipartimento lo provano», aveva detto.

Affermazioni di Fust «inaccettabili»

Nell'incontro odierno, la Commissione della gestione della camera dei cantoni ha comunicato alla ministra di respingere con forza le affermazioni di Fust, giudicate «inaccettabili» sia per la forma sia per il contenuto. Stando a una nota della commissione, le affermazioni del direttore della DSC sono «incompatibili col dovere di riservatezza di un alto funzionario».

Micheline Calmy-Rey, si legge nel comunicato, ha sostenuto in commissione che il rapporto della discordia contiene elementi nuovi e giudizi utili e di voler esaminare «serenamente» le conclusioni a cui giunge il documento.

«Prendiamo atto con soddisfazione del fatto che il governo si chinerà sul rapporto», ha indicato Stadler.

Sia la consigliera federale che i membri della commissione hanno deciso di porre termine alla polemica.

swissinfo e agenzie

Cifre

La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) dovrebbe poter disporre quest'anno di un budget di 1,3 miliardi di franchi. Si tratta all'incirca della stessa cifra degli anni scorsi.

La DSC impiega circa 500 svizzeri a Berna e all'estero oltre a 1150 collaboratori locali.

La Svizzera consacra 0,4% del suo prodotto interno lordo allo sviluppo. Una cifra ben inferiore allo 0,7% auspicato dall'ONU.

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