Porta socchiusa al pedaggio urbano

Segni sull'asfalto a Londra segnano l'inizio della zona a pagamento: forse un giorno anche in Svizzera? Keystone

Anche in Svizzera il traffico nelle città, e soprattutto nelle agglomerazioni, aumenta. Una soluzione, seguendo l’esempio di Londra, potrebbe essere il pedaggio per il centro.

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 maggio 2004 - 10:05

Un’iniziativa parlamentare socialista chiede di togliere dalla Costituzione il divieto di far pagare l’uso di una strada. Ma per ora prevale lo scetticismo.

Lo scorso febbraio i cittadini svizzeri hanno respinto in votazione il progetto «Avanti», che prevedeva un investimento di 30 miliardi in 20 anni per migliorare la rete stradale, intervenendo anche su traffico urbano e mezzi pubblici.

Il voto negativo è da imputarsi principalmente al fatto che il progetto legava il raddoppio del traforo del Gottardo, ritenuto troppo costoso, alla soluzione dei problemi di traffico nelle agglomerazioni.

Così i previsti 300 milioni di franchi del progetto per la soluzione di quest’ultimo problema specifico, problema su cui tutti convengono bisogna agire, restano sospesi: ma il traffico, quello, continua ad aumentare.

E crea disagi e stress non solo per chi, soprattutto pendolari, vive nelle zone verdi meno costose e si reca quotidianamente in città per lavoro. Con l’aumento del traffico diminuisce anche la qualità dell’aria, con le nefaste conseguenze sulla salute pubblica e i suoi costi. Un circolo vizioso.

Londra, il circolo virtuoso

Ken Livingston, sindaco di Londra, il 10 giugno si ripresenta per la rielezione al culmine della popolarità e con ottime probabilità di ottenere un nuovo mandato. Il suo cavallo di battaglia: la tassa per gli automezzi che entrano in centro a Londra.

E pensare che un anno fa, poco prima dell’introduzione della tassa, un’aspra battaglia mediatica lo dipingeva come una sorta di traditore del principio democratico che sancisce il libero uso del proprio veicolo privato. I più pessimisti prevedevano per Londra il caos totale e scenari apocalittici.

Ma nulla di tutto ciò si è avverato, anzi. Grazie al road-pricing, Londra è diventata oggi meno congestionata e più vivibile: si parla di una riduzione che varia tra il 15% e il 20% del traffico, che ha permesso ad esempio agli autobus di tornare a circolare in orario. E alla gente di riscoprirli.

Non solo: i ricavati del pedaggio finanziano i trasporti pubblici e la manutenzione e la costruzione di strade. La gente è così soddisfatta che vorrebbe addirittura un allargamento della cosiddetta “congestion tax” ad altre zone della città.

Che Londra abbia trovato la soluzione ideale? Non tutto è esportabile, e ciò che è riuscito a Londra o a Singapore, e sta per essere introdotto a Stoccolma, non è detto funzionerebbe bene per i centri urbani svizzeri, molto più piccoli.

Road-pricing non solo per le metropoli



Recentemente a Berna l’Associazione traffico e ambiente (Ata) ha promosso un colloquio sul pedaggio urbano, cui hanno partecipato esperti internazionali di traffico e di problematiche legate al territorio, nonché alcune personalità politiche svizzere.

Dal dibattito è emerso che il road pricing suscita ancora scetticismo in Svizzera, anche se si comincia a parlarne con maggiore interesse. Grazie all’esempio di Londra, ci si rende conto ad esempio che tecnicamente è fattibile, senza dover impiegare una tecnologia ad alto livello.

Ma come sempre, quando si tratta di introdurre nuove misure che riguardano il territorio e il traffico, vi sono ancora diversi ostacoli da superare e alternative da valutare.

Ad esempio il potenziamento dell’offerta di park&ride (parcheggi fuori dal cerchio urbano), ben collegati al centro con i mezzi pubblici.

Concetto globale di pianificazione territoriale

Adrian Schmid, membro della direzione dell’Ata, ha fatto notare poi che vi sono centri urbani, come Manhattan, che scoraggiano il traffico privato semplicemente con delle tariffe di parcheggio astronomiche: “A Zurigo paghiamo spiccioli in confronto”.

Per tassare una strada in Svizzera non solo serve una nuova legge (ora la Costituzione lo vieta), ma bisogna anche cambiare la mentalità: la gente è abituata a considerare la strada come un bene pubblico.

Bisognerebbe inoltre mettere d’accordo comuni, cantoni e Confederazione su di un progetto territoriale più globale. Ci vuole una riclassificazione delle strade. “Non si può lasciare un tema come la pianificazione territoriale semplicemente in mano ad ogni piccolo comune”, ha detto in proposito l’ex sindaco di Zurigo Joseph Estermann, presente al simposio dell’Ata.

Per ora il road pricing resta dunque ancora nel regno delle idee, perché si concretizzi: “Ci vorrebbe l’interesse concreto di una città, Berna o Zurigo”, secondo Pierre Alain Rumley, direttore dell’ufficio federale dello sviluppo territoriale.

Il mandato per uno studio preciso, magari a livello federale, potrebbe aprire al pedaggio urbano la porta che per ora resta socchiusa.

swissinfo, Raffaella Rossello

Fatti e cifre

Ogni giorno, 110.000 persone pagano un pedaggio urbano di 7,5 euro a Londra.
La tassa è in vigore dalle 7:00 alle 18:30.

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In breve

Per risolvere il problema del traffico congestionato, Londra, Singapore e - da giugno - Stoccolma, hanno adottato il Road Pricing, una tassa per entrare nel centro città con un veicolo privato.

Se ne comincia a parlare anche in Svizzera, dopo il rifiuto del controprogetto “Avanti”, che conteneva proposte per il traffico urbano e nelle agglomerazioni.

Ma la strada sembra ancora lunga. Per cercare di risolvere i problemi di traffico, le autorità della città di Berna hanno provato a puntare sul tram. Ma i cittadini hanno bocciato un progetto per l'estensione della rete tranviaria dal centro verso la periferia industriale.

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