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Ruth Dreifuss: la fine di una lunga battaglia

Ruth Dreifuss, quasi 10 anni di presenza in governo all'insegna della semplicità

(Keystone)

La seconda donna entrata nel governo svizzero abbandona la sua carica alla fine del 2002.

Per quasi dieci anni, Ruth Dreifuss si è battuta per difendere i diritti sociali, l'uguaglianza dei sessi e la formazione scolastica.

Ruth Dreifuss ha annunciato il 30 settembre la sua decisione di abbandonare il Consiglio federale alla fine dell'anno.

"La politica non è mai stata qualcosa di astratto per me" ha dichiarato la ministra dimissionaria dinnanzi ai giornalisti, riuniti per l'annuncio a Palazzo federale. "Mi sono sempre impegnata per rispondere ai bisogni di sicurezza degli abitanti di questo paese e per creare le condizioni affinché possano realizzare i progetti della loro vita".

"La ricerca di soluzioni collegiali costringe ad affrontare ogni argomento con estrema pazienza, seguendo i bisogni di ognuno e prestando attenzione alle implicazioni scientifiche" ha aggiunto Ruth Dreifuss. Una chiara allusione alle difficoltà incontrate nella gestione di difficili dossier in un dipartimento molto complesso, che va dalle assicurazioni sociali fino alla cultura.

Seconda donna in Consiglio federale

Ruth Dreifuss è stata eletta in Consiglio federale il 10 marzo 1993, diventando la seconda donna che ha raggiunto tale carica su ben 100 membri dell'esecutivo nella storia svizzera. Ma più che per queste cifre la sua elezione verrà ricordata per la sorpresa e la suspense che ha generato.

Il Partito socialista svizzero (PS) aveva infatti designato Christiane Brunner, quale candidata ufficiale alla poltrona governativa. Ma, durante l'elezione del 3 marzo 1993, l'Assemblea federale aveva sconfessato la volontà dei socialisti, scegliendo il neocastellano Francis Matthey.

Sotto la pressione del suo partito, che voleva assolutamente una rappresentante femminile, e delle donne stesse, che avevano manifestato a più riprese dinnanzi a Palazzo federale, dopo una settimana di esitazioni Matthey si è visto praticamente costretto a rifiutare l'incarico.

È spuntato allora il nome di Ruth Dreifuss, sindacalista romanda, come Christiane Brunner, con la quale aveva condiviso numerose battaglie politiche e professionali. La Dreifuss, considerata più moderata dalla maggioranza borghese del parlamento, è stata finalmente eletta il 10 marzo, ponendo fine ad una settimana di polemiche e incertezze senza precedenti sotto la cupola di Berna.

Dossier sociali spinosi

Ruth Dreifuss, subentrante del dimissionario René Felber, ha assunto il 1° aprile le redini del Dipartimento dell'interno, dove è stata chiamata ad affrontare non pochi spinosi dossier nel settore della sicurezza sociale.

Un compito che ha svolto con grande passione e competenza. Pur lottando con tenacia per difendere in ogni ambito lo Stato sociale, l'ex-sindacalista non è quasi mai riuscita a far passare le sue idee e le sue proposte presso i colleghi del Consiglio federale e, men che meno, presso i rappresentanti del parlamento.

Nel 1994 la ministra socialista ha addirittura tentato di contrastare la maggioranza del governo, scrivendo una lettera aperta alla popolazione per spiegare i motivi della sua opposizione all'aumento dell'età di pensionamento delle donne. Un tentativo fallito che ha suscitato un coro di critiche da parte della classe politica.

Da allora, almeno apparentemente, Ruth Dreifuss si è piegata al principio della collegialità tra i 7 membri dell'esecutivo. Così, in diverse occasioni, ha finito col dover difendere decisioni probabilmente molto distanti dalla sua vocazione sociale.

Tra i suoi dossier, il più tormentato è stato sicuramente quello dell'assicurazione malattia: i premi delle casse malati sono drammaticamente aumentati negli ultimi anni, nonostante tutti i tentativi di frenare l'esplosione senza fine dei costi.

Ruth Dreifuss ha così dovuto sopportare, negli ultimi anni, un fuoco di critiche da parte della classe politica. Ma anche tra la gente, la consigliera federale è diventata piuttosto impopolare da qualche tempo.

La prima presidente della Confederazione

Nel 1999, in base al principio della rotazione, Ruth Dreifuss ha assunto la carica di presidente della Confederazione. È diventata così la prima donna e la prima rappresentante della comunità ebraica ad accedere a questa funzione.

Come in tutti gli altri ambiti governativi, la consigliera federale socialista ha svolto anche questo incarico senza accenti brillanti, ma con grande impegno, convinzione e competenza.

Tra i pregi di Ruth Dreifuss va sicuramente ricordato quello di aver saputo conservare una grande semplicità. Nonostante le importanti funzioni che, quasi suo malgrado, è stata chiamata a rivestire, la rappresentante socialista ha mantenuto uno stretto contatto con la realtà, con la base.

Di lei resterà sicuramente l'immagine di una consigliera federale che si reca al lavoro con i trasporti pubblici. O che si ritrova a fare la spesa al mercato di Berna, tra la gente, come una persona comune.

Armando Mombelli, swissinfo

Fatti e cifre

1940 nascita a San Gallo
1970 laurea in economia all'Università di Ginevra
1981-93 segretaria dell'Unione sindacale svizzera
1993 elezione in Consiglio federale
1999 prima donna presidente della Confederazione

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