L'accaparramento? Un dovere civico

Durante la crisi del coronavirus, la vendita di farina nei supermercati è esplosa. Qui nella Migros di Stans, il 14 marzo 2020. Keystone / Urs Flueeler

Quando arriva una crisi, gli svizzeri si danno alle compere. Questa volta c'è stata una corsa all'acquisto di paracetamolo. Tanto che il governo ne ha dovuto limitare la vendita. Eppure la Confederazione prevede già delle misure in situazioni del genere: in teoria, i cittadini svizzeri sono obbligati a conservare delle scorte d'emergenza.

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 aprile 2020 - 17:00
David Eugster

Allo scoppio della Prima guerra mondiale, gli svizzeri presero d'assalto i negozi. Dopo una settimana conserve, riso e caffè erano spariti dagli scaffali. Il governo fu costretto a imporre il razionamento dei generi alimentari.

Ma anche durante la guerra rimase in vigore un regola non scritta: se c'è qualcosa da comprare, chi può permetterselo ne compra più del necessario.

All'inizio della Seconda guerra mondiale si rividero scene analoghe. Degli studenti andavano in giro con striscioni su cui si leggeva: "L'accaparramento è tradimento della patria!". E questo nonostante il panico degli acquisti fosse meno pronunciato rispetto all'epoca della Prima guerra mondiale, grazie al razionamento precoce.

​​​​​​​Scorte d'emergenza, compito per le casalinghe

Dopo il 1945 il governo svizzero tentò di assumere il controllo sulla corsa agli acquisti, che si manifestava regolarmente in momenti di crisi. Il servizio della protezione civile, appena creato, cominciò a educare la popolazione a preparare delle scorte di emergenza. Alla base di ogni scorta dovevano esserci due chili di zucchero, due chili di riso, un litro di olio e un chilo di grasso, a cui potevano essere aggiunte, pasta, farina, conserve e altro ancora. Doveva bastare per due mesi.

Durante la Guerra fredda, si trattava di garantire l'approvvigionamento alimentare in caso di guerra atomica. La costituzione di scorte di emergenza era promossa al cinema, nelle esposizioni, nelle fiere. Le insegnanti di economia domestica spiegavano alle loro allieve l'importanza di essere pronte all'emergenza.

La storica Sibylle Marti, che si è occupata a fondo del tema, nota a proposito: "L'obiettivo delle campagne per le scorte d'emergenza era di ancorare nella vita quotidiana della popolazione svizzera la percezione delle minacce della Guerra fredda. Era parte della difesa nazionale spirituale e doveva rafforzare l'identità nazionale e le norme e i valori svizzeri."

Così le donne, senza diritto di voto e senza obbligo di prestare servizio militare, erano mobilitate per svolgere il ruolo a cui erano relegate: il loro fronte doveva essere lo scaffale dei negozi. In un opuscolo del 1960 si poteva leggere: "Il soldato si prende cura del suo fucile, la casalinga della scorta d'emergenza."

Le campagne in favore delle scorte di emergenza tendevano a confermare i ruoli tradizionali, ma i funzionari responsabili fecero ricorso alle più moderne tecniche pubblicitarie. Nel 1957 le autorità lanciarono un concorso di poesia, per rendere popolare le scorte d'emergenza. I partecipanti furono decine di migliaia.

Le donne erano mobilitate nel loro ruolo di casalinghe. Istituto svizzero di economia domestica, 1960

"Quando negli anni 1960 anche in Svizzera prese piede l'American way of life e per le donne nacquero nuove possibilità di consumo, tempo libero e lavoro", dice Marti, "l'immagine tradizionale della donna si trasformò e così anche la campagna: le scorte di emergenza dovevano essere liberate dalla loro immagine guerrafondaia e presentate nel contesto di uno stile di vita pratico e moderno. Le scorte di emergenza apparivano come una sorta di pronto soccorso per le casalinghe.

L'evoluzione storica sembrava non incidere sul principio della scorta d'emergenza: ancora nel 1988, in pieno clima di disgelo, il Consiglio federale consigliò i cittadini al telegiornale di avere sempre a disposizione delle riserve alimentari.

Dopo il 2001 il concetto è stato ribadito. L'epoca delle grandi campagne a favore delle scorte di emergenza sembra però passata. Informazioni sull'arte di costituire la perfetta riserva in caso di crisi possono essere ottenute su internet o nei corsi di economia domestica.


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