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Guantanamo: la Svizzera accoglierà due uiguri

Da Guantanamo al canton Giura

(AFP)

Nonostante le pressioni della Cina, la Svizzera ha deciso di accogliere a titolo umanitario i due ex detenuti uiguri di Guantanamo. Dopo settimane di esitazioni, il Governo ha dato il nullaosta al trasferimento dei due fratelli nel canton Giura.

Incarcerati da sette anni e mezzo – di cui circa due trascorsi in isolamento – i due fratelli non sono mai stati accusati ufficialmente né condannati e, secondo gli esperti, non rappresentano alcun pericolo per la Svizzera, ha assicurato mercoledì la ministra di giustizia e polizia Eveline Widmer-Schlumpf nel corso di una conferenza stampa.

I due si sono inoltre impegnati a seguire dei corsi di francese e a cercare un lavoro in Svizzera.

Martedì, il governo giurassiano aveva confermato la sua disponibilità a ricevere i due ex detenuti di Guantanamo, che beneficerebbero di un permesso di lavoro e di soggiorno e potranno spostarsi liberamente nel paese.

Irritazione da Pechino

La decisione del Consiglio federale ha però scatenato l’ira di Pechino che già in passato aveva paventato lo spettro di un deterioramento delle relazioni bilaterali nel caso i due cittadini uiguri fossero stati trasferiti in Svizzera. La Cina si oppone alla scelta della Svizzera, perché «va contro gli interessi fondamentali dei due paesi», ha puntualizzato a swissinfo Feng Haiyang consigliere dell’ambasciata cinese a Berna, senza aggiungere dettagli.

A Pechino, Bahtiyar e Arkin Mahnut sono considerati dei «terroristi, membri di un’organizzazione riconosciuta dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite», e in quanto cittadini cinesi devono essere rimpatriati.

«Abbiamo preso questa decisione sulla base della tradizione umanitaria elvetica e non in funzione di un paese o di un altro», ha sottolineato dal canto suo Eveline Widmer-Schlumpf, precisando comunque che la Svizzera farà di tutto per mantenere «buone e stabili relazioni diplomatiche» con la Cina.

Soddisfazione delle ONG

Inviato speciale del governo americano per la chiusura di Guantanamo, Daniel Fried si è congratulato con il governo svizzero per questa decisione «coraggiosa». «La Cina esigeva il rimpatrio degli uiguri incarcerati a Guantanamo, ma gli Stati Uniti si sono sempre opposti per evidenti ragioni umanitarie», ha dichiarato a swissinfo. «Abbiamo lavorato bene con le autorità elvetiche, portando avanti una strategia lenta e prudente».

Anche la sezione svizzera di Amnesty International si è rallegrata della decisione del Consiglio federale, che rappresenta un «importante contributo alla chiusura del centro di detenzione». La via prescelta permetterà inoltre ai «due uomini, la cui vita è stata distrutta da quasi otto anni di detenzione illegale, di ritornare in libertà e vivere la vita sicura e dignitosa di cui sono stati ingiustamente privati».

Dal canto suo, la Società per i popoli minacciati si è rallegrata che il governo abbia preferito difendere i diritti umani invece degli interessi delle industrie di esportazione elvetiche. L’organizzazione invita inoltre il Governo ad avviare un dialogo con la Cina sui diritti delle minoranze nella repubblica popolare.

«I più sfortunati tra gli sfortunati»

Stando all’avvocata americana Elizabeth Gilson, i due uiguri sarebbero «i più sfortunati degli sfortunati» tra i prigionieri di Guantanamo. Nel 2003 Washington aveva infatti riconosciuto di averli arrestati arbitrariamente in Afghanistan e in Pakistan. Ciononostante, si è dovuto attendere fino al 2008 prima che una corte d'appello statunitense concludesse che i due uomini non rappresentavano una minaccia e non erano «combattenti nemici».

Ventuno cittadini cinesi di etnia uigura – una minoranza turcofona e mussulmana del nord est della Cina – sono stati rinchiusi negli ultimi anni a Guantanamo. Tutti sono stati riconosciuti innocenti e potranno tornare in libertà.

swissinfo.ch e agenzie

Guantanamo

Lunedì 11 gennaio 2010 si è tenuto l’ottavo anniversario dell’apertura del campo statunitense di detenzione a Guantanamo, sull’isola di Cuba.

Nonostante le garanzie del presidente americano Barack Obama di chiuderlo entro gennaio, oltre 200 detenuti sono tuttora dietro le sbarre.

Francia, Portogallo, Belgio e Ungheria hanno già accolto un certo numero di ex detenuti di Guantanamo.
Da qualche settimana, un ex detenuto uzbeko è stato trasferito a Ginevra.

Una ventina di cittadini uiguri – catturati in Afghanistan e Pakistan – si trovano attualmente a Guantanamo. Tutti sono stati giudicati innocenti e potranno tornare in libertà.

Cinque sono già stati accolti dall’Albania nel 2006, quattro dalle isole Bermuda in giugno e sei dall’arcipelago di Palau, nell’oceano Pacifico, in ottobre.

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