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Prime rivendicazioni sul fronte salariale

I dipendenti dell'industria chimica vogliono approfittare della forte crescita del settore

(Keystone)

I sindacati del personale dell'industria chimica avanzano le prime richieste salariali, in vista delle trattative autunnali sugli aumenti per il 2003.

Sono già giunte le prime avvisaglie dei tradizionali negoziati salariali che, ogni autunno, dividono associazioni dei lavoratori e organizzazioni padronali. Il personale della chimica ha infatti già formulato una domanda di aumento del 4 per cento dei redditi per il 2003.

Manifestano invece ancora grande prudenza i dipendenti dei costruttori di macchine, un settore che si trova in una situazione congiunturale difficile. Tenendo conto delle previsioni tutt'altro che rosee, le associazioni del personale hanno preferito rinunciare a formulare rivendicazioni precise.

Fantastici tassi di crescita della chimica

L'Associazione delle organizzazioni svizzere degli impiegati dell'industria chimica (VSAC) ha comunicato che il personale rivendica un rialzo generalizzato dei salari del 2 per cento e un altro 2 per cento da distribuire a seconda del merito.

Si tratta di una richiesta superiore alla media - ha ammesso in una conferenza stampa a Berna il direttore della VSAC Hans Furer - ma non certo elevata «considerando i fantastici tassi di crescita dell'industria chimico-farmaceutica, pari all'8 per cento all'anno». La motivazione del personale in un'impresa non dipende soltanto dall'aumento della busta paga, ma anche dall'equità salariale e dalla giusta ripartizione, ha dichiarato Furer.

È estremamente urtante - ha aggiunto - il fatto che gli stipendi dei quadri siano aumentati in modo doppio rispetto alla crescita economica e che ci siano di continuo eccessi. Accennando al caso Tornos, Furer ha chiesto la rinuncia ai «paracadute d'oro» per i manager quando manca il denaro per i piani sociali.

Pessimismo per l'industria meccanica

A causa della difficile situazione congiunturale, la Federazione delle associazioni svizzere degli impiegati dell'industria meccanica ed elettrica (VSAM) preferisce invece non fornire cifre riguardo alle rivendicazioni salariali.

«Per l'industria delle macchine le cose vanno male e una rivendicazione salariale precisa al punto percentuale non si giustifica in tale situazione economica e congiuturale», ha dichiarato Vital G. Stutz, direttore della VSAM. La situazione sul mercato delle divise è esplosiva per questo settore orientato all'esportazione e la congiuntura arranca.

L'organizzazione del personale lotta comunque per una flessibilità nei budget aziendali, ha aggiunto Stutz. Se gli affari dovessero registrare una ripresa nel 2003, i dipendenti non saranno più disposti a rinunciare a un aumento salariale. La VSAM vuole dunque già oggi «mettere il piede nel processo di preparazione del bilancio delle imprese», in modo che i budget salariali siano abbastanza flessibili.

Ripresa dal 2003

La VSAC rappresenta le organizzazioni degli impiegati di nove grosse aziende chimiche e ha 7 000 membri. La VSAM ha 20 000 membri e riunisce le associazioni degli impiegati di 70 imprese metalmeccaniche.

Christoph Koellreuter, direttore del Gruppo di ricerca congiunturale di Basilea BAK, ha riconosciuto alla VSAM un grande senso di responsabilità per la sua moderazione rivendicativa. Secondo le previsioni del BAK, l'atteso rilancio dell'economia generale nella seconda metà del 2002 non comporterà ancora per l'industria delle macchine una ripresa.

Per il 2003, invece, l'industria delle macchine può attendersi una crescita di circa il 3 per cento secondo il BAK, mentre per l'industria chimico-farmaceutica è prevedibile una crescita superiore al 4 per cento, contro un 4 per cento scarso quest'anno.

swissinfo e agenzie

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