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SGS: perdite per 75 milioni

Il presidente della Direzione della SGS, Sergio Marchionne, si è espresso in modo critico sull'andamento della società

(RTS)

Le difficoltà principali della Societé Générale de Surveillance legate al mancato rispetto dei contratti da parte di alcuni governi.

La Société Générale de Surveillance (SGS), gruppo ginevrino specializzato nelle ispezioni, ha annunciato venerdì di aver chiuso l'esercizio 2001 con una perdita di 75 milioni di franchi. Il passivo si spiega con i contratti Global Trade Solution (GTS) sottoscritti con diversi Stati, rimasti non onorati una volta giunti a scadenza. Senza tale fattore, iscritto a bilancio come spesa eccezionale, la SGS avrebbe generato un utile di 102 milioni di franchi (113 milioni nel 2000).

Il gruppo, ha detto venerdì a Zurigo il presidente della direzione Sergio Marchionne, soffre di «eccessiva burocrazia» e anche «la cultura della redditività» è alquanto carente. Il problema principale è costituito dai contratti stipulati con i governi dei Paesi emergenti, che non hanno saldato le fatture.

Contratti non onorati

L'arretrato maggiore, per un importo di 206 milioni di franchi, spetta alle Filippine, Paese che ha interrotto i rapporti con la SGS nel 2000. Ma i crediti in sofferenza ammontano in totale a 436 milioni di franchi, di cui una parte è stata assorbita nel bilancio 2001. È rimasto uno scoperto di 177 milioni, che si sono ribaltati sui conti dello scorso anno, facendoli precipitare nelle cifre rosse.

Il fatturato si è fissato a 2,33 miliardi di franchi, in calo dell'1,6 per cento rispetto all'esercizio precedente. L'evoluzione dei cambi ha avuto un impatto negativo per 95 milioni di franchi. Il giro d'affari del settore Global Trade Solution ha subito una contrazione del 23,4 per cento a 270,6 milioni di franchi, in particolare per il mancato rinnovo di contratti con i governi delle Filippine e della Costa d'Avorio, mentre negli altri settori - industria, materie prime, prodotti di consumo - il fatturato è cresciuto del 2,3 per cento a 2,061 miliardi di franchi.

Futuro più roseo

Il risultato d'esercizio prima di imposte, interessi e ammortamenti (EBITDA) è sceso del 5,4 per cento a 247 milioni di franchi e più forte ancora è stata la contrazione dell'utile operativo EBIT, calato del 10,7 per cento a 137 milioni di franchi. Il gruppo ginevrino verserà un dividendo in aumento del 3,4 per cento a 6 franchi per titolo. Per riscuotere i crediti in sofferenza sarà costituita un'apposita commissione. La SGS non vuole dare l'impressione di rinunciare a riscuotere quanto le è dovuto, ha affermato il presidente Marchionne, approdato al gruppo ginevrino nello scorso febbraio.

Il presidente del consiglio di amministrazione Max Amstutz ha spiegato che il problema dei contratti GTS con i governi «erano prevedibili da almeno dieci anni, ma il gruppo ha dormito». Progressi sono comunque stati fatti: la dipendenza della SGS da questo settore è stata ridotta e la redditività è stata migliorata.

Il gruppo ha constatato che i suoi due principali concorrenti - Burau Veritas (Francia) e Intertek Testing Service (Gran Bretagna) - sono cresciuti a un ritmo doppio rispetto alla SGS, che per recuperare il terreno perso si prefigge ora di espandersi attraverso una serie di aquisizioni e grazie a una strategia più aggressiva. Per il 2002 la SGS pronostica un miglioramento dei risultati operativi: l'utile netto, prima degli impegni eccezionali, dovrebbe superare i 102 milioni di franchi e il fatturato aumentare del 10 per cento.

swissinfo e agenzie

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