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L'UDC dice no, no e ancora no

Entrambi gli oggetti in votazione federale il 17 maggio sono combattuti dall'UDC. Il partito è pure contrario a un aumento temporaneo dell'IVA per risanare l'Assicurazione invalidità (AI).

Riuniti in assemblea sabato a La Brévine, nel canton Neuchâtel, i delegati dell'Unione democratica di centro (UDC) svizzera hanno deciso di raccomandare un "no" al finanziamento aggiuntivo dell'AI tramite un lieve innalzamento differenziato dei tassi dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) nel periodo 2010-2016.

La misura transitoria concordata dal parlamento, che sarà sottoposta a votazione federale il 27 settembre, è stata bocciata praticamente all'unanimità dai delegati UDC: 382 voti contro 1.

Per l'assemblea ha prevalso l'argomento secondo cui un aumento dell'IVA sarebbe inopportuno in periodo di crisi. L'argomento dell'urgente necessità di intervenire per salvare l'AI e con essa l'Assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS) dal tracollo finanziario, non ha invece fatto leva sui democentristi.

Circa la votazione del prossimo 17 maggio, i delegati non si sono pronunciati. Le raccomandazioni del partito sono state adottate venerdì dal comitato direttivo. Quest'ultimo si è schierato sia contro l'introduzione del passaporto biometrico, sia contro l'articolo costituzionale "per un futuro con la medicina complementare".

L'assemblea dei delegati è d'altra parte stata l'occasione per il presidente dell'UDC Toni Brunner per criticare aspramente il governo: secondo il deputato sangallese, l'esecutivo è incapace di far fronte alla crisi finanziaria, economica e del segreto bancario. Brunner ha definito "deprimente" l'operato del Consiglio federale, che ha inanellato errori e sottovalutato i rischi.

swissinfo e agenzie


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