Navigation

Quattro giorni a Singapore e nel Brunei per Pascal Couchepin

Uno degli obiettivi del viaggio del consigliere federale Couchepin a Singapore e nel Principato del Brunei sarà di preparare il terreno per un accordo economico con l'Associazione europea di libero scambio Keystone

Singapore e Brunei sono le mete del viaggio di quattro giorni che il ministro dell'economia Pascal Couchepin compirà in Asia da venerdì 9 a domenica 12 febbraio. Obiettivo della visita, preparare il terreno per un accordo di libero scambio tra la città- stato di Singapore e l'Associazione europea di libero scambio (Aels), di cui la Svizzera fa parte assieme a Norvegia, Islanda e Liechtenstein.

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 febbraio 2001 - 09:47

Come di consueto, il capo del Dipartimento federale dell'economia pubblica non viaggerà da solo ma sarà accompagnato da una delegazione economica alla cui testa è stato nominato Andreas F. Leuenberger, presidente di Economiesuisse e da alcuni membri del corpo diplomatico.

Singapore è il primo Paese nel quale il ministro vallesano farà scalo. L'agenda prevede incontri con il premier Goh Chok Tong, il suo vice Lee Hsien Loong e il responsabile per il commercio e l'industria George Yeo. Durante gli incontri - precisa una nota del Dipartimento federale dell'economia pubblica (DFEP) - verrà data priorità all'intensificazione delle relazioni commerciali tra i due Paesi, con un occhio di riguardo alla possibilità di avviare trattative per un accordo di libero scambio tra Singapore e i Paesi dell'Aels, eventualità cui il ministro radicale tiene particolarmente.

Durante un'intervista concessa nel novembre scorso all'agenzia di stampa svizzera ATS, Couchepin aveva dichiarato che bisognava approfittare del lasso di tempo che ci separa dal prossimo vertice dell'Organizzazione mondiale del commercio (WTO), previsto per la fine del 2001, per rivitalizzare l'Aels. A suo avviso, infatti, difficilmente il prossimo vertice del WTO porterà ad ulteriori liberalizzazioni degli scambi commerciali.

Il sostegno alle piccole e medie imprese, attive soprattutto nei settori delle nuove tecnologie, sarà uno dei temi sui quali si impernieranno le discussioni. Altro oggetto di dibattito, lo sviluppo di una piazza finanziaria internazionale.

Le relazioni economiche tra Singapore e Svizzera sono promettenti. Nel solo 2000 le esportazioni verso Singapore sono aumentate del 24,6 percento fino a raggiungere gli 1,6 miliardi. Le importazioni sono salite a 285 milioni (35,2 percento). L'economia di Singapore è ghiotta in particolare di orologi, prodotti chimici, prodotti farmaceutici e macchine, mentre da parte elvetica, oltre alle macchine, vengono importati metalli e pietre preziose. Secondo dati della Banca nazionale, gli investimenti diretti nel Paese asiatico ammontano a 13,74 miliardi di franchi, somma pari al 4,5 percento di tutti gli investimenti diretti elvetici all'estero.

Dopo Singapore, la delegazione farà tappa nel Sultanato del Brunei. È la prima volta che un consigliere federale mette piede in questo Stato. Tra sabato e domenica la delegazione avrà incontri con il Sultano Haji Hassanal Bikiah e il principe Mohamed Bolkiah, nonché col ministro delle materie prime e l'industria T.H. Pehin Dato Awang Haji Abdul Raman.

Gli sforzi del piccolo Paese per attenuare la dipendenza della propria economia dal petrolio, unica vera ricchezza e la creazione di una piazza finanziaria internazionale per il mondo islamico saranno gli argomenti in discussione. Grazie alle risorse naturali, i quasi 300.000 abitanti del Sultanato non pagano tasse. Educazione e assistenza sanitaria sono gratis. Il reddito pro capite oltrepassa i 16.000 dollari annui, ciò che fa del Sultanato del Brunei uno tra i più ricchi Paesi della regione.

swissinfo e agenzie

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

In conformità con gli standard di JTI

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Partecipa alla discussione!

Condividi questo articolo

Cambia la tua password

Desideri veramente cancellare il tuo profilo?