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Alla Svizzera serve energia, ma quale?

operai al lavoro su una diga
Dei pannelli solari sono installati sulla diga dell'Albigna, nel Canton Grigioni. KEYSTONE

Il Governo svizzero e il Parlamento vogliono promuovere le energie rinnovabili prodotte all'interno del Paese con una nuova legge per l'elettricità. Lo scopo è garantire l'approvvigionamento e ridurre l'uso di combustibili fossili. Il popolo si esprimerà in votazione sul tema il 9 giugno.

Perché si vota?

La cosiddetta “legge per l’elettricità” consiste in un pacchetto di leggi sviluppate sull’arco di diversi anni e approvato dal Parlamento nel 2023. Ha lo scopo di permettere alla Svizzera di produrre più elettricità dall’acqua, dal sole e dal vento.

Il pacchetto è la risposta a due obiettivi. Il primo è il passaggio alle rinnovabili sancito dalla strategia energetica elvetica. Il secondo è l’impegno preso affinché le emissioni di gas serra del Paese siano ridotte a zero entro il 2050, come imposto dalla legge federale sul clima, approvata in votazione nel 2023.

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In questo contesto, è importante ricordare che in seguito all’incidente alla centrale nucleare di Fukushima nel 2011, la Svizzera ha deciso di abbandonare l’energia nucleare sul lungo termine. Inoltre, l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha dimostrato che le importazioni di energia dall’estero possono essere economicamente e politicamente rischiose.

Un’alleanza di piccole organizzazioni ambientaliste ha lanciato un referendum contro il nuovo pacchetto di leggi. Per questa ragione il popolo dovrà esprimersi in votazione il prossimo 9 giugno.  

Di cosa tratta la legge per l’elettricità?

Il principale obiettivo della legge per l’elettricità è garantire la sicurezza dell’approvvigionamento elettrico svizzero con le energie rinnovabili, specialmente in inverno. Attualmente, la Confederazione è dipendente dalle importazioni di elettricità nei mesi più freddi. Il passo più importante previsto per aumentare l’autonomia energetica è la costruzione di nuove centrali idroelettriche. Il Governo intende promuovere 16 progetti in tal senso.

La legge dovrebbe inoltre facilitare, tramite sussidi, la rapida diffusione dei pannelli solari su edifici e altre strutture. Il Consiglio federale stima che l’energia solare generata in Svizzera possa essere quintuplicata entro il 2035.

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Infine, le procedure di autorizzazione per i progetti legati all’energia rinnovabile saranno semplificate, mentre presentare ricorso contro di essi diventerà più difficile in determinate zone.

L’intero pacchetto legislativo è considerato importante poiché le auto elettriche, le pompe di calore e le industrie avranno bisogno di più elettricità in futuro. Governo e il Parlamento vogliono prevenire un’eventuale penuria energetica legata alla rinuncia ai combustibili fossili. Con una fornitura domestica di elettricità, sperano inoltre di ottenere prezzi più bassi e stabili.

Qual è la situazione attuale dell’approvvigionamento elettrico svizzero?

La maggior parte dell’elettricità prodotta in Svizzera proviene già da fonti rinnovabili, soprattutto l’idroelettrico che rappresenta il 56% dell’approvvigionamento (dati del 2023). Il 7% proviene da energia solare, eolica e biomassa, mentre il 37% è prodotto dalle centrali nucleari.

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La Svizzera ogni anno produce in media circa 60 terawattora (TWh) di elettricità (tra un minimo di 53 e un massimo di 68 TWh, a seconda dell’anno). La produzione attuale proviene da 650 grandi centrali idroelettriche, 1’000 di piccole dimensioni, quattro centrali nucleari e 37 parchi eolici. A questi si aggiungono 70’000 impianti fotovoltaici e 960 impianti di produzione di elettricità termica, ad esempio gli impianti di incenerimento dei rifiuti. Secondo il produttore di energia elettrica Axpo, il consumo e la produzione in Svizzera sono più o meno in equilibrio.

parco solare
In estate, la Svizzera ha sempre abbastanza elettricità grazie all’acqua, al sole e al vento. KEYSTONE/© KEYSTONE/ VALENTIN FLAURAUD

Quali sono gli argomenti del campo del “sì”?

