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Preoccupanti sofisticazioni alimentari

Sovraffollamento per massimizzare i profitti degli allevatori (Foto: ivu.org)

Anche in Svizzera potrebbero essere arrivati prodotti a base di pollo e tacchino brasiliani contenenti antibiotici estremamente pericolosi e vietati dall'UE.

Lo conferma a swissinfo un responsabile dell'Ufficio federale della sanità pubblica.

Potremmo essere di fronte a un nuovo caso eclatante di pericolosa sofisticazione alimentare, come fu per il pollo alla diossina.

Ad affermarlo sono le organizzazioni ambientaliste italiane e le associazioni per i consumatori.

Importazioni a rischio

Dalla Thailandia ma soprattutto dal Brasile, negli ultimi due anni sono arrivate enormi quantitativi di petti di pollo, cosce e filetti di tacchino.

Guglielmo Danadello di Altroconsumo: "Calcoliamo che solo quest' anno dal Brasile siano stati importate 800 mila tonellate di carni pari al 37 per cento del consumo europeo.

La faccenda si fa delicata. Queste importazioni rischiano di far fallire il settore avicolo europeo visti i bassi costi di produzione brasiliani.

Ma ciò che più conta è che questi carni potrebbero contenere cloramfenicolo, nitrofurani e prodotti contenenti questi principi attivi, vietati in Europa dal 1996 e autorizzati invece in Brasile fino al maggio scorso.

Danni per la salute

"I rischi per la salute sono evidenti, dice ancora Donadello, si suppone che queste sostanze favoriscano l'insorgere di patologie gravissime come l'anemia aplastica e certe forme di tumore. Ma non esistendo regole chiare, negli allevamenti brasiliani si usano sicuramente anche farine animali".

Gli allevamenti brasiliani appartengono in genere a multinazionali europee, che aggirano così le norme di sicurezza imposte in Europa dopo lo scandalo della BSE.

Le carni arrivate nei porti continentali e sdoganate, diventano a tutti gli effetti europee, indistinguibili da quelle nostrane.

"I controlli in genere avvengono a campione. Inoltre scoprire tracce di queste sostanze non è facile. Ci vogliono strumentazioni sofisticate, eppoi bisogna sapere cosa cercare", afferma Donadello.

La catena alimentare

Queste carni vengono in seguito lavorate per fabbricare, snack, polpette, cordons bleus, utilizzati su vasta scala in mense scolastiche e aziendali.

Anche la Svizzera è un grande consumatore di questi prodotti, importati un pò da tutta Europa.

"Le autorità veterinarie federali eseguono sulle importazioni europee controlli a campione", precisa Roland Charrière, dell'Ufficio federale della sanità pubblica.

C'è da chiedersi se questo basti per identificare partite a rischio. Infatti, solo dopo un' approfondita indagine, recentemente, la polizia di frontiera tedesca, ha sequestrato un carico di polli brasiliani. E pochi giorni fa anche il ministero italiano dell'agricoltura ha confermato la pericolosità del prodotto.

Polli e tacchini ai farmaci

Dopo la denuncia delle associazioni dei consumatori, Bruxelles, il 15 ottobre scorso, ha ordinato la verifica sistematica delle carni provenienti dal Sud America.

Ma l'allarme rimane alto. Molte partite di questa carne a rischio sono ancora in circolazione e Berna ha confermato a swissinfo, che anche nel nostro Paese potrebbe essere entrato un certo quantitativo di derrate a rischio. "E' una cosa che non possiamo escludere", dice ancora Charrière.

Il problema sta probabilmente nel fatto che per un'anomalia della legge europea, le carni bianche non devono avere una tracciabilità.

Ecco perchè tacchini e polli che giungono in Europa da paesi extra-Ue possono essere considerati di produzione indigena, e dunque lavorati e smerciati come fossero carne proveniente da allevamenti europei.

E questo in barba ai rischi per la salute del consumatore.

Paolo Bertossa, Roma

In breve

America Latina ed Asia forti esportatori in Svizzera e nell'Unione europea di carni bianche di pollo e tacchino.

Il pollame extra comunitario presenta tracce di antibiotici.

L'utilizzo di queste sostanze è proibito in Svizzera e nell'Ue.

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Fatti e cifre

800 mila le tonnellate di pollame brasiliano importate in Europa
Il 37 % del consumo europeo di pollame è importato
Utilizzo di ntrofurani e cloramfenicolo vietato dal 1996

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