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Scandalo schedature: il Dipartimento della difesa sapeva

I problemi legati alla raccolta e alla conservazione dei dati di migliaia di persone erano già stati identificati oltre un anno fa dal Dipartimento della difesa. È quanto ha affermato il ministro Ueli Maurer, secondo cui esiste un potenziale di miglioramento, ma non sarà facile raggiungere un compromesso davanti al Parlamento.

Questo contenuto è stato pubblicato il 07 luglio 2010 - 17:37

La scorsa settimana, la Delegazione delle commissioni della gestione (DCG) ha rivelato che i servizi segreti hanno raccolto informazioni di ogni tipo, senza eseguire le verifiche e senza rispettare i criteri prescritti dalla legge, per più della metà delle 200mila persone registrate nella banca di dati relativi alla protezione dello stato ISIS, istituito nel 1994.

Il rapporto della DCG ha suscitato vive reazioni nel mondo politico. Mercoledì, a margine della pubblicazione del rapporto sulla sicurezza in Svizzera, Maurer ha così precisato che i problemi legati alle schedature di persone erano noti da oltre un anno quando è stata ordinata la prima ispezione del contenuto del registro ISIS. Per migliorare la gestione dell'enorme banca dati ereditata dal passato, il Dipartimento della difesa ha già stanziato due milioni di franchi.

Secondo Ueli Maurer, il governo svizzero dovrà discutere ancora quest'anno dei compiti dei servizi segreti in modo da determinare chi deve essere schedato e con quali modalità. Il parlamento affronterà poi la questione nel 2012 o nel 2013 nell'ambito della revisione della legge sulla sicurezza interna anche se, secondo lo stesso Maurer, non sarà facile trovare un compromesso accettabile in seno alle Camere.

swissinfo.ch e agenzie

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