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Giro di vite in vista contro la delinquenza in rete

Il governo svizzero ha posto in consultazione mercoledì un progetto di revisione legislativa per rendere più efficace la sorveglianza delle telecomunicazioni, in particolare quelle che avvengono tramite internet.

"In seguito ai progressi tecnici, negli ultimi anni è diventato molto più difficile sorvegliare le telecomunicazioni per perseguire i reati gravi", sottolinea il governo nel suo comunicato.

Per questa ragione la legge federale sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni (LSCPT), che disciplina appunto tutto ciò che riguarda internet, posta elettronica e telefonia, deve essere adeguata.

In particolare, il governo vuole estendere da sei a dodici mesi il termine di conservazione dei cosiddetti dati secondari, che permettono di individuare il mittente e il destinatario, il momento, la durata, la quantità di dati e il percorso di una comunicazione. "L'esperienza infatti che, nel momento in cui viene ordinata la sorveglianza, i dati secondari sono spesso già stati cancellati", scrive il governo.

Il progetto specifica inoltre chi è tenuto a effettuare la sorveglianza su istanza delle autorità inquirenti. Oltre che i fornitori di servizi postali e di telecomunicazione, compresi i fornitori di accesso a internet, sono responsabili anche le persone che gestiscono o trasferiscono a terzi dati relativi alla comunicazione o che mettono a disposizione l'infrastruttura necessaria per farlo.

In linea di principio, la sorveglianza è effettuata nell'ambito di un procedimento penale. Al di fuori di un tale procedimento, essa potrà essere ordinata per ritrovare una persona dispersa oppure una persona condannata a una pena detentiva o a una misura privativa della libertà.

swissinfo.ch e agenzie


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