Navigazione

Saltare la navigazione

Funzionalità principali

Un voto che riflette la polarizzazione politica

Sono stati soprattutto i simpatizzanti della sinistra e dell'Unione democratica di centro (Udc) a respingere la riduzione delle rendite del secondo pilastro, in votazione lo scorso 7 marzo. Stando all’analisi VOX, tra i sostenitori della proposta (meno del 30%) figurano soprattutto ultrasettantenni, svizzero-tedeschi e persone con una formazione superiore.

"I più accaniti oppositori" provengono dai partiti rosso-verdi, che assieme ai sindacati avevano lanciato il referendum contro l’abbassamento del tasso di conversione delle pensioni. Dal canto loro, invece, i simpatizzanti del Partito liberale radicale (Plr) e del Partito popolare democratico (Ppd) hanno sostenuto la riduzione dell’aliquota di conversione con il 56 e il 42% dei voti.

Fra i sostenitori dell'Udc, i voti favorevoli sono stati solo il 27%, precisa il dipartimento di scienze politiche dell'università di Ginevra sulla base di dati raccolti dall'istituto gfs.bern. Il partito nazionale aveva infatti invitato a votare sì, ma alcune sezioni si erano distanziate.

Tra i sostenitori del referendum, circa la metà ritiene che il progetto in votazione non fosse una buona soluzione per stabilizzare il secondo pilastro. Il 20% ha votato “no” perché intende beneficiare di rendite al livello attuale e un altro 10% trova che le casse pensioni si arricchiscano a scapito dei lavoratori. Per il 13% infine hanno
prevalso motivi di ordine etico o sociale.

Hanno votato "sì" invece le persone che hanno fiducia nel governo, che vogliono una società più ordinata, che considerano legittime grandi differenze di reddito e che hanno un visione liberale dello Stato e dell'economia. Fra questi figurano soprattutto gli ultrasettantenni. Un dato «non molto sorprendente», secondo l’università di Ginevra, visto che questa classe di età non è colpita direttamente dalle modifiche della legge.

swissinfo.ch e agenzie


Link

×