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Un anno presidenziale da affrontare con rispetto

Doris Leuthard è membro del Governo svizzero dal 2006

(swissinfo.ch)

Doris Leuthard si accinge ad assumere la carica di presidente della Confederazione con senso di rispetto e responsabilità. Lo sviluppo e il mantenimento di buoni rapporti con l’estero sono indispensabili per risolvere i problemi economici della Svizzera, sottolinea nell’intervista a swissinfo.ch.

Doris Leuthard, in Consiglio federale dal 2006, succede a Hans Rudolf Merz alla presidenza della Confederazione.

swissinfo.ch: Signora presidente della Confederazione, il 2009 lascia dietro di sé diversi cantieri aperti e problemi irrisolti. Con quali sentimenti si appresta ad affrontare il suo anno presidenziale, con allegria o con una certa preoccupazione?

Doris Leuthard: Principalmente con un senso di responsabilità. Sono certa che l’anno presidenziale riservi all’eletto di turno anche molti momenti piacevoli e incontri emozionanti.

Ma naturalmente al Presidente incombe soprattutto la responsabilità di risolvere i problemi aperti, di gestire insieme agli altri membri del Governo le sfide che attendono il nostro Paese. Oltre alla responsabilità avverto anche un senso di rispetto.

swissinfo.ch: Quali, a suo modo di vedere, sono le sfide più importanti: quelle estere o quelle interne?

D.L.: I due tipi di sfide sono indissolubilmente legati. Dopo tutto, la Svizzera guadagna un franco su due all’estero. È perciò nel nostro interesse intrattenere buoni rapporti con gli altri Paesi, fare in modo che le nostre aziende abbiano un buon accesso ai loro mercati e tenere alta la nostra reputazione.

Se così non fosse, anche i problemi interni che – complice la disoccupazione alle stelle – nel 2010 conosceranno un’ulteriore escalation, diventerebbero difficili da gestire. La creazione di nuovi posti di lavoro, l’uscita del mercato occupazionale dall’attuale fase di crisi, tutti questi aspetti sono strettamente interdipendenti.

swissinfo.ch: Tra le priorità da lei annunciate figura la cura dei rapporti con i Paesi limitrofi. Che cosa ha in programma concretamente?

D.L.: Spesso dimentichiamo che, ancora oggi, è con i Paesi limitrofi che intratteniamo i rapporti più intensi nei settori della cultura, dell’economia, dei trasporti e della formazione; insomma facciamo parte con loro di un sistema strettamente interconnesso.

Di conseguenza, oltre che con l’UE a Bruxelles, dobbiamo cercare continuamente il dialogo anche con i nostri vicini per riuscire a risolvere i problemi interfrontalieri.

swissinfo.ch: Attualmente, siamo confrontati con problemi di questo tipo – leggasi segreto bancario – sia con la Germania che con l’Italia e la Francia…

D.L.: In un contesto di crisi economica è normale che gli interessi divergano. I ministri delle finanze devono rimpinguare le casse dello Stato e la Svizzera finisce inevitabilmente nel loro mirino. Ecco perché con la Germania il Consiglio federale vuole siglare l’accordo sulla doppia imposizione e regolare la questione ancora pendente in materia di traffico aereo (ndr: vedi vertenza sul regime di avvicinamento all’aeroporto di Zurigo).

Anche con Italia e Francia l’oggetto del contendere verte sull’aspetto fiscale. Per questo motivo, intendo monitorare attentamente e seguire questi tre Paesi.

swissinfo.ch: Voci critiche accusano la Svizzera di isolarsi e di non avere praticamente più alcun alleato. Cosa prevede di intraprendere al riguardo?

D.L.: Contrariamente all’impressione che può emergere in un momento di crisi come quello attuale, la Svizzera non è isolata. Possediamo una buona rete di relazioni, ma proprio perché non facciamo parte di un gruppo come l’Unione europea, la NATO o il G-20, è nostro dovere prendercene cura.

swissinfo.ch: Nell’elenco delle priorità per il 2010 figura anche il rafforzamento delle relazioni economiche con la Cina.

