Situazione invariata per i Partiti, UDC in testa

Soddisfazione a metà per il presidente UDC Ueli Maurer: al top il suo partito ma cala la sua popolarità personale Keystone Archive

In Svizzera l'UDC resta il partito più forte, anche se non prosegue l'impennata degli scorsi anni. E' un segnale di stabilità nello scenario politico elvetico, praticamente immutato rispetto alle elezioni del Consiglio nazionale dell'ottobre 1999. Solo il PLR e i Verdi progrediscono lievemente, mentre il PPD slitta sotto la soglia del 15%.

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 settembre 2001 - 13:45

Lo rivela l'Istituto di ricerca GfS, che ha interrogato 1946 aventi diritto di voto in tutta la Svizzera fra il 24 luglio e il 17 agosto. Secondo i risultati pubblicati lunedì dalla "Berner Zeitung" e dalla "Neue Luzerner Zeitung", se fossero state indette elezioni per il Consiglio nazionale in quel momento, la graduatoria dei partiti sarebbe rimasta immutata. Le uniche variazioni, peraltro contenute, sono di ordine percentuale.

L'Unione democratica di centro (UDC) avrebbe ottenuto il 22,8% dei suffragi (+0,3 rispetto al 1999) e si sarebbe così confermata al primo posto. Al secondo posto sarebbe rimasto il Partito socialista (PS) che, con il 21,5% - ossia in calo dell'1% - sarebbe però stato tallonato più da vicino dal terzo: il Partito liberale radicale (PLR), che avrebbe guadagnato lo 0,8% rispetto a due anni fa, assestandosi al 20,7%.

Pur restando al quarto posto, il Partito popolare democratico (PPD) avrebbe subito una nuova erosione di voti dell'1,1% e sarebbe sceso al 14,8%. In ascesa dell'1,2% invece i Verdi, che si sarebbero situati al 6,2%.

I dati sono pressoché identici a quelli risultati lo scorso giugno dal "barometro elettorale" della televisione svizzera DRS. Sono pure simili a quelli emersi da un sondaggio condotto per il "SonntagsBlick" alla fine di luglio, con la sola differenza che il PLR non ha superato UDC e PS piazzandosi al primo posto.

La progressione del PLR è però una tendenza che si conferma ha sottolineato Urs Bieri del GfS. I radicali stanno risalendo la china affrontando chiaramente e rapidamente temi scottanti - quali progetti militari, il raddoppio della galleria autostradale del San Gottardo, la soluzione dei termini per l'aborto - e non lasciandoli più all'UDC come cavalli di battaglia.

Il partito di Christoph Blocher riesce comunque a mantenere la prima posizione, conquistando i voti di elettori non legati a partiti che hanno a cuore valori come la neutralità, l'isolazionismo e la difesa. Secondo il sondaggio, infatti, il PS perde elettori a vantaggio del PLR, e i voti di coloro che abbandonano il PPD si riversano nel PLR o nei Verdi, ma non vanno a favore dell'UDC.

Credibilità dei presidenti: vince la Brunner

Diversa dalla fiducia ai partiti è invece la credibilità che gli elettori danno ai loro presidenti. Il 53% delle persone consultate ritiene credibile la presidente del PS Christiane Brunner.

La proporzione crolla al 39% per il presidente dell'UDC Ueli Maurer, al 29% per quello del PLR Gerold Bührer e addirittura al 25% per quello del PPD Philipp Stähelin. In fatto di notorietà però tutti i presidenti dei quattro partiti sono nettamente superati dal consigliere nazionale zurighese UDC Christoph Blocher, ancora più "polarizzato" rispetto al 1999.

swissinfo e agenzie

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