Secondo chi sostiene il pacchetto legislativo, c’è sempre il rischio di carenze energetiche, specialmente in inverno. “Un approvvigionamento sicuro può essere ottenuto sul corto e medio termine solo espandendo la produzione domestica di energie rinnovabili”, sostiene il responsabile del Dipartimento federale dell’energia, Albert Rösti. “Se volete più elettricità e più indipendenza, votate sì”, dice.

Le misure previste sono equilibrate, sottolineano sostenitori e sostenitrici del testo. Il Parlamento ha lavorato a lungo e duramente al pacchetto prima di approvarlo a larga maggioranza in Consiglio nazionale (117 voti a favore, 19 contrari) e all’unanimità al Consiglio degli Stati. Sotto questa luce, la legge  per l’elettricità è il perfetto esempio di un buon compromesso federale: tutti i partiti in Parlamento lo approvano con “moderata insoddisfazione”, afferma Rösti.  

Coloro che difendono la nuova legge sperano in più elettricità prodotta in Svizzera, soprattutto durante l’inverno. Dicono che le misure previste sono rispettose dell’ambiente e manterranno il prezzo dell’elettricità stabile.

Chi si oppone alla legge per l’elettricità e cosa vorrebbe?

Donna
Vera Weber si oppone al nuovo pacchetto di leggi.

L’opposizione riunisce due campi molto diversi tra loro. Uno è la Fondazione Franz Weber, che si batte per la protezione del paesaggio, degli animali e della natura. È una fondazione che sa come avere un impatto. Nel 2012, la sua iniziativa sulle case secondarie è stata approvata alle urne, un successo che può vantare solo una piccola parte delle iniziative popolari.  

Oggi come allora, la sua lotta è contro “il deturpamento del paesaggio”. Assieme a due altre piccole organizzazioni ambientaliste ha lanciato un referendum contro la legge per l’elettricità dopo che altre, più grandi, associazioni ecologiste hanno rinunciato alla loro iniziale opposizione poiché le loro obiezioni erano state tenute in considerazione. Vera Weber, presidente della fondazione, dice che “è assurdo sacrificare la natura sull’altare del clima”.

Il secondo motore del campo del “no” è il partito della destra conservatrice, l’Unione democratica di centro (UDC), e in particolare la sua parlamentare Magdalena Martullo-Blocher. Lei afferma che la nuova legge genererà molta meno elettricità di quanta ne servirebbe. “Una goccia nell’oceano”, dice.

Anche Martullo-Blocher ricorre all’argomento della protezione del paesaggio, evocando lo spettro di 9’000 turbine eoliche costruite ed enormi aree di territorio ricoperte di pannelli solari. La deputata è riuscita a trascinare nel campo del “no” il suo partito, benché quest’ultimo in Parlamento si fosse espresso a favore del pacchetto legislativo. Una delle ragioni è che al momento l’UDC spera che un fallimento del testo darà nuovo impeto all’energia nucleare.

Cosa succederà se la legge per l’elettricità sarà respinta?

Il dibattito sull’energia nucleare probabilmente prenderebbe slancio. Con l’iniziativa “Stop al blackout”, che chiede di revocare la scelta svizzera di abbandonare l’energia atomica, la problematica verrà comunque sottoposta al giudizio popolare. Tuttavia, un “sì” alla legge per l’elettricità renderebbe l’iniziativa meno seducente, mentre un “no” le darebbe un peso maggiore. La presentazione di un controprogetto governativo all’iniziativa “Stop al blackout” dipenderà probabilmente dall’esito della votazione del prossimo 9 giugno. Tutti i campi sono comunque concordi nell’affermare che la costruzione di nuove centrali in Svizzera richiederebbe decenni, per motivi tecnici e anche per l’opposizione a più livelli che tali strutture innescherebbero.

Se dalle urne uscirà un “no”, l’interrogativo su come rendere l’approvvigionamento energetico sicuro e autonomo rimarrà aperto. Le leggi attuali resterebbero in vigore, ma i sussidi individuali scadrebbero. Chi sostiene il testo afferma che in caso di rifiuto della nuova legge, delle misure di emergenza si riveleranno necessarie in inverno. Le opzioni più plausibili sul corto termine per evitare penurie di energia resterebbero i combustibili fossili, ad esempio le centrali a gas, o l’importazione di elettricità dall’estero.

Traduzione: Zeno Zoccatelli

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