D.L.: Il Consiglio federale ha inserito la Cina nel novero dei Paesi prioritari. Personalmente, nell’ambito dei negoziati in vista della stipulazione di un accordo di libero scambio, ho in programma almeno un viaggio in Cina; viceversa, è probabile che riceveremo anche la visita in Svizzera di una delegazione cinese d’alto livello.

swissinfo.ch: Tuttavia, benché non vi sia ancora nulla di concreto, se la Svizzera deciderà di accogliere due uiguri attualmente detenuti a Guantanamo le relazioni con Pechino potrebbero deteriorarsi...

D.L.: Il Consiglio federale ha deciso per ragioni umanitarie di aiutare gli USA a risolvere il problema di Guantanamo. In quest’ottica ci apprestiamo, o meglio, il Canton Ginevra si appresta ad accogliere una persona originaria dell’Uzbekistan.

Al momento non è stato deciso nient’altro, per cui questo problema non si pone.

swissinfo.ch: Tornando ai problemi interni: sebbene preveda un ulteriore aumento del numero di disoccupati è sua intenzione avviare una riforma dell’assicurazione contro la disoccupazione (AD). Secondo i suoi critici si tratterebbe di una contraddizione...

D.L.: Il deficit strutturale dell’assicurazione contro la disoccupazione deve essere risanato. Basti pensare che l’AD ha accusato disavanzi persino nei tempi di vacche grasse! Il debito cresce a vista d’occhio e non possiamo rimandare la soluzione del problema a quando la congiuntura tornerà al bello.

La legge in revisione non toglierà nulla alle persone attualmente disoccupate. Solo in un secondo momento, quando la crisi sarà superata, si procederà a un innalzamento della soglia per poter percepire le indennità dell’AD e all’allungamento dei periodi di contribuzione.

Si tratta di una riduzione delle prestazioni ragionevole, in quanto l’entità e la durata delle indennità rimane invariata. L’essenza dell’AD, quindi, non sarà interessata da questa revisione.

In futuro, tuttavia, ai giovani alla ricerca di un impiego verrà richiesta una maggiore flessibilità. Detto questo, è subito fatto fomentare le paure. Personalmente, ritengo che le modifiche proposte siano sostenibili. I giovani, del resto, sono più flessibili. Nella maggior parte dei casi non hanno ancora obblighi familiari e sono meno legati a un posto particolare. Pertanto credo sia ragionevole che, nella valutazione dell’esigibilità, vengano trattati con maggiore severità rispetto ad esempio a una madre sola di cinquantacinque anni che ha perso il lavoro.

swissinfo.ch: La necessità di riforme riguarda anche il Collegio dei sette, il vostro modo di lavorare e la struttura del Governo. Come si prefigurano tali riforme?

D.L.: È mia intenzione fare in modo che il Governo non si limiti unicamente a discutere ancora una volta della riforma, ma che compia anche il passo successivo dandole il via libera. La collaborazione con il Parlamento e con l’estero richiede sempre più tempo. Credo che la volontà politica di procedere a un’ottimizzazione in tal senso ci sia.

Andres Keiser e Eva Herrmann, swissinfo.ch
(traduzione e adattamento di Sandra Verzasconi Catalano)

Presidente della Confederazione

Ogni anno, il Parlamento svizzero elegge un membro del Governo alla carica di Presidente della Confederazione in base al principio della rotazione.

Il Presidente presiede le riunioni del Consiglio federale e funge da "primus inter pares".

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Doris Leuthard

Classe 1963, la consigliera federale Doris Leuthard ha conseguito la patente di avvocato.

Dopo due anni trascorsi alla guida del Partito popolare democratico (PPD, centro), nel 2006 è entrata a far parte del Governo.

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Gli svizzeri all’estero

Doris Leuthard si rallegra che gli svizzeri all’estero partecipino così numerosi alla vita politica e alle votazioni.

Durante il suo anno presidenziale non intende porre un accento particolare sugli svizzeri all’estero.

"Tutti gli svizzeri sono ugualmente importanti. Ai miei occhi ciò che conta è il Paese e tutti coloro che ne fanno parte, compresi gli svizzeri all’estero."

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