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Consiglio degli svizzeri all'estero «Le banche danno l'impressione di voler declinare ogni responsabilità»

Stanchi di essere «discriminati» dalle banche elvetiche, gli svizzeri all'estero hanno deciso di far sentire la loro voce. swissinfo.ch ha raccolto alcune testimonianze tra i membri del "Parlamento" della Quinta Svizzera, riunito a Basilea, e tra i suoi lettori su Facebook. 

Auslandschweizerrat

L'accesso alle banche svizzere è stato uno dei piatti forti del Consiglio degli svizzeri all'estero, riuniti venerdì 18 agosto a Basilea. 

(Adrian Moser/ASO)

Dominique, Francia

Titolare di un conto in una grande banca svizzera, Dominique è stata colta di sorpresa quando, poco meno di dieci anni fa, ha ricevuto una lettera informandola che i costi di gestione sarebbero aumentati a 30 franchi al mese. 

«I miei risparmi da studentessa, poche centinaia di franchi, sarebbero andati in fumo in un anno».

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La franco-svizzera ha così deciso semplicemente di chiudere il conto. «Per me non è stato un gran problema, ma trovo che la situazione sia assurda».

Dominique

Dominique, nata a Burgdorf e residente in Francia. 

(swissinfo.ch)


Gian Franco Definti, Italia 

In Italia gli svizzeri non sono confrontati con grossi problemi con le banche, afferma dal canto suo Gian Franco Definti, membro del Consiglio per la Penisola. «Non sono a conoscenza di persone costrette a chiudere il proprio conto, come accaduto in altri paesi», afferma l'ex banchiere. Per i piccoli risparmiatori, inoltre, è quasi più conveniente avere un conto in Italia per la pensione, in modo da evitare di dover pagare eccessivamente per mantenere aperto un conto in Svizzera, sottolinea Definti, che con un pizzico di malizia aggiunge: 

«Ci vuole sempre un po' di furbizia nella relazione con le banche, così come le grandi banche gestiscono con furbizia i propri clienti». 

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Ivo Dürr, Austria

Cliente di una piccola banca regionale, anche Ivo Dürr ha vissuto in prima persona quella che la Quinta Svizzera considera una discriminazione da parte delle banche elvetiche. Il grande problema, sottolinea Ivo Dürr, è che ogni istituto ha le proprie. «È un caos totale». 

«Le mie due figlie avevano un conto risparmio aperto dalla loro nonna. A 18 anni hanno ricevuto una lettera dalla banca che il conto sarebbe stato chiuso». 

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Patrick Weiss, Messico

Anche se personalmente non ha avuto problemi particolari, Patrick Weiss ritiene che le banche stiano esagerando con le richieste imposte ai propri clienti all'estero, siano essi clienti privati o aziende.

«Le banche danno l'impressione di voler declinare ogni responsabilità»

Fine della citazione

Per il consulente finanziario e neoeletto in Consiglio, la Svizzera si è piegata alle pressioni americane e applica le regole in modo molto più severo di quello che fanno gli stessi Stati Uniti. Una situazione inaccettabile, secondo Weiss.

Sabine Silberstein, Singapore

I tre figli di Sabine Silberstein, residenti a Singapore, avevano un conto in Svizzera sul quale la nonna versava 100 franchi all'anno. Ma al compimento dei 18 anni, hanno ricevuto una lettera dalla banca che per tenere aperto il conto avrebbero dovuto pagare 40 franchi al mese. 

«40 franchi al mese di spese, per un regalo della nonna di 100 franchi all'anno. Fate voi i calcoli! L'unica soluzione ora è chiudere il conto».

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Tom Neidecker, Stati Uniti d'America

«Nel 2008 la mia banca mi ha fatto sapere di non volerne più sapere di me e mi ha consigliato di rivolgermi a un altro istituto, specializzato in cittadini svizzeri residenti in America», racconta l'uomo d'affari. In questa banca, vengono accettate solo persone con un grande patrimonio, mentre i meno fortunati sono in difficoltà. 

«Sono deluso dalle politiche discriminatorie delle banche nei confronti degli svizzeri all'estero»

Fine della citazione


Foto Instragram

Rendete visibile la Quinta Svizzera nel mondo: contrassegnate le vostre foto e i vostri video su Instagram con l’hashtag #WeAreSwissAbroad.

Noi selezioneremo le vostre immagini e le pubblicheremo sul conto Instagram di swissinfo.ch.

Vogliamo creare una piccola comunità virtuale e far conoscere i vostri ritratti e le vostre esperienze a tutti i connazionali che vivono in Svizzera e nel mondo.

(swissinfo.ch)


Anche i lettori di swissinfo.ch su Facebook si sono espressi numerosi sul tema. Ecco una selezione dei commenti che abbiamo ricevuto in diverse lingue. 

Monika, Inghilterra 

«Ho avuto un conto alla Raiffeisen per sessant'anni. Poi improvvisamente mi hanno detto: in seguito ad accordi con altri paesi, ora abbiamo un carico amministrativo più grande e dobbiamo aumentare i costi di mantenimento dei conti. La banca è stata sicuramente felice quando le ho annunciato che avrei chiuso il conto. Speriamo che il Consiglio degli svizzeri all'estero a Basilea riusciranno ad ottenere qualcosa»

Francesco, Brasile 

«La mia banca svizzera nel 2016 mi ha chiuso il mio conto, perché abito in Brasile e sono stato costretto ad aprire un conto bancario qui per poter ricevere la mia pensione». 

François, Francia

«Le banche svizzere chiedono gentilmente ma in modo fermo ai loro clienti di chiudere i loro conti…»


Rika, Francia

«Ho dovuto firmare un documento trasmessomi dalla banca svizzera, per le autorità francesi. Sono cittadina svizzera residente in Francia e ho un piccolo conto per la mia vecchiaia. Siamo manipolati da queste banche, soprattutto che gli interessi che ci danno sono minimi». 